Matrimoni forzati/ Hussain: "Il vero problema e' l'ignoranza. L'Islam non c'entra"
Matrimoni imposti, forzati, obbligati, combinati. Vari nomi per descrivere la stessa realtà che purtroppo affligge alcune ragazze che si ritrovano a vivere una vita divisa a metà: quella che stanno scegliendo loro di vivere e quella legata alle tradizioni che vengono loro imposte.
Non c'è bisogno di andare tanto indietro nel tempo per ritrovare la pratica del genitore che sceglie – o meglio impone - quello che lui considera il miglior partito per la figlia (o anche per il figlio) anche nella nostra cara penisola italiana. Oggi però i casi che si presentano sono spesso legati alla realtà del subcontinente indiano.
Così l'omicidio di ieri nel modenese risveglia nell'opinione pubblica il ricordo della morte di Hina, la ragazza di origine pakistana della provincia di Brescia, uccisa dal padre nell'agosto di quattro anni fa per portare avanti una vita non conforme alle norme tradizionali della cultura di origine. Ma questa volta a perdere la vita è stata la madre di Nosheen, presa a colpi di mattone da marito e figlio per essere intervenuta in difesa della figlia che voleva sottrarsi alle nozze combinate.
Nosheen, 20 anni, studentessa in un istituto tecnico, abita con alcune amiche a Carpi dove studia. Domenica era a casa a Novi di Modena con la famiglia. Dalle prime ricostruzioni dell'accaduto, il padre, Ahmad Khan Butt, operaio di 53 anni, ha insistito, come aveva già fatto in passato, per farle frequentare e sposare un ragazzo della sua nazionalità. Al rifiuto di Nosheen, il fratello di 19 anni, Humair, ha ferito la giovane con una spranga. A quel punto è intervenuta in sua difesa la madre, Begm Shnez, di 46 anni che è stata poi uccisa a colpi di mattone.
L'eccidio familiare si è concluso con la morte della madre e Nosheen ancora in stato di coma farmacologicoall'ospedale di Baggiovara di Modena.Si tratta purtroppo di un problema culturale – spiega a Minareti.it Sajad Hussain dell'associazione Muhammadiah che a Brescia lavora all'interno della realtà pakistana – che dipende solamente dalle persone e soprattutto dalla loro provenienza. Oggi nel subcontinente indiano possono esistere ancora questi problemi e non hanno niente a che vedere con il fatto di essere musulmani o no”. Hussain ricorda lo scandalo causato dal bacio dato da Richard Gere ad un'attrice indiana (non musulmana) che provocò serie reazioni. “Questo tipo di realtà in Pakistan sono legate ad alcune zone, soprattutto quelle più arretrate”, continua Hussain. Tariq Ramadan, accademico e scrittore musulmano di fama mondiale, si era già fatto promotore nel 2008 di una campagna europea contro i matrimoni forzati nella quale ha insistito molto sulla non islamicità di questa pratica. Nella tradizione musulmana, un matrimonio è valido soltanto se le due parti vi acconsentono liberamente. Il 21 ottobre 2008, la stessa campagna di sensibilizzazione, dal titolo “Mano nella mano contro i matrimoni imposti”, è stata lanciata anche in Italia.
Anche Hussain parla dei tentativi dell'associazione Muhammadiah per dare risposta a questi eventi. “A Brescia, dopo l'episodio di Hina ci siamo attivati per fornire un servizio di informazione alle famiglie e per spiegare qual è la visione dell'Islam su questo tipo di argomenti. Dove c'è ignoranza è lì che sorgono i problemi”
Non c'è bisogno di andare tanto indietro nel tempo per ritrovare la pratica del genitore che sceglie – o meglio impone - quello che lui considera il miglior partito per la figlia (o anche per il figlio) anche nella nostra cara penisola italiana. Oggi però i casi che si presentano sono spesso legati alla realtà del subcontinente indiano.
Così l'omicidio di ieri nel modenese risveglia nell'opinione pubblica il ricordo della morte di Hina, la ragazza di origine pakistana della provincia di Brescia, uccisa dal padre nell'agosto di quattro anni fa per portare avanti una vita non conforme alle norme tradizionali della cultura di origine. Ma questa volta a perdere la vita è stata la madre di Nosheen, presa a colpi di mattone da marito e figlio per essere intervenuta in difesa della figlia che voleva sottrarsi alle nozze combinate.
Nosheen, 20 anni, studentessa in un istituto tecnico, abita con alcune amiche a Carpi dove studia. Domenica era a casa a Novi di Modena con la famiglia. Dalle prime ricostruzioni dell'accaduto, il padre, Ahmad Khan Butt, operaio di 53 anni, ha insistito, come aveva già fatto in passato, per farle frequentare e sposare un ragazzo della sua nazionalità. Al rifiuto di Nosheen, il fratello di 19 anni, Humair, ha ferito la giovane con una spranga. A quel punto è intervenuta in sua difesa la madre, Begm Shnez, di 46 anni che è stata poi uccisa a colpi di mattone.
L'eccidio familiare si è concluso con la morte della madre e Nosheen ancora in stato di coma farmacologicoall'ospedale di Baggiovara di Modena.Si tratta purtroppo di un problema culturale – spiega a Minareti.it Sajad Hussain dell'associazione Muhammadiah che a Brescia lavora all'interno della realtà pakistana – che dipende solamente dalle persone e soprattutto dalla loro provenienza. Oggi nel subcontinente indiano possono esistere ancora questi problemi e non hanno niente a che vedere con il fatto di essere musulmani o no”. Hussain ricorda lo scandalo causato dal bacio dato da Richard Gere ad un'attrice indiana (non musulmana) che provocò serie reazioni. “Questo tipo di realtà in Pakistan sono legate ad alcune zone, soprattutto quelle più arretrate”, continua Hussain. Tariq Ramadan, accademico e scrittore musulmano di fama mondiale, si era già fatto promotore nel 2008 di una campagna europea contro i matrimoni forzati nella quale ha insistito molto sulla non islamicità di questa pratica. Nella tradizione musulmana, un matrimonio è valido soltanto se le due parti vi acconsentono liberamente. Il 21 ottobre 2008, la stessa campagna di sensibilizzazione, dal titolo “Mano nella mano contro i matrimoni imposti”, è stata lanciata anche in Italia.
Anche Hussain parla dei tentativi dell'associazione Muhammadiah per dare risposta a questi eventi. “A Brescia, dopo l'episodio di Hina ci siamo attivati per fornire un servizio di informazione alle famiglie e per spiegare qual è la visione dell'Islam su questo tipo di argomenti. Dove c'è ignoranza è lì che sorgono i problemi”
.http://www.minareti.it/10/292/4e4ce5156f726437106196e768caef2f/matrimoni_forzati_hussain_il_vero_problema_e_l_ignoranza_l_islam_non_c_entra_.html

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