Palestina: Aspettando il 15 marzo, l'unità nazionale è ancora lontana

   di Marco Di Donato*


[3 marzo 2011]Palestina: Aspettando il 15 marzo, l'unità nazionale è ancora lontana
Hamas a Gaza e Fatah a Ramallah. Quattro anni ed ancora niente è cambiato. Il contesto politico palestinese appare ancora diviso, frastagliato, frammentato. I due maggiori partiti palestinesi hanno seri problemi a riaprire una porta per il dialogo ed anche al loro stesso interno sembrano soffrire di pesanti divisioniFatah
 ad esempio non riesce nemmeno ad accordarsi sul se e come giungere a patti con Hamas, il quale ha almeno il vantaggio di aver chiarito la propria posizione. Si ad un governo di unità nazionale, ma non con Salam Fayyad come primo ministro. Paradossalmente però era stato proprio Fayyad, contravvenendo alle direttive interne del suo partito a cercare un nuovo dialogo con Hamas. Il Comitato centrale di Fatah ha infatti bollato, citando le parole del Jerusalem Post, come “inaccettabile ed irrazionale” la proposta di Fayyad. Il segretario del Consiglio rivoluzionario di Fatah, Amin Maqboul, ha aggiunto che la proposta di Fayyad è del tutto privata e non riflette assolutamente la linea politica del partito. La determinazione di Fayyad, la sua indefessa ricerca di un dialogo con Hamas si scontra poi proprio con il movimento di resistenza islamico, il quale ha mantenuto un atteggiamento di totale chiusura affermando che con l'attuale premier non può esserci alcuna forma di accordo. Un piano di riconciliazione che per citare lo stesso Fayyad è nato morto. E in effetti le trattative fra i due partiti sono ad un punto morto. Da parte sua infatti, Hamas sembra voler bloccare sul nascere qualsiasi forma di dialogo, sperando forse di poter volgere a suo vantaggio, con una mossa politicamente alquanto ardita, il vento di rivolta che sta attraversando il Maghreb, l'Egitto e la Libia e che si appresta a giungere forse anche nel Mashreq.Una mossa politica azzardata poiché anche lo stesso Hamas potrebbe essere identificato dai palestinesi, alcuni già lo fanno, come forza oppressiva che controlla con modalità despotiche la Striscia di Gaza. La speranza di una svolta però è pronta a materializzarsi prima di quanto si possa prevedere.Il 15 marzo organizzazioni della società civile palestinese e gruppi giovanili, hanno indetto una manifestazione bipartisan al fine di chiedere unità alle fazioni politiche e superare l'odioso empasse che da tempo affligge il panorama politico locale. L'hanno chiamata la “Giornata della Riconciliazione”. Certo i margini di una trattativa sono stretti e la volontà di giungere ad un accordo semplicemente non esiste o anche esistesse è fin troppo fievole. Tuttavia potrebbe essere la piazza spingere i due contendenti a riavvicinarsi. Questo ovviamente a condizione che Hamas e Fatah sentano forte la paura di essere definitivamente delegittimati da quella stessa piazza che, per ora, chiede pacificamente che si trovi al più presto una soluzione. per Osservatorio Iraq

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