RAPPORTO GOLDSTONE, PROTESTE CONTRO ANP
Ramallah, 02 ottobre 2010, Nena News – Non si placano nei Territori occupati le proteste per il documento presentato da Ibrahim Khreisheh, rappresentante dell’Autorità nazionale palestinese (Anp) al Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu , che chiede il rinvio a marzo 2011 del dibattito sulla prossima fase del procedimento avviato dalla presentazione nel 2009 rapporto del giudice sudafricano Richard Goldstone sull’offensiva israeliana «Piombo fuso» nella Striscia di Gaza. Il documento dell’Anp di fatto blocca l’avvio della fase successiva del procedimento e impedisce che Israele (ma anche il movimento islamico Hamas) vengano portati davanti alla Corte Penale Internazionale per essere «processati» per crimini di guerra.«Non occorre alcun supplemento di indagini, è tutto così chiaro e ben spiegato e documentato nel rapporto del giudice. L’Anp, per ragioni di opportunità politica e diplomatica, sta salvando Israele da un processo internazionale per crimini contro i civili di Gaza», ha spiegato un autorevole esponente di un centro per i diritti umani che ha chiesto di rimanere anonimo. «Vogliono uccidere il rapporto Goldstone e fermare il corso della giustizia negando ogni forma di risacimento morale, politico ed economico alle vittime dell’offensiva Piombo fuso », ha aggiunto. Analogo il giudizio espresso da altri esperti.Le principali organizzazioni a tutela dei diritti umani nei Territori occupati palestinesi hanno diffuso un comunicato congiunto di protesta. «Presentando quella risoluzione (di rinvio) la leadership palestinese e la comunità internazionale stanno mandando un messaggio pericoloso: ciò che è accaduto a Gaza tra il 2008 e il 2009 è accettabile. Di fronte a tale impunità non esiste alcuna garanzia che certi crimini a danno dei palestinesi non vengano più commessi», è scritto nel comunicato.Già un anno fa l’Anp provò a far rinviare, su pressione israeliana e americana, il passaggio alle fasi successive del procedimento messo in atto dal rapporto Goldstone. Ma Abu Mazen fu costretto a fare retromarcia di fronte alle proteste veementi dei centri per i diritti umani, dei partiti di opposizione e della popolazione palestinese. E’ possibile che il presidnete dell’Anp si ritrovi ad affrontare le stesse proteste.Giovedì il Consiglio per i Diritti Umani Onu ha approvato alcune delle raccomandazioni contenute nel rapporto Goldstone, ma non quella di sottoporre alla Corte Penale Internazionale (Cpi) Israele (e Hamas) per non aver intrapreso indagini credibili e indipendenti sui crimini di Gaza.«Le inchieste predisposte da Israele e dalle autorità di fatto della Striscia di Gaza sui presunti crimini di guerra commessi tra il dicembre 2008 e il gennaio 2009 non sono né indipendenti né adeguate agli standard internazionali», ha stabilito la commissione di esperti dell’Onu incaricata di valutare i procedimenti giudiziari intrapresi dalle due parti. «Le inchieste condotte restano nella maggior parte dei casi incomplete», hanno denunciato gli esperti sottolineando «una totale assenza di cooperazione da parte israeliana» e denunciando cheamas «non ha fatto alcuno sforzo serio per rispondere alle accuse». «Delle inchieste avviate dalle autorità israeliane su numerosi episodi sospetti – ha scritto la commissione – solo quattro si sono tramutate in vere e proprie accuse, di cui una si è conclusa con una condanna per il furto di una carta di credito».(red) Nena News Continua.

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