VITTORIO: STAMANI ADDIO SOLENNE GAZA. Tutti contro gli assassini


     Gaza, 18 aprile 2011, Nena News – L’addio solenne di Gaza e della sua gente al volontario, attivista e giornalista Vittorio Arrigoni, assassinato la scorsa settimana, avverra’ questa mattina a Gaza. Alle 11 ora italiana il convoglio funebre ha lasciato l’ospedale di Al Shifa, proseguendo per il valico di Rafah, fra Gaza e l’Egitto dove si svolgera’ una cerimonia di saluto. Saranno pronunciati due elogi funebri: uno in arabo e un altro in italiano. Questo secondo testo sarà letto dal ministro del governo di Hamas, Ossama al-Issawi, che parla fluentemente l’italiano.Nena News riporta di seguito la testimonianza di una cooperante italiana. Rosella Bonarrigo , in questi giorni nella Striscia (cooperante della ONG Overseas), che ha seguito la cerimonia funebre in onore di Vittorio Arrgoni:
“I’m so sorry for what happened to Vik , all my condolences to all italians, I’m shamed…sorry, all of us loved Vik. He was a great man, he’s a gazawi!. As Palestinian I’m sorry, we failed, we didn’t protect him”. Queste sono solo alcune delle frasi ricorrenti che i palestinesi di Gaza che incontriamo continuano a ripeterci. Ci stringono la mano, ci accompagnano con volti scuri e occhi rossi. I ragazzi presidiano il Gallery, il locale dove Vittorio amava andare e dove “la meglio gioventù” ha allestito la veglia funebre, all’entrata la bandiera italiana e quella palestinese a lutto.  Associazioni, ONG,  ragazzi di tutte le età,  tutta la società civile di Gaza ha voluto ricordare l’instancabile lavoro di Vittorio, il suo coraggio nell’andare in luoghi dove noi tutti temevamo di essere uccisi da qualche pallottola sparata dai soldati israeliani sul confine, magari sparata per gioco come in un videogame dove i cattivi sono i contadini e i pescatori palestinesi, le donne ed i bambini che giocano sui campi polverosi, tra detriti e micidiali sostanze chimiche precipitate da bombe poco intelligenti e parecchio distruttive.“Vittorio eroe di Gaza”, dicono, “martire” di un ingiustizia che pochi hanno il coraggio di denunciare e che solo Vittorio è stato in grado di comunicare con tanta forza.n un suo video ancora inedito, Vittorio lascia le sue ultime volontà, saranno la famiglia ed i volontari dell’ISM in cui lui militava, a montarlo e mostrarlo al mondo, ma é importante che da subito una sua volontà sia rispettata: “Non voglio essere seppellito sotto alcuna bandiera”,  la retorica del tricolore non gli apparteneva, rispettiamolo.
Piuttosto va diffuso il suo messaggio di resistenza non violenta,  l’indignazione per le quotidiane atrocità che si compiono su questa Striscia di terra, rendiamogli omaggio mostrando al mondo ciò che Vik raccontava,  mettiamoci in ascolto anche noi, come faceva lui, di tutte quelle voci che vorrebbero gridare al mondo  – Aiutateci!Restiamo umani”.
La salma di Vittorio Arrigoni arriverà mercoledì in serata all’aeroporto di Roma (Fiumicino) in Italia. I funerali dovrebbero svolgersi a Bulciago (Lecco), dove risiede la famiglia, nei giorni successivi. Il corpo di Vittorio sarà trasportato da un volo in partenza dal Cairo. Un avvocato italiano, legale della famiglia, è al Cairo per occuparsi proprio del trasferimento della salma dall’Egitto e delle procedure necessarie.  La salma di Vittorio potrebbe doversi fermare, una volta rientrata in Italia, prima a Roma dove probabilmente si dovranno eseguire alcuni esami e esplicare alcune pratiche. La Procura ha aperto un fascicolo di indagine sull’omicidio di Vittorio.
