Moni Ovadia :Israele, strani democratici!


L'editorialista del quotidiano israeliano Ha'aretz, Akiva Eldar, in un suo recente articolo si è domandato:" che cosa hanno in comune - i falchi dell'ala militare di Hamas; il Primo Ministro Benjamin Netanyhau; la sua guardia del corpo, il Ministro della Difesa, Ehud Barak; e il Premio Nobel Shimon Peres Presidente di Israele? Hanno dato fuori di matto per l'accordo di riconciliazione fra Hamas e Fatah!". La domanda di Akiva Eldar è evidentemente retorica. C'è una grande notizia, gli Islamisti estremi e gli unici democratici del Medioriente, "uomini di pace" soi disant, condividono lo stesso sentire nei confronti dell'unità della leadership legittima del popolo palestinese, precondizione imprescindibile per una vera trattativa di pace e non per quelle chiacchiere truffaldine, con la benedizione del quartetto, che da anni raggirano i palestinesi, ma anche gli israeliani. Ora, per quanto riguarda l'ala estrema di Hamas, la ripulsa dell'accordo è del tutto comprensibile, anche se non giustificabile. Ma come spiegare quella dei superdemocratici che governano Israele. La spiegazione è una ed una sola: parlano di democrazia e intendono apartheid, parlano di pace e pensano diffusione ipertrofica della colonizzazione. Questi politicanti israeliani hanno le facce di bronzo, in yiddish si chiama khtzpe. Il colmo della khutzpe è questo: "a Varsavia un ebreo viene giudicato per matricidio e parricidio e viene condannato al massimo della pena. Quando il giudice gli da la parola l'ebreo dice: « vostro onore ho diritto alle attenuanti, sono un povero orfano». Ebbene questo ebreo è un dilettante al confronto dei governanti israeliani.

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