Claudia De Martino :UN ITALIANO GIUSTIZIATO A GAZA e i commenti dell'uomo medio israeliano
Un Italiano è morto a Gaza.Pur reputandomi di sinistra, io non credo all’attività dell`International Solidarity Movement: non credo ai loro boicottaggi della cultura (ultimo l`appello sull`AIDA a Masada) e dell`università israeliana, non credo alla loro demonizzazione degli israeliani e sopratutto non credo a questa tendenza pseudointegralista di matrice religiosa che fa dipendere tutti i problemi da un fattore solo, che spiega e riassume tutto, ovvero l`occupazione israeliana a Gaza.Credo invece già di più alla loro attività di testimonianza da Gaza, e che sia importante che lì continui a registrarsi una presenza straniera, capace di documentare quello che avviene in modo più lucido e trasparente di quello dei palestinesi stessi. Mi piacerebbe, però, che emergessero da queste testimonianze anche le contraddizioni di Hamas e, in generale, più eventi e tendenze interni alla Striscia. Sappiamo poco della costellazione di movimenti che la compongono, di quali principi e prospettive li animino. Credo anche alla loro opposizione alla distruzione delle case palestinesi, che rispondono solo a necessità militari israeliane, lasciando nella disperazione intere famiglie e accentuando la povertà e il degrado a Gaza.Quello che mi lascia più perplessa sono però i commenti dell`uomo medio israeliano, che allego con l`articolo in fondo, nei talkbacks.
Alcuni dicono “un terrorista morto con altri terroristi”, come se Vittorio Arrigoni avesse mai ucciso o alzato la sua mano su un singolo uomo, o avesse avuto intenzione a sua volta di farsi saltare su un autobus. Altri lo definiscono, con particolare asprezza, un “useful idiot” della causa palestinese, uno che ama le persone che dovrebbe detestare, e che gli si dovrebbe tributare ex post il “Darwin Award” per la stupidità. Altri ancora dicono che “chi dorme con i cani, si ritrova con le pulci”, o che non sanno pensare a qualcuno che meritasse di più la sorte che gli è spettata. Tutto questo al fine di considerare i palestinesi di Gaza dei sub-umani, che non meritano alcuna forma di solidarietà, protezione o rispetto. (Non maggiore rispetto meritano i commenti di chi vorrebbe vedervi, con dietrologia, l`intervento del Mossad perché Arrigoni non piaceva agli israeliani).
Con incredulità, mi aggiro tra questo labirinto di parole di quella che dovrebbe essere l`opinione pubblica di una nazione democratica e colta come Israele, ma brutalizzata e degradata dalla guerra e da anni di declino della coscienza civica, nonché piagata da un sempre più forte isolazionismo culturaleNon mi sorprende allora che la gente di Gaza, che vive ammassata come topi dal 2006, e che non ha nessuna prospettiva immediata di miglioramento delle proprie condizioni di vita, non sia poi più illuminata e democratica dello stato libero o pseudolibero che le sta a fianco.
Provo sgomento e cordoglio per Arrigoni, che probabilmente avrei criticato aspramente in vita, ma che sicuramente era una persona generosa e inerme che si spendeva per una causa, giusta o sbagliata che fosse, senza fare del male a nessunohttp://www.ynetnews.com/articles/0,7340,L-4057173,00.htmlUN ITALIANO GIUSTIZIATO A GAZA

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