In ricordo del pacifista ucciso a Gaza si sono tenute numerose commemorazioni in tutta Italia. Nella sede della Provincia di Roma, si è tenuto un incontro di giornalisti, attivisti e membri di Ong che hanno voluto sottolineare la natura «pacifista, coerente e coraggiosa» del giovane. Un modo per raccogliere il testimone di Vittorio esiste, spiega la portavoce della Piattaforma per le Ong italiane in Medio Oriente, Silvia Stilli: «Togliere l’embargo di Israele dalla Striscia di Gaza» «Volontario e militante pacifista – hanno ricordato le Ong – Arrigoni raccontava al mondo l’esistenza quotidiana in un ambiente estremo in cui le privazioni, la violenza, la repressione interna contro ogni forma di espressione democratica e indipendente hanno creato l’humus che alimenta la violenza che ha portato all’atto criminale e barbaro della sua uccisione»Un presidio permanente é stato inoltre allestito, sempre a Roma, davanti al Palazzo di Montecitorio, dove gli slogan “Fermiamo l’assedio di Gaza” e “Restiamo Umani” rimarranno fino a domani. Nena News
2   VITTORIO: TUTTA GAZA CONTRO GLI ASSASSINI  Gaza, 17 aprile 2011, Nena News (foto dal sito social.tiscali.it) – Vittorio ormai considerava Gaza come la sua casa. Aveva in programma di andarsene il mese scorso, e poi imbarcarsi nella Freedom Flotilla, ma non se la sentiva di abbandonare il posto a causa delle recenti aggressioni delle forze d’occupazione israeliane: in meno di un mese sono stati ammazzati più di 40 palestinesi, tra cui due donne mentre preparavano il pane e bambini che giocavano a calcio. Mercoledì sera Vittorio era andato in palestra. Dopo la palestra alle volte andava a mangiare in una trattoria. Aveva prenotato la cena per le dieci. Non vedendolo arrivare, hanno provato a chiamarlo, il suo cellulare era spento. Non si sono preoccupati, perché spesso Vittorio spegne il cellulare, quando vuole lavorare o quando vuole stare da solo. Nessuno lo ha più sentito da quel momento in poi. Alle 8 di giovedì sera i suoi compagni dell’Ism hanno ricevuto la notizia del suo rapimento. Alle 3 di notte la notizia del ritrovamento di un corpo. Ancora non sapevano se fosse il suo o quello di qualcun altro, fino a che non sono stati portati sul posto e lo hanno visto, steso su un materasso a pancia in su. Aveva un stringa di plastica stretta attorno al collo e la faccia molto gonfia. Presentava del sangue dietro la nuca, forse per dei colpi subiti, e profondi segni ai polsi per le catene o lacci che lo tenevano legato. I piedi erano accavallati e le braccia lungo i fianchi. Aveva ancora addosso la benda visibile nel video, leggermente sollevata per renderlo riconoscibile.Restiamo umani», diceva Vittorio, per non perdere la tenerezza di fronte alla barbarie. Ci vuole una grande forza per restare umani, certe volte, Vittorio. Giovedì sera, quando si sapeva solo del sequestro, alcuni giovani di Gaza avevano organizzato una manifestazione per chiedere il suo rilascio, pianificandola per il venerdì alle quattro. Essa si è trasformata poi in una marcia commemorativa. I palestinesi cantavano melodie tradizionali, alternando canzoni che parlavano della loro terra con «bella ciao» perché era stato Vittorio ad insegnarla ad alcuni di loro. Diverse centinaia di persone hanno partecipato, moltissimi amici, e molti che non lo conoscevano, individui che raccontavano di non averlo mai visto, ma che era una grande perdita ed erano sconvolti, che chi ha commesso questo crimine non rappresenta il popolo palestinese in nessun modo che si vergognano per quel che è successo. Spiegavano che i salafiti, e la loro lettura perversa del corano, sono pochi, isolati, e crudeli: loro non li considerano palestinesi. Sabato è stata allestita una tenda per dare la possibilità di portare le condoglianze, come è tradizione in Palestina. Su un lato, sono stati appesi un centinaio di messaggi in arabo e in inglese: uno recitava: «Tu eri gazawi (cittadino di Gaza) e quelli che ti hanno ucciso non hanno mai capito quanto eri prezioso! Questa gente non è palestinese».Uno era dedicato a sua madre: «Mamma, grazie di aver portato Vittorio in questo mondo. Mamma, per favore perdonaci per non essere stati capaci di proteggere Vittorio!». Un altro era firmato dal PSCABI, Palestinian Student Campaign for the Academic Boycott of Israel: «La Palestina ha perso un figlio, noi un fratello. Eri di ispirazione per noi, ci hai insegnato come essere uomini liberi. Vittorio è un palestinese ed un combattente per la libertà! Riposa in pace, compagno!». Le manifestazioni continueranno anche oggi, per concludersi con un convoglio di macchine che accompagnerà la salma al confine con l’Egitto quando sarà il momento. «Se io muoio non piangere per me, ma fai quello che facevo io e continuerò a vivere in te», scriveva Che Guevara. Nena News
*Attivista dell’International Solidarity Movement.
