Israele: pillole di razzismo contro gli arabo-israeliani



Non vuoi Arabi a Karmiel? Comunicalo a Posta elettronica Viola!
 Il vice- sindaco di Karmiel, Oren Milstein, non vuole alcun arabo nella sua città. Perciò sollecita gli abitanti a riferire sulle transazioni immobiliari con arabi a uno speciale indirizzo email, e il suo ufficio sostiene l’iniziativa anti-araba. Milstein: “L’indirizzo email è gestito da un privato”.
 di Nadav Mayost
Gli abitanti di Karmiel sono invitati a riferire degli arabi che hanno intenzione di acquistare appartamenti nella città, ha affermato il vice-sindaco di Karmiel, Oren Milstein, in un’intervista sul sito internet “Besheva”. Nella stessa intervista ha citato un allegato settimanale sulla stampa locale che domanda ai residenti di fornire questo tipo di informazioni ad uno speciale “indirizzo email viola”. Milstein ha proseguito, usando la prima persona plurale, per dire: “Gli abitanti possono rivolgersi a noi quando vengono a conoscenza di un appartamento che sta per essere venduto a qualcuno che proviene da uno dei villaggi [arabi circostanti]. Una volta che a Karmiel un appartamento viene venduto a una famiglia araba – il fatto diventa una realtà concreta per le generazioni a venire”.
Milstein ha lasciato intendere che in questo modo si è già impedita la vendita di 30 appartamenti. Nell’intervista, Milstein cita l’associazione “Taatzumot Israel” (“la potenza di Israele”). Il sito web dell’associazione dice di occuparsi in prima persona della “colonizzazione della terra di Israele”. E’ registrata a Karmiel e il suo direttore è un residente di Karmiel e l’indirizzo è una casella postale.
L’ufficio del vice-sindaco non nasconde il suo sostegno all’iniziativa anti-araba, ma nega un diretto collegamento con la stessa. Questa settimana, nel nostro tentativo di ottenere “l’indirizzo della Posta elettronica Viola”, abbiamo ricevuto un grande sostegno, ma c’è stato pure il tentativo di ottenere informazioni su di noi. Abbiamo contattato l’ufficio del vice-sindaco, perché volevamo scoprire chi si nascondesse dietro questa iniziativa, e abbiamo affermato perciò di avere informazioni su di una persona che ha intenzione di vendere il suo appartamento a un arabo.
La segretaria del vice-sindaco dapprima ha cercato di trovare per noi l’indirizzo email in questione, ma nel contempo ha tentato anche di convincerci a fornirle ulteriori informazioni. “Ho bisogno di sapere chi è questo vostro vicino, e passerò il tutto alla persona che se ne occupa.“Non ho difficoltà a darvi l’indirizzo email. Ciò che so è che bisogna che voi forniate i particolari del vicino, il suo nome, l’indirizzo, il numero di telefono. So che gli telefoneranno, lo supplicheranno e cercheranno di metterlo in contatto con altri acquirenti, ponendolo in rapporto con agenti immobiliari. Avrebbero tentato ogni strada possibile”. La segretaria era ansiosa di verificare che non fosse già troppo tardi. Chiese: “Il contratto non è stato ancora firmato, vero?”

Abbiamo chiesto a un abitante di Karmiel, coinvolto, chi ci fosse dietro all’iniziativa e ci è stato detto “manda l’email, fai le tue richieste e otterrai le risposte.” La segretaria ci ha fornito l’indirizzo email: lo.le.mechira@gmail.com , e ci ha suggerito di scrivere e di aspettare una risposta.  [Lo Lemechira sta a significare “non in vendita”]
Seguendo i suggerimenti di Milstein abbiamo inviato una email all’indirizzo che ci era stato dato, presentandoci come un “residente di Karmiel preoccupato” e abbiamo riferito che l’affare avrebbe potuto concludersi prima che siano trascorsi tre giorni da questo momento. Abbiamo ottenuto la seguente risposta: “Caro residente di Karmiel, sono un abitante di Karmiel proprio come te. Il nostro scopo è amichevole e non possiamo imporre nulla a nessuno. Vorremmo avere il tuo numero telefonico per discutere della questione. I migliori auguri dalla Posta elettronica Viola”. Questa email proviene da un indirizzo dal nome “La mia casa è casa mia”. Ma le nostre domande particolareggiate sembrano aver destato dei sospetti, in quanto la successiva email è arrivata dall’Associazione  “La potenza di Israele”. In essa veniva detto: “Le tue domande ci portano a credere che il tuo desiderio non sia quello di impedire la vendita di proprietà ad arabi, ma di star svolgendo un’indagine nella direzione opposta … Nostra intenzione non è quella di agire contro gli arabi, ma contro la rottura dello status quo nella città, essa consiste nel costituire una città ebraica in un mare di villaggi arabi. Rispettosamente, il fondo per il sostegno della colonia”. Da ultimo si fa notare che “la vostra email è stata inoltrata al vice sindaco, Mr.Oren Milstein”.
In risposta, una figura politica di rilievo di Karmiel ha detto: “E’ importante notare che nel passato altri regimi hanno incoraggiato le spie di prendere contatto con loro e di rivelare loro dove gli ebrei se ne stavano nascosti. Casi di questo genere dovrebbero essere condannati [non si può, ma domandiamoci perché una figura politica importante di questo livello non esprime una condanna con il proprio nome. DB]. Uri Avnery, del movimento Gush Shalom, ha detto: “Sono cresciuto in Germania e, da bambino, ho visto i nazisti giungere al potere. Questo è l’inizio di una brutta china. Mi preoccupa che credano che gli abitanti di Karmiel possano sostenere una proposta talmente razzista e fascista. In Germania c’erano città e villaggi dove la popolazione locale aveva affisso le scritte “qui non ci sono ebrei” e se qualcuno voleva vendere a un ebreo, la gente del posto lo impediva, fino alla fine c’è stata una legislazione che lo ha bloccato completamente. E’ preoccupante che Karmiel faccia da pioniera. Che tutto ciò venga fatto apertamente, senza vergogna”. La municipalità ha risposto: “La municipalità di Karmiel non ha alcuncoinvolgimento in tale iniziativa privata, perciò non ci dovrebbe essere alcuno in grado di rispondere.”
Ci siamo rivolti a Milstein con domande particolareggiate sulla natura del suo coinvolgimento nell’iniziativa “Posta elettronica Viola”. Tra le altre cose gli è stato chiesto perché le risposte provenienti da Posta elettronica Viola arrivano con il logo “Casa mia”– il nome della sua corrente politica nella municipalità. La sua risposta: “E’ mia impressione che Posta elettronica Viola sia gestita da una persona privata. La sede della municipalità non ha nulla a che fare con tutto ciò. La mia posizione è che ogni persona ha il diritto di vendere la sua proprietà come desidera. Tuttavia talvolta si presenta una situazione in cui una proprietà è sul mercato, ma non viene venduta per poco. Ritengo che mettendo in contatto venditori di questo genere con investitori provenienti da Israele e dall’estero, sia un passo che deve essere incoraggiato. In pratica, questo è un servizio di libera mediazione tra residenti”.

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