Libano, il peggior scenario possibile per Israele e gli Usa di Jacques Benillouche

Slate.fr, 14 janvier 2011

Lo scenario previsto e temuto dagli israeliani in Libano adesso è sul punto di realizzarsi. Il 24 novembre Benjamin Netanyahu aveva convocato il proprio gabinetto di sicurezza, composto dai sette ministri più importanti, per prendere in considerazione diversi scenari politici in Libano, considerati pericolosi. In quell’occasione, il “gabinetto di guerra” era stato avvertito dai servizi segreti della ragionevole probabilità di un colpo di Stato di Hezbollah in Libano, con il sostegno della Siria e dell’Iran. Un primo passo è stato compiuto. Il 12 gennaio Hezbollah e il suo alleato cristiano Michel Aoun hanno deciso di lasciare il governo di unità nazionale, aprendo la strada a un periodo di incertezza politica e alla possibilità di un avvicendamento al potere a Beirut. L'annuncio delle dimissioni dei ministri è arrivata nel momento stesso in cui (il premier libanese, ndt) Saad Hariri veniva ricevuto negli Stati Uniti dal presidente americano Barack Obama, con una sorta di schiaffo sferrato ai dueHezbollah contesta a priori le conclusioni del Tribunale speciale sull’assassinio, nel 2005, dell’ex primo ministro Rafiq Hariri, che rischia di mettere sotto accusa i suoi principali esponenti e la Siria. Le dimissioni e la caduta del governo libanese così come una ripresa della tensione militare erano attesi dall’Occidente e da Israele. Fonti dell’intelligence militare israeliana avevano confermato, il 23 dicembre, che una trentina di ufficiali del genio dei Guardiani della Rivoluzione iraniana, scortati da militanti di Hezbollah, si erano installati alla frontiera con Israele, agli ordini del generale iraniano Hossein Mahadavi, per fronteggiare un eventuale attacco israeliano. Un convoglio di autobus aveva attraversato la frontiera siriana per trasportare il gruppo mentre tutti gli assi stradali erano stati chiusi nel fine settimana, con la partecipazione di fatto delle autorità siriane.Contemporaneamente, gli israeliani avevano deciso di mostrare i muscoli e di condurre grandi manovre in prossimità dei confini siriano e libanese con l’appoggio della fanteria e dei mezzi blindati, mentre degli ufficiali iraniani si trovavano nelle basi di Jbail e di Maroun Bint accompagnati dalle truppe libanesi. Il gruppo iraniano avrebbe avito come missione quella di controllare e fortificare le linee di difesa del sud del Libano a partire dalla linea di Ramat Zahrani fino alla valle della Bekaa, a est. Israele è stato più loquace del solito nel parlare di un’esercitazione che doveva avere effetto dissuasivo, fornendo dettagli sul numero effettivo di coloro che vi hanno preso parte: la divisione Nahal la 40esima brigata corazzata. (Israele) ha anche comunicato nel dettaglio gli obiettivi delle simulazioni di combattimento basate su operazioni contro i missili anti-carro, e contro i commando in moto di Hezbollah, formati specialmente da Guardiani della Rivoluzione. Tsahal (l’esercito israeliano, ndt) ha approfittato dell’esercitazione per studiare la natura delle nuove fortificazioni costruite dagli ingegneri iraniani e i mezzi per distruggerle.La preoccupazione per la situazione libanese è condivisa anche da Washington, e Barack Obama ha deciso di rafforzare le dotazioni della Sesta flotta di stanza nel Mediterraneo, che comprende la portaerei Uss Enterprise, 80 caccia bombardieri e 6mila marine a bordo. Il cacciatorpediniere Uss Bainbridge è già arrivato in zona con un carico di missili. Nel frattempo, la diplomazia si è attivata. Il segretario di Stato Hilary Clinton è stato inviato dal re saudita Abdallah e dal presidente Nicolas Sarkozy. (Clinton) ha dichiarato il 10 gennaio di “essere profondamente preoccupata per gli sforzi volti a destabilizzare il Libano. Dovremmo fare tutto il possibile per garantire che tali minacce restino vane”.
Le manovre militari americane servono a mettere in guardia Hezbollah e l’Iran. Secondo fonti di provenienza israeliana, gli americani sarebbero pronti a usare mezzi aerei e terrestri per andare in soccorso del Libano in caso di presa del potere con la forza da parte degli alleati dell’Iran. Al tempo stesso, il presidente Sarkozy ha dato ordine alla marina francese di unirsi alle forze americane stanziate al largo della costa libanese.Gli israeliani non credono che tali misure intimidatorie siano in grado di frenare le ambizioni politiche di Hezbollah  che ha accumulato oltre 60mila missili e razzi piazzati a nord del paese e puntati contro di loro. Sanno che saranno i primi a sentire gli effetti di un conflitto inter-libanese. L’ex capo del Mossad, Meir Dagan, aveva sti8mato, alla vigilia del suo ritiro, che pochi paesi hanno una potenza di fuoco paragonabile a quella di Hezbollah.
Dal canto suo, Benjamin Netanyahu aspetta, col dito sul grilletto, che gli venga data l’occasione per distruggere l’arsenale della milizia islamica. Il primo ministro sembra più pronto a combattere ora che sta per piazzare i “suoi uomini” alla guida delle grandi istituzioni della sicurezza nazionale. Tutto sembra dunque predisposto per la peggiore delle ipotesi.Il problema del programma nucleare iraniano non sembra più essere quello maggiormente pressante per Israele, che ritiene di avere guadagnato tempo dopo l’attacco con virussui computer iraniani e una serie di assassinii di scienziati di alto livello. In tutt’altro modo, da Gerusalemme, viene vista la minaccia proveniente dal Libano, ai confini immediati del paese. Il ricordo della guerra del 2006 è molto vivo. Gli stati Uniti hanno preso coscienza del pericolo e hanno deciso di impegnarsi per impedire un’esplosione nella regione.Libano, il peggior scenario possibile
(Traduzione di Carlo M. Miele per Osservatorio Iraq)

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