Questo articolo è stato pubblicato il 17 aprile 2011 dal quotidiano Il Manifesto
Restiamo umani», diceva Vittorio, per non perdere la tenerezza di fronte alla barbarie. Ci vuole una grande forza per restare umani, certe volte, Vittorio. Giovedì sera, quando si sapeva solo del sequestro, alcuni giovani di Gaza avevano organizzato una manifestazione per chiedere il suo rilascio, pianificandola per il venerdì alle quattro. Essa si è trasformata poi in una marcia commemorativa. I palestinesi cantavano melodie tradizionali, alternando canzoni che parlavano della loro terra con «bella ciao» perché era stato Vittorio ad insegnarla ad alcuni di loro. Diverse centinaia di persone hanno partecipato, moltissimi amici, e molti che non lo conoscevano, individui che raccontavano di non averlo mai visto, ma che era una grande perdita ed erano sconvolti, che chi ha commesso questo crimine non rappresenta il popolo palestinese in nessun modo che si vergognano per quel che è successo. Spiegavano che i salafiti, e la loro lettura perversa del corano, sono pochi, isolati, e crudeli: loro non li considerano palestinesi. Sabato è stata allestita una tenda per dare la possibilità di portare le condoglianze, come è tradizione in Palestina. Su un lato, sono stati appesi un centinaio di messaggi in arabo e in inglese: uno recitava: «Tu eri gazawi (cittadino di Gaza) e quelli che ti hanno ucciso non hanno mai capito quanto eri prezioso! Questa gente non è palestinese».Uno era dedicato a sua madre: «Mamma, grazie di aver portato Vittorio in questo mondo. Mamma, per favore perdonaci per non essere stati capaci di proteggere Vittorio!». Un altro era firmato dal PSCABI, Palestinian Student Campaign for the Academic Boycott of Israel: «La Palestina ha perso un figlio, noi un fratello. Eri di ispirazione per noi, ci hai insegnato come essere uomini liberi. Vittorio è un palestinese ed un combattente per la libertà! Riposa in pace, compagno!». Le manifestazioni continueranno anche oggi, per concludersi con un convoglio di macchine che accompagnerà la salma al confine con l’Egitto quando sarà il momento. «Se io muoio non piangere per me, ma fai quello che facevo io e continuerò a vivere in te», scriveva Che Guevara. Nena News
*Attivista dell’International Solidarity Movement.
http://www.nena-news.com/
 3  FOTOSTORIA E VIDEO: GAZA, L’ADDIO A VITTORIOSi sono svolti a Gaza City oggi, i funerali ufficiali del pacifista Vittorio Arrigoni. La salma del volontario, attivista e giornalista assassinato nella Striscia di Gaza, ha lasciato l’ospedale Al Shifa di Gaza, trasportato sulle spalle da un gruppo di uomini della sicurezza palestinese, ha sfilato per le vie di Gaza City, e ha poi raggiunto il valico di Rafah, dove si è tenuta un’orazione funebre in suo ricordo. Una folla enorme ha partecipato al funerale e ha seguito poi il feretro fino a Rafah.Nena News vi propone le foto della cerimonia al valico di Rafah (con l’Egitto) e quelle della veglia funebre che si è tenuta al Gallery, il locale che Vittorio frequentava spesso.Riceviamo e pubblichiamo dall’Associazione Zattar un video è stato realizzato da Mohammed Almejdalawi- assistente e responsabile alla documentazione del  progetto a Gaza “Let’s Learn English”.

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