Paola Caridi da invisiblearabs:Tahrir, la piazza del popolo


   Il Cairo non aveva visto così tanto popolo per le strade dai tempi di questa foto. Era anche allora febbraio, l’inizio di febbraio. Il 4 febbraio di 36 anni  fa, il 1975. Erano i funerali di Umm Kulthoum, la Stella d’Oriente, la regina della canzone araba. Allora il popolo scese in strada a rendere omaggio a colei che era più di una cantante, più della voce del panarabismo, più della voce dell’era nasseriana. Era la voce del popolo, proveniente da un piccolo paese, e diventata la voce araba per eccellenza. Un mito.Allora si dice che due milioni di egiziani si riunirono per il suo funerale. Più di quanti si riunirono attorno al corpo di Gamal Abdel Nasser. Ora, in piazza, nella Piazza della Liberazione, a piazza Tahrir, di fronte all’odiato palazzone del ministero dell’interno, di fronte alla Lega Araba, c’è oltre il milione chiamato a manifestare contro Hosni Mubarak. Le vie circostanti, dicono i testimoni, i giornalisti presenti, sono piene. L’esercito blocca l’ingresso di altre decine di migliaia di persone che stanno arrivando in corteo dal ponte di Qasr el Aini, quello che porta alla maggiore università della città, l’ateneo del Cairo, nonché vicino al principale ospedale della megalopoliMai visto il potere del popolo come questo, dicono su Al Jazeera. Una manifestazione di orgoglio, di forza, che arriva certo in tutti le più lontane, nascosto località del mondo arabo. E’ un messaggio il cui impatto non riusciamo ancora a comprendere, dentro, nel cuore del mondo arabo. Così come è arrivato forte e chiaro al regime egiziano, e al mondo arabo, che l’opposizione a Mubarak è tutta unita. Il comitato che si è riunito, mentre il milione di persone era in piazza, è composto da tutti i partiti, i movimenti, le anime politiche dell’Egitto. E con una sola voce ha detto: non parleremo con nessuno sinché Hosni Mubarak non si dimetterà. Nessun contatto, nessun negoziato, senza le dimissioni di Mubarak. Lo hanno confermato i partecipanti della riunione, compreso Abdel Moneim Abul Futouh, uno dei leader più noti dell’ala pragmatica, protagonista – già nel 2005 – della nascita del movimento Kifaya  (fu nel pugno di fondatori del cartello delle opposizioni). Un nome che significa che tra coloro che stanno formando una sorta di CLN egiziano ci sono gli uomini che hanno fatto opposizione a Mubarak negli anni scorsi. Non sono nati ieri, insomma, anche se lo stesso Abdel Moneim Abul Futouh, protagonista a suo tempo del movimento studentesco negli anni Settanta, ha riconosciuto a chiare lettere che sono stati i giovani, i ragazzi a fare questa rivoluzione. La rivoluzione del 2011.La Storia scorre sugli  schermi, oggi.

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