GIDEON LEVY : Hamas e Israele


Roma, 13 maggio 2011, Nena News – Perché affannarci per le elezioni, il cambio di primo ministro ed i partiti? Giacché, che bisogno abbiamo di questa inutile agitazione se la risposta di Israele dev’essere sempre la stessa, a guida automatica, governo dopo governo? Perché ogni volta che c’è una possibilità di cambiamento positivo, Israele si affretta a storcere il naso, a prevedere il peggio e a bloccarsi nel rifiuto. Perché? Perché noi siamo così.I giornalisti non hanno ancora avuto il tempo di render conto della conferenza stampa di Azam al-Ahmed e di Musa Abu Marzuk, che Benjamin Netanyahu era già negli studi per mostrare la sua pubblica smorfia. Prima ancora che l’avesse fatto, il coro nazionale si è imbarcato nel rifiuto, che è diventato inno nazionale, mentre in sottofondo suona l’orchestra delle minacce. Come con la carcassa dello scuolabus colpito da un missile lanciato da Gaza, che è stata ampiamente diffusa all’estero in una “campagna di relazioni pubbliche”, i tecnici della propaganda ora provano un’altra montatura: Pericolo – Riconciliazione palestinese. Non c’è ancora riconciliazione, ma si sentono già le grida dei ricusatori israeliani. I testi sono uguali, parola per parola, a quelli degli anni ‘70 e ‘80: un’organizzazione terroristica con la quale mai tratteremo. Allora era Fatah, oggi Hamas. Il ministro della difesa ha posto tante condizioni per poter considerare Hamas come interlocutore, che equivalgono ad un rifiuto. E Shimon Peres, che ora è per la pace senza smantellare le colonie, ha fatto una dichiarazione da presidente: “La riconciliazione impedirà la creazione di uno Stato palestinese” – come se fosse la posizione di Fatah, come se Israele fosse pronto a lasciare i territori, e solo questo terribile sviluppo dell’ultimo minuto andasse ad impedire la costituzione di uno Stato palestinese.E’ stato Hamas, non Fatah, a cambiare posizione. Si tratta (forse) di una buona notizia. E’ ancora troppo presto per stabilire fino a qual punto sia seria e spetta ad Hamas fornire la prova della sua svolta moderata. Ma ha diritto ad una possibilità. Per due anni abbiamo presentato a Mahmud Abbas delle condizioni impossibili, e ora lo rimpiangiamo. “O noi o Hamas”, dichiara Netanyahu, come un amante tradito, come se l’opzione “noi” fosse mai stata messa sul tavolo.L’accordo che è stato appena siglato comprende una promessa di democratizzazione e di elezioni. Non è quel che abbiamo sempre voluto? E’ un’esigenza del diritto, sì o no? Tutti quelli che hanno detto che è bene non aver fatto la pace con i tiranni arabi adesso devono interessarsi ad una pace con l’intera nazione palestinese e non solo con i suoi dirigenti. E’ la loro possibilità, Tutti quelli che deplorano che Abbas sia pronto ad includere partner radicali nel suo governo dovrebbero prima guardare la composizione del nostro governo. E tutti quelli che hanno detto che i Palestinesi erano divisi e che Abbas era debole, non era un partner, dovrebbero essere contenti della possibilità di un governo rappresentativo, forte.Invece no. La riconciliazione palestinese non è un bene per Israele, secondo il gioco a somma zero che stiamo giocando da sempre: ciò che è bene per loro è male per noi. Ascoltiamo le parole scintillanti di Noam Chomsky, intervistato da Gadi Algazi per Israël Social TV: la prima ipotesi di un Israele democratico dev’essere una possibilità per una Palestina democratica. Non è la verità?Il cammino per la riconciliazione palestinese è ancora lungo, e il cammino per uno Stato è ancora più lungo. Nelle strade di Jenin e nei tunnel di Rafah non c’è ancora niente da celebrare. A Gerusalemme e a Tel Aviv non c’è ancora niente di inquietante, né di minaccioso, né di allegro – come se noi avessimo un “vantaggio” nelle relazioni pubbliche. Se vedrà la luce un governo di unità e si terranno