Ucciso un manovale palestinese A Gerusalemme sale la tensione


Torna la tensione a Gerusalemme est dopo l’uccisione, all’alba di oggi, di un manovale palestinese da parte di un agente della Guardia di frontiera israeliana. Secondo le prime informazioni, il manovale - un uomo di 38 anni, padre di sei figli, originario di Hebron (Cisgiordania) - è stato sorpreso mentre, assieme con alcuni compagni, aveva superato la barriera di separazione nel rione di a-Zaim per entrare a Gerusalemme, diretto ad un cantiere edile.
La radio militare ha riferito che l’agente ha cercato di bloccarlo e che ne è seguita una violenta colluttazione durante la quale il palestinese è stato colpito da un colpo di arma da fuoco. Nelle settimane passate a Gerusalemme est si sono verificati ripetuti incidenti dopo la uccisione di un palestinese da parte di una guardia privata nel rione di Silwan, alle pendici della Città vecchia. 
Intanto permano lo stalo nei negoziati di pace. Le previsioni dei pessimisti sono state pienamente confermate ieri: il Comitato esecutivo dell’Olp e il direttivo del Fatah, a conclusione di una riunione col presidente Abu Mazen (Mahmud Abbas) a Ramallah, hanno deciso che i negoziati di pace diretti con Israele non continueranno senza un totale congelamento della politica israeliana di insediamenti. L’Organizzazione per la liberazione della Palestina rappresenta tutte le fazioni palestinesi tranne Hamas, e al Fatah ne è la sua principale componente.
Il foro palestinese era stato convocato da Abu Mazen in vista della riunione della Lega Araba, convocata per venerdì prossimo in Libia, per esprimersi anche su tale questione. Il presidente Abu Mazen ha detto che una decisione definitiva sui negoziati sarà presa solo dopo che avrà sentito i ministri degli esteri arabi. Già in serata però il premier israeliano Benyamin Netanyahu si Š appellato ai palestinesi affinch‚ proseguano i colloqui di pace «senza discontinuità», ossia senza interromperli neanche per un breve periodo. Il portavoce presidenziale palestinese Nabil Abu Rudeina ha dichiarato, a conclusione della riunione, che «la dirigenza palestinese ribadisce che la ripresa dei colloqui richiede passi concreti, primo tra tutti il congelamento degli insediamenti» ebraici nei territori occupati.
I palestinesi, ha continuato, «ritengono Israele colpevole di ostacolare i negoziati» essendosi rifiutato di prolungare la moratoria delle costruzioni negli insediamenti, scaduta il 26 settembre scorso dopo dieci mesi. L’esponente dell’Olp Hanan Ashrawi ha detto che l’incapacità della comunità internazionale di costringere Israele a cessare di costruire negli insediamenti è di cattivo auspicio per il futuro dei negoziati che dovranno entrare nel vivo di un contenzioso ben più complesso e tormentato. Israele ha finora respinto forti pressioni internazionali, degli Stati Uniti in particolare, per un prolungamento della moratoria pur non chiudendo, almeno apparentemente, la porta a soluzioni di compromesso - come un programma di costruzioni molto ridotto e limitato solo ad alcuni grandi insediamenti - che la parte palestinese, a giudicare dalla posizione espressa oggi, sembra comunque escludere.Uno spiraglio potrebbe però rimanere poichè i palestinesi hanno anche detto oggi che continueranno i contatti con l’equipe dell’inviato della Casa Bianca George Mitchell. Quest’ultimo anche nei giorni scorsi aveva cercato senza successo di portare israeliani e palestinesi a un compromesso tale da permettere il proseguimento dei negoziati, ripresi appena un mese fa, dopo un’interruzione di circa due anni. Un suo ritorno a Gerusalemme e Ramallah è ritenuto possibile all’inizio della prossima settimana. Nell’ appellarsi «al presidente Abbas affinch‚ prosegua i colloqui di pace senza discontinuit… per raggiungere un accordo di pace storico entro un anno», Netanyahu - in una nota - ha ricordato che «per 17 anni i palestinesi hanno negoziato» con Israele «mentre proseguiva la costruzione» degli insediamenti ebraici nella Cisgiordania occupata e che ora quindi non ci sarebbe motivo di interrompere i colloqui.Ucciso un manovale palestinese A Gerusalemme sale la tensione

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