Associazioni ebraiche bloccano il dibattito di Hessel
Lo scorso ottobre, quando una semi sconosciuta casa editrice di Montpellier, la Indigène, lo aveva mandato alle stampe, nessuno avrebbe immaginato che nell'arco di tre mesi avrebbe venduto più di 650mila copie. "Indignatevi!", di Stephane Hessel è il caso letterario del momento in Francia e dell'autore, un 93enne ex partigiano, parlano tg, magazine, radio e blog non solo Oltralpe.
Hessel, uno che ha conosciuto da vicino il generale De Gaulle e ha visto più volte in faccia la morte (benne anche catturato dai nazisti) nel libro se la prende con il senso di assuefazione all'ingiustizia che sembra pervadere la società francese (solo francese?) e invita il lettore a riscoprire la voglia di indignarsi.
Per i giovani di oggi è più difficile"Forse per noi era più facile indignarci, le cose erano più chiare", risconosce però lo stesso Hessel, incensato da Liberation, blandito da Le Monde, criticato da Le Figaro...
Di lui ormai parlano tutti, non solo in Francia.
Sul web non si placano i commenti dei lettori: piace l'autenticità del suo impegno civile, il richiamo ai valori fondativi della Repubblica, ma non convince tutti la ricetta
socio economica a cui fa allusione il buon Hessel e la visione 'buonista' dei Rom, degli extracomunitari e degli immigrati che in Francia sarebbero oggetto di discriminazione. "Lodare il programma del Consiglio Nazionale della Resistenza - scrive in un post un lettore del suo 'Indignatevi, Franck Allisio - è una cosa, voler implementare le stesse soluzioni, 70 anni più tardi, in un mondo che non è più lo stesso, è un'altra". A ParigiQuel che è certo è che Hessel continua a dividere. Un dibattito pubblico a cui era stato invitato per domani all'Ecole normale supérieure (ENS) di Parigi è stato annullato dopo le proteste di associazioni ebraiche.
La conferenza aveva come obiettivo dichiarato il boicottaggio dei prodotti israeliani nel quadro di una campagna che punta a stimolare la diminuzione degli investimenti francesi in Israele e l'appovazione di sanzioni internazionali contro lo Stato ebraico, accusato per l'occupazione dei Territori palestinesi. Per il numero uno della comunità ebraica in Frnacia, Richard Prasquier, si tratta di un'azione illegale che per questo è stata segnalata alle autorità universitarie. Non bastasse, è intervenuto anche il Bureau national de vigilance contre l'antisémitisme, l'Ufficio nazionale di vigilanza contro l'antisemitismo, che ha chiesto di impedire a Hessel di parlare ai giovani della ENS.
Di lui ormai parlano tutti, non solo in Francia.
Sul web non si placano i commenti dei lettori: piace l'autenticità del suo impegno civile, il richiamo ai valori fondativi della Repubblica, ma non convince tutti la ricetta
socio economica a cui fa allusione il buon Hessel e la visione 'buonista' dei Rom, degli extracomunitari e degli immigrati che in Francia sarebbero oggetto di discriminazione. "Lodare il programma del Consiglio Nazionale della Resistenza - scrive in un post un lettore del suo 'Indignatevi, Franck Allisio - è una cosa, voler implementare le stesse soluzioni, 70 anni più tardi, in un mondo che non è più lo stesso, è un'altra". A ParigiQuel che è certo è che Hessel continua a dividere. Un dibattito pubblico a cui era stato invitato per domani all'Ecole normale supérieure (ENS) di Parigi è stato annullato dopo le proteste di associazioni ebraiche.
La conferenza aveva come obiettivo dichiarato il boicottaggio dei prodotti israeliani nel quadro di una campagna che punta a stimolare la diminuzione degli investimenti francesi in Israele e l'appovazione di sanzioni internazionali contro lo Stato ebraico, accusato per l'occupazione dei Territori palestinesi. Per il numero uno della comunità ebraica in Frnacia, Richard Prasquier, si tratta di un'azione illegale che per questo è stata segnalata alle autorità universitarie. Non bastasse, è intervenuto anche il Bureau national de vigilance contre l'antisémitisme, l'Ufficio nazionale di vigilanza contro l'antisemitismo, che ha chiesto di impedire a Hessel di parlare ai giovani della ENS.
A questo punto con l'autore di "Indignez-vous!" si schierano le associazioni filo palestinesi, che hanno subito convocato per domani a Parigi un 'rassemblement' "per sostenere la libertà d'espressione".
Sinistra francese entusiasta, destra ipercritica: il solito anti semitismo della gauche, dicono.
Sinistra francese entusiasta, destra ipercritica: il solito anti semitismo della gauche, dicono.
commento: bloccare un dibattito e poi lamentarsi se lo fanno gli altri..lo definirei a dir poco ipocrita.
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