le elezioni, ci sarà una nuova possibilità. Israele ha bisogno di accoglierla bene, con le dovute riserve.Che disastro è stato il ricevimento per il giorno della Libertà in Sudafrica, lo scorso fine settimana! Mentre l’ambasciatore del Sudafrica Ismail Coovadia, uno che sa una cosa o due su “le organizzazioni terroristiche” con le quali è “proibito” negoziare, e i cui rappresentanti hanno governato in questi ultimi vent’anni un paese libero e piuttosto imponente, parlava delle possibilità della riconciliazione palestinese, il ministro Benny Begin pensava a spaventare il pubblico con la prospettiva di una democratizzazione del mondo arabo, dipingendo un quadro il più nero possibile. Perché noi non siamo cambiati. Sono passati i giorni, sono trascorsi gli anni, ma la canzone resta la stessa.Questo articolo di Gideon Levy è apparso sul quotidiano Haaretz il 1 maggio, prima della firma al Cairo, il 4 maggio, dell’accordo Fatah – Hamas
2  21 Dicembre   2008    : Israele deve parlare con Hamas  
Sintesi personale  La situazione nel sud è deprimente. Razzi Qassam colpiscono il territorio israeliano ,la situazione è intollerabile e la difesa israeliana ammette che non sa come agire efficacemente . Non esiste una soluzione militare, gli omicidi mirati o i bombardamenti non risolveranno la questione Quindi, che cosa resta da fare, ? Gaza è assediata e impoverita, Sderot è minacciata e nessuno osa spezzare il circolo vizioso. Nessuno osa chiedere: perchè non parlare con Hamas? Gaza è governata da un potere democraticamente eletto e ha di mostrato di poter controllare il territorio, ma Israele e il mondo proseguono il loro diabolico obiettivo: voler rovesciare hamas Due anni di assedio, di boicottaggio, di fame , di black-out , di bombardamenti non hanno indebolito questa organizzazione Al contrario: il cessate il fuoco è stato violato da Israele con l'inutile uccisione di palestinesi in un tunnel. E'stato confermato quanto tutti sapevano: non si cambia la volontà politica di un popolo con la violenza, ora è arrivato il momento di cambiare strategia, anche perché non abbiamo altra scelta Hamas non riconosce Israele, che cosa importa? Hamas è un movimento fondamentalista? Questo è irrilevante. Colloqui diretti con Hamas indebolirebbero il Presidente palestinese Mahmoud Abbas? E 'comunque deboli. Che cosa ha da perdere Israele? L'opzione militare può essere effettuata in qualunque momento ? Perché non provare l'opzione diplomatica ? La nostra politica è questa: non parliamo con Abbas perchè troppo debole, non parliamo con Hamas perchè troppo forte, anche se colloqui si svolgono con Hamas tramite l'Egitto,non è più ragionevole dimenticare gli usuali cliche e avviare negoziati diretti. intanto questo avverrà e allora evitiamo spargimenti di sangue . Abbiamo già vissuto questa situazione: per anni abbiamo detto no a qualsiasi trattativa con l'OLP, che cosa abbiamo ottenuto? Niente se non un inutile e maledetta intifada, solo allora abbiamo cominciato a discutere . Ora noi e loro siamo in un vicolo ciecoIsraele dovrebbe essere disponibile a revocare l'assedio e IL boicottaggio in cambio di una tregua a lungo termine. Abbiamo provato tutto , la nostra ostinazione non ci ha portato da nessuna parteQuesto è il motivo per cui mi rivolgo al primo ministro in un disperato ultimo invito: Rompere il tabù. Coraggiosamente sollecitate Haniyeh a incontrarsi con voi. Lei ha dichiarato ;"Come possiamo essere sicuri della Siria se non proviamo ?"Alla Likud di Benjamin Netanyahu a Ehud Barak o alla Livni potrebbe non piacere questa decisione, ma questo non riguarda voiGideon Levy: Israel must talk with Hamas
3  21 Aprile 2008  :Gideon Levy: Hamas ed Israele chiusi in un cerchio di potere e di violenza, Una guerra tra bande ormai, negoziare e scegliere il compromesso. Sintesi personale  Ai confini della Striscia di Gaza, c'è una guerra di disperazione . Hamas sta lottando contro l'assedio e le Forze di Difesa Israeliane sono preoccupate per le azioni di hamas . Entrambe le parti sono dentro un cerchio di potere e di vendetta. E 'stato sufficiente ascoltare ,la settimana scorsa, il comandante della compagnia dell'IDF , che ha perse tre dei suoi uomini,sollecitare le sue truppe sia ad uccidere il maggior numero possibile di terroristi sia a distruggere l'area dalla quale sono partiti gli attacchi ,per capire che le differenze tra i due opposti sta diventando sempre più distorta.e immorale Per esempio, se la relazione di B'tselem è corretta,, la IDF ha utilizzato le freccette metallliche uccidendo senza distinzione, esattamente come Hamas. Entrambe le parti evitano ogni dialogo con l'altro, Israele porta avanti il vergognoso boicottaggio internazionale e chi tenta di porre fine a questo insopportabile ciclo, come l'ex presidente americano Jimmy Carter, viene immediatamente e vergognosamente condannato L'equilibrio tra le due parti è ben lungi dall'essere pari. - Le dichiarazioni(esagerate) che Hamas sta diventando più forte, e si sita organizzando come Hezbollah - non alterano il fatto inequivocabile che sia una guerra di logoramento Si svolge nel sud tra un esercito regolare, dotato di ogni arma possibile e di una organizzazione primitiva, con poche armi e una ridicolo strategia di battaglia. Questo non deve essere dimenticata. L'attacco combinato sabato a Kerem Shalom, sofisticato e audace, non cambia il fatto che la bilancia del potere è tutt'altro che omogenea . Questo è evidenziato ,in parte, dal numero dei morti: i palestinesi hanno ucciso tre soldati, Israele, ha uccisi 20 palestinesi, tra questi un giornalista e diversi giovani. Questo è il modo di combattere di una banda Questo ciclo di disperazione non potrà mai essere rotto con la forza La convinzione che l'assedio della Striscia di Gaza, farà sì che il supporto per Hamas diminuisca,è folle : La nostra esperienza ci ha dimostrato che è vero il contrario. Ogni volta che la minaccia di attacchi terroristici aumenta,, l'opinione pubblica israeliana si sposta a destra. Ogni attacco ha intensificato il nostro nazionalismo e il nostro odio per i palestinesi, perché dovremmo credere che l'assedio e lle uccisioni non producano lo stesso effetto dall'altra parte ? Se riduciamo alla fame 1,5 milioni di civili e impediamo loro di avere abbastanza acqua, cure mediche e una vita normale, questo non li disporrà positivamente verso di noi, Da quando è iniziato l'assedio,nulla dimostra che hamas si sia indebolito. Ci sono innumerevoli esempi della Storia Moderna che dimostrano che solo la moderazione e il compromesso conducano al negoziato . Quando i i nemici parlano tra loro loro, si spogliano di tutti gli slogan del passato, dell' odio profondo e di ogni forma di estremismo , emerge la volontà di compromesso - anche tra i più violenti terroristi o combattenti per la libertà. Non solo in Irlanda, e in Sud Africa, ma anche da noi . Menachem Begin, Yasser Arafat, Nelson Mandela o i leader dell'Ira quando hanno cominciato a discutere da terroristi sono diventati statisti e partner di negoziati. . La domanda è: quando ci renderemo conto di questo ? O, in altre parole, quanti cicli di spargimento di sangue vedremo? i palestinesi non scompariranno, ma diventeranno , in futuro, sempre più estremisti ,se continueremo a utilizzare solo la lingua della forza, esattamente come avviene nella guerra tra bande Se il primo ministro veramente vuole garantire la sicurezza nel Negev e realizzare un significativo passo in avanti,dovrebbe chiedere a Carter cosa ha proposto Khaled Meshal dichiarando la sua disponibilità all'ascolto e al cessate il fuoco reciproco in Cisgiordania e a Gaza prima che sia troppo tardiArticolo

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