UNRWA : "DIRITTO VIOLATO, SITUAZIONE AL LIMITE",

La costruzione di nuove colonie è illegale ai sensi del diritto internazionale e l’espropriazione di terre e immobili in Cisgiordania come a Gerusalemme Est costituisce una violazione del diritto internazionale, e va contro ogni buon senso”: ne è convinto Filippo Grandi, presidente dell’Agenzia Onu per il Soccorso e l’Occupazione dei profughi palestinesi (Unrwa) che in un’intervista alla MISNA ha tracciato un quadro aggiornato della situazione nei Territori occupati. “Terreni confiscati, case espropriate, villaggi accerchiati e un milione e mezzo di persone – una città grande come Milano – reclusi in uno spicchio di terra lungo 40 chilometri e largo 10” dice Grandi, riassumendo per grandi linee la situazione dei palestinesi di Cisgiordania e Gaza, “un popolo costituito per la maggior parte di rifugiati”. Una situazione al limite, “generata da una politica aggressiva, che contribuisce a far crescere risentimento” precisa il responsabile, osservando che “il contesto rischia di rivelarsi un boomerang per la sicurezza di Israele, che sta allevando a pochi chilometri, generazioni di giovani palestinesi colmi di frustrazione”. Ad esempio, Grandi cita il territorio della Cisgiordania, “diventato un dedalo di strade e tunnel, che percorrere con una carta di identità palestinese comporta infinite difficoltà”. Quanto alla Striscia di Gaza, a distanza di quasi due anni dall’operazione militare ‘Piombo Fuso’, è in corso una situazione "che non ha paragoni con altri scenari di crisi umanitaria: non si può paragonare al Darfur o alla Somalia - afferma – poiché è una crisi ‘totalizzante’ che investe i settori più disparati, da quello sanitario a quello economico e ambientale”. Allo stato attuale, Unrwa si occupa di circa 4.7 milioni di palestinesi, nei campi profughi di Gaza, Cisgiordania, Libano, Siria e Giordania, “ma sicuramente, la situazione della Striscia rimane la più complessa. Oltre il 60% degli abitanti vive sotto la soglia di povertà, il 40% sono disoccupati e l’80% dipendenti dagli aiuti. Condizioni di vita inaccettabili” prosegue il responsabile, secondo cui le grandi “emergenze” alle quali bisogna far fronte sono la ricostruzione e la ripresa dell’economia. “Ma qui non stiamo parlando di macrosistemi. E' la vita di tutti i giorni che rischia il collasso - osserva – con ospedali insufficienti, case inagibili e circa 220 scuole sovraffollate. Facciamo già corsi la mattina e il pomeriggio, e se la situazione non migliora saremo costretti ad utilizzare le poche classi con tripli turni”. (di Alessia de Luca Tupputi)

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