L’Iraq discute i recenti sviluppi in Medio Oriente con l’ambasciatore iraniano

Osservatorio Iraq, 3 febbraio 2011

Scambio di vedute fra Iraq e Iran sulla situazione in Medio Oriente, dove potrebbero esserci cambiamenti epocali nella mappa politica, in seguito alla caduta del regime del presidente Zine El Abidine Ben Ali in Tunisia, e agli sviluppi della crisi in Egitto.Lo riferisce un comunicato della presidenza della Repubblica, dal quale si apprende che il vice presidente Adel Abdel Mahdi si è recato ieri a conferire con Hassan Danaie-Far, ambasciatore della Repubblica Islamica a Baghdad.Redatta in linguaggio diplomatico, la nota diffusa dalla presidenza irachena sottolinea che “l’Iraq sta facendo grandi sforzi per conseguire i migliori rapporti con gli Stati vicini, e con i Paesi arabi e della regione, in particolare nei campi dell’economia, del commercio, della cultura e dell’istruzione, considerati come una piattaforma principale per rafforzare la pace e la sicurezza nella regione, nonché il progresso e la prosperità dei suoi popoli”.
Da parte dell’ambasciatore iraniano, si è sottolineato che “lo sviluppo delle relazioni fra l’Iraq e la Repubblica Islamica dell’Iran è un elemento essenziale per garantire gli interessi comuni di entrambi i Paesi, e lo stimolo ai rapporti politici ed economici nell’intera regione”L’Iraq discute i recenti sviluppi in Medio Oriente con l’ambasciatore iraniano

 La rivolta d'Egitto vista con gli occhi di Teheran

2   Turchia, Siria ed Hezbollah “benedicono” le proteste in EgittoLe manifestazioni di questi giorni al Cairo e nel resto dell’Egitto, così come quelle precedenti in Tunisia, vengono viste con favore da diversi attori regionali.Giudizio positivo hanno espresso in particolar modo la Turchia e la Siria, oltre che il potente movimento sciita libanese Hezbollah, pur non nascondendo i timori relativi al protrarsi dell’instabilità.Le rivolte in Tunisia e Egitto - ha spiegato il presidente siriano Bashar al Assad in un’intervista al Wall Street Journal- stanno aprendo “una nuova era” per il mondo arabo e questo deve indurre i leader della regione a compiere maggiori riforme per soddisfare le aspirazioni politiche e economiche dei loro popoli.Per ogni governo “è necessario essere strettamente agganciati alle aspirazioni del popolo”, ha detto poi lo stesso Assad, secondo cui proprio per questa ragione non esiste il pericolo che le rivolte del Nord Africa si estendano alla stessa Siria.Dal canto suo, la Turchia ha chiesto al regime del Cairo di rispondere alle “richieste legittime” del popolo.“Pensiamo che il popolo egiziano debba poter esercitare i suoi diritti elementari e le sue libertà in un modo legittimo ed esprimere le sue rivendicazioni con mezzi democratici e non violenti”, ha dichiarato il vice primo ministro Cemil Cicek.o stesso Cicek ha poi sottolineato che l'Egitto occupa “una posizione chiave per la pace e la stabilità in tutta la regione” e, pertanto, ha invitato il Paese a ripristinare la stabilità “quanto più rapidamente possibile”.Ancora più netta, infine, è stata la presa di posizione di Hezbollah, da anni critico nei confronti del regime Mubarak accusato di “complicità” con Israele.Il movimento sciita libanese si è rivolto direttamente al “popolo egiziano combattente e resistente”.“Dobbiamo salutare l'orgoglioso popolo egiziano per la sua lotta e resistenza, che ha stabilito un esempio nel rifiutare la normalizzazione con Israele, e che continua ad aspirare alla libertà, indipendenza e dignità”, ha affermato lo sheikh Naim Qassem, vice del leader Hassan Nasrallah.

Commenti

Post popolari in questo blog

Hilo Glazer : Nelle Prealpi italiane, gli israeliani stanno creando una comunità di espatriati. Iniziative simili non sono così rare

The New York Times i volti, i nomi, i sogni dei 69 bambini uccisi nel conflitto tra Israele e Hamas

Limes :I CONFINI D’ISRAELE SECONDO LA BIBBIA (cartina)

Amira Hass : The fate of a Palestinian investor who called for Abbas' resignation