DEIR ISTIA, STRETTO NELLA MORSA DELLE COLONIE
Deir Istia (Salfit), 12 ottobre 2010, Nena News – E’ una stupenda giornata di fine estate in Cisgiordania e il sole illumina Deir Istia, a circa 20 km da Nablus, nel distretto di Salfit, un tempo noto come la «piccola Mosca» perché roccaforte della sinistra palestinese. Oggi le uniche «roccaforti» nella zona sono le sei colonie israeliane – Rafafa, Ginat Shomron, Emmanuel, Karