Francesco Anfossi :L'America che si fa giustizia da sé . L'uccisione di Bin Laden
Dunque il mostro Osama Bin Laden, il mandante dell'attentato terroristico più mostruoso della storia dell'umanità, è stato ucciso con un colpo alla testa, senza pietà, in un blitz della Cia che pare non abbia fatto prigionieri. Il suo corpo è finito in fondo al mare. E' la faccia giustiziera dell'America. Incarnata per l'occasione, singolare coincidenza della storia, dal democratico Barack Obama, il raffinato professore di diritto, lo studioso di dottrine umanitarie appassionato di Lincoln, del pensatore radicale garantista Alinsky e del filosofo liberaldemocratico John Rawis. Dal presidente che ha fatto smantellare la prigione-canile di Guantanamo e che ha puntato il dito contro le torture in IraqA ben vedere, l'umanista Obama ha fatto peggio del suo predecessore, il falco George W. Bush, che almeno un processo, al feroce dittatore Saddam Hussein e ai suoi accoliti, lo aveva concesso, istituendo l'Iraqui Special Tribunal. Certo, Bush, aveva evitato che a giudicare fosse un tribunale del Consiglio di sicurezza della Nazioni Unite, sul modello delle corti di giustizia internazionale che avevano giudicato i criminali della Jugoslavia e del Rwanda. Ma almeno un processo c'era stato. Per Osama Bin Laden, che con la sua morte chiude il decennio iniziato l'11 settembre 2001, nessuna pietà. Né per lui né per le persone che si trovavano vicino a lui, donne comprese, al momento del blitz delle forze speciali dell'intelligence Usa.Si parlerà a lungo di questo Obama trasformato nell'ispettore Callaghan, anche se a ben vedere non ci sono molte novità sotto il cielo a stelle e strisce. L'America, come aveva teorizzato la dottrina Monroe, non concepisce il limite della sovranità, tranne che per sé stessa, si riserva il diritto di intervenire dove vuole in nome della sua "crusade for freedom" (anche oggi che la Guerra Fredda è finita) e si sente legittimata a fare ciò che vuole nel suo interesse nazionale. Restano le considerazioni di un eventuale processo esemplare, che in linea di principio in una delle culle della democrazia, baluardo dei diritti civili, andrebbe garantito anche al diavolo e che forse sarebbe servito come monito all'umanità e per rendere ancor più noti i suoi aberranti crimini. Oltre che, in fase istruttoria, a smantellare la rete di Al Qaeda e di rivelarne molti segreti. Un processo ci dà l'occasione di penetrare dentro gli abissi del male. Ma forse, tra i segreti dell'aguzzino Bin Laden, ce n'era qualcuno scomodo anche per una forza tranquilla come l'America, fin dai tempi in cui la Cia lo finanziava durante la guerriglia in Afghanistan contro l'l'Unione sovietica. Anche per questo Obama ha preferito parlare alla pancia dell'America e al suo desiderio di vendetta e tirare fuori la Colt. "Giustizia è fatta", ha detto. Ma è una giustizia che sa più di vendetta, avrebbe forse commentato un po' sconsolato il grande cacciatore di nazisti Simon Wiesenthal. Quando gli israeliani andarono a prendersi Eichman, in Argentina, se lo portarono a Tel Aviv per processarlo. Se lo avessero ammazzato sul posto, tra le altre cose, il mondo non avrebbe conosciuto il suo orrore e non avremmo avuto un libro fondamentale come "La banalità del male" di Hannah Arendt. E a proposito: non ci sarà una Norimberga di Al Qaeda. Avremmo visto sul banco degli imputati il totalitarismo del nostro secolo: il terrorismo. Forse abbiamo perso una occasione. Storica.
Bin Laden is Dead, Long Live Bin Laden
Articolo
http://www.newyorker.com/online/blogs/newsdesk/2011/05/killing-osama-was-it-legal.html
Commento: 1 perchè non catturarlo e processarlo pubblicamente per scoprire una volta per tutte la rete del Male: il terrorismo? Certamente in vista delle prossime elezioni una "chiave "vincente sul piano personale, ma perdente sul piano della verità storica...ma così va il mondo evidentemente
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http://www.newyorker.com/online/blogs/newsdesk/2011/05/killing-osama-was-it-legal.html
Commento: 1 perchè non catturarlo e processarlo pubblicamente per scoprire una volta per tutte la rete del Male: il terrorismo? Certamente in vista delle prossime elezioni una "chiave "vincente sul piano personale, ma perdente sul piano della verità storica...ma così va il mondo evidentemente
http://www.newyorker.com/online/blogs/newsdesk/2011/05/killing-osama-was-it-legal.html
Commento: 1 perchè non catturarlo e processarlo pubblicamente per scoprire una volta per tutte la rete del Male: il terrorismo? Certamente in vista delle prossime elezioni una "chiave "vincente sul piano personale, ma perdente sul piano della verità storica...ma così va il mondo evidentemente
2 Una mossa che preannuncia il ritiro dalla guerra "persa" dell'Afghanistan? si vedrà
3 La dichiarazione di padre Federico Lombardi portavoce della Santa Sede: "Di fronte alla morte di un uomo, fosse anche Bin Laden, un cristiano non si rallegra mai"
«Di fronte alla morte di un uomo, un cristiano non si rallegra mai, ma riflette sulle gravi responsabilità di ognuno davanti a Dio e agli uomini e spera e si impegna perchè ogni evento non sia occasione di una crescita ulteriore dell’odio, ma della pace».Ancora una volta la Santa Sede prova a far brillare una fiammella di luce di fronte alla morte di un terrorista criminale considerato il mandante dell’11 settembre. Negli Stati Uniti, alla notizia che Osama Bin Laden e i suoi accoliti erano stati uccisi dalle forze speciali della Cia, ci sono stati caroselli di giubilo, come se avessero vinto il superbowl. Ma la morte, anche di un criminale, non si festeggia. Mai. Lo ha dichiarato padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa vaticana. Non si festeggia, ha aggiunto, nemmeno per per chi, come «Osama Bin Laden, come tutti sappiamo, ha avuto la gravissima responsabilità di diffondere divisione e odio fra i popoli, causando la morte di innumerevoli persone, e di strumentalizzare le religioni a questo fine»Il vice-responsabile dei rapporti tra Chiesa e società del sinodo ortodosso, padre Georgy Roshchin h aaffermato: "La Chiesa russa non si associa al giubilo che sta conquistando diversi Paesi" precisando che il giudizio su vita e morte, anche nel caso si tratti del peggior terrorista del mondo, "Può venire solo da Dio". Padre Roshchin esorta dunque il popolo russo a lavorare in modo che "Fenomeni come quello associato al nome di Bin Laden non facciano più parte della vita federale. "Tra le cause del terrorismo vi sono soprattutto conflitti interetnici e contrapposizioni economiche e politiche", e "La morte di un terrorista, sia pure del livello di Bin Laden, non cancella i problemi". Occorre "Prendere giuste decisioni e affrontare alla radice le cause del terrorismo e non gioire per la liquidazione di uno tra i molti membri di un gruppo terroristico".
Allegato Bin Laden is Dead, Long Live Bin Laden

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