Gerusalemme al centro dell'attenzione. Sarà la città della marcia per la pace
Elena DiniGerusalemme, città da molti decretata santa, è in questi giorni particolarmente ricorrente nel mondo dell’informazione sia locale che internazionale.
Come ha ricordato il rabbino Di Segni il 1° ottobre durante l’inaugurazione di Piazza Gerusalemme a Roma, alla presenza del sindaco Gianni Alemanno, gli ebrei pregano quotidianamente per la ricostruzione del Tempio a Gerusalemme e nei Salmi si legge "Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia mano destra, mi si attacchi la lingua al palato” (Sal 136). Così, per i cristiani, Gerusalemme è la città dove Gesù è morto e risorto. E infine, per i musulmani, Gerusalemme è la città verso la quale il profeta Muhammad è stato trasportato dall'arcangelo Gabriele nel viaggio notturno dalla Mecca e terzo luogo santo dell'Islam.
Ma le notizie che ci arrivano non riguardano solo la santità di questo luogo. Da fine settembre leggiamo degli scontri di cui la “città santa” si sta facendo teatro negli ultimi giorni ma leggiamo anche delle iniziative che nascono per promuovere la pace“A Gerusalemme si stanno consumando le ultime possibilità di pace fra israeliani e palestinesi”, così la pensa Flavio Lotti, coordinatore del Comitato promotore della Perugia-Assisi, la marcia per la pace che quest’anno si svolgerà a Gerusalemme dal 10 al 17 ottobre. Questa iniziativa è stata fortemente voluta e promossa dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, la Piattaforma delle Ong italiane per il Medio Oriente e la Tavola della pace in collaborazione con la Rete Europea degli Enti Locali per la Pace in Medio Oriente e con il sostegno della Fondazione Anna Lindh per il Dialogo tra le Culture e di numerose Istituzioni locali e Regionali.
“Time for Responsibilities”, questo è il nome scelto per la settimana che i 401 partecipanti passeranno fra Israele e Territori Occupati, nome ispirato dall’affermazione del presidente statunitense Barack Obama durante la conferenza al Cairo del 4 giugno 2009: “Per giungere alla pace in Medio Oriente, è ora che loro – e noi tutti con loro – ci assumiamo le nostre responsabilità”. Fra i partecipanti, una classe di liceo di Verona, una squadra di calcio di giovani dell’Umbria, 84 amministratori locali, esponenti di associazioni e circa 100 giovani.
Il programma è denso di eventi che daranno la possibilità ai partecipanti di vedere da vicino la situazione, di conoscerla e toccarla con mano ma l’obiettivo, come afferma Lotti, è anche quello di “capire cosa l’Italia possa fare per aiutare Obama, Israele e la Palestina a raggiungere la pace”. Continuando: “chiudere il conflitto è nell’interesse nazionale dell’Italia e anche dell’Europa”. Ai microfoni di Minareti, Lotti ha insistito sull’importanza della figura di Obama che però da solo non può far tutto. “Il presidente Obama ha messo in campo dei negoziatori, sta cambiando ritmo, ha posto delle mete precise e pronunciato parole di pace che nessuno prima di lui aveva detto. Tuttavia, questo non basta e ci sono grandi difficoltà per cui il ruolo dell’Europa è necessario”.
http://www.minareti.it/10/166/4e4ce5156f726437106196e768caef2f/gerusalemme_al_centro_dell_attenzione_sar_la_citt_della_marcia_per_la_pace.html
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