Moni Ovadia :Il ministro dei panini
La divaricazione fra l’Italia dei cittadini e quella dei governanti ha sfondato ogni soglia del senso comune. Il delirio di una corte asserragliata a difesa delle prerogative del principe non conosce ripensamenti. I pretoriani della corte che ne garantiscono la difesa alzano il tiro e dettano legge: vogliono più potere e più soldi. Tutti quelli che si trovano devono essere dedicati alla loro bulimica fame. I pretoriani verdi, si sa, detestano tutto ciò che non possono tradurre nella sottocultura posticcia che maschera il loro vuoto. Il loro nuovo imperatore "in pectore", il ministro dell’economia, li accontenta e comunica senza mezzi termini che Dante non si mangia figuriamoci resto.La Divina Commedia non imbottisce i panini ergo è inutile come il resto della cultura che non si mangia come la "cassoela". Sopprimiamola! Il problema di coloro che producono reddito e sostentano le loro famiglie con le imprese culturali non si pone! Si riciclino in altre professioni! Quali? Visto che la disoccupazione dilaga e che i nostri giovani devono lasciare il paese per costruire un futuro. Non si sentiva tanto schifo e tanto orrore dai tempi dei nazisti. Dopo l’ampolla del dio Po aspettiamo il rogo dei libri, delle biblioteche e dei teatri. Aspettiamo i sabba distruttori con i politici del governo che gettano nel rogo le opere d’arte e ragliano i nomi degli artisti criminali e degenerati, tutti comunisti ovviamente, a partire da Dante Alighieri.
Le reazioni a tanta degenerazione del sentimento di identità nazionale sono state blande. Il ministro dell’economia godedi grande credito non solo presso colorodi cui fa gli interessi, ma anche in ambiti non sospetti.Se questo clima di dissoluzione dei valori che dovrebbero accomunaregli abitanti di un Paese èil clima del suo futuro,allora questo Paese merita di chiudere per indegnità.Il ministro dei panini

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