Misna : LIBERTA' PER I BAMBINI PALESTINESI IN CARCERE
Sono circa 340 i bambini palestinesi nelle carceri israeliane. I bambini sono sottoposti a continui abusi, violenze, compresa la tortura, e rinchiusi in celle minuscole, buie e sovraffollate. L’amministrazione carceraria di Israele proibisce anche le visite dei parenti. Molti di loro sono inoltre soggetti a detenzione amministrativa senza accuse né processo: una situazione che viola il diritto internazionale e di tutti gli accordi internazionali di protezione dell’infanzia. Amnesty International ricorda che durante le operazioni militari israeliane a Gaza (operazione Piombo fuso) a cavallo fra 2008 e 2009 circa 400 bambini palestinesi sono stati uccisi e quasi duemila feriti. Ai lutti sono da aggiungere gli ingenti danni materiali: la metà delle installazioni sanitarie di Gaza è stata distrutta, come un gran numero di scuole, almeno 18 rase al suolo e 260 danneggiate, compromettendo così il diritto alla salute e all’istruzione. Il blocco militare di Gaza ha provocato una grave crisi umanitaria e reso quasi impossibile ogni possibilità di ricostruzione e di sviluppo. Israele ha spesso impedito l’arrivo degli aiuti internazionali. Il permesso di uscire da Gaza per curarsi è stato negato o ritardato in molti casi, con conseguenze anche tragiche: secondo Amnesty almeno 28 persone sono morte mentre attendevano il permesso! L’Onu ha confermato l’utilizzo israeliano di sette piccoli palestinesi come scudi umani nel corso dell’operazione Piombo Fuso. Ad Amnesty International continuano a pervenire notizie di torture da parte delle forze di sicurezza. Del resto, la legislazione israeliana prevede che la tortura possa essere giustificata in base alla “necessità”. In presenza di un panorama così sconfortante non sorprende che, secondo Amnesty, l’impunità rappresenti la norma per militari, poliziotti e coloni. Questi ultimi stanno rappresentando, sempre più, una minaccia per i bambini palestinesi, alcuni sono stati uccisi, malmenati e minacciati mentre andavano a scuola. I palestinesi sono sottoposti a sgomberi forzati e talvolta le case sono state demolite in quanto prive di permesso, anche se tali autorizzazioni sono sistematicamente negate ai palestinesi. Allo stesso tempo, invece. le colonie israeliane continuano ad espandersi su terreni illegalmente confiscati ai palestinesi. Il muro di sicurezza lungo centinaia di chilometri in Cisgiordania costituisce un ostacolo quasi insormontabile a qualsiasi tipo di spostamento per i palestinesi, in particolare per poter accedere ai servizi più elementari, come quelli sanitari e scolastici.[CO]http://www.misna.it/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=282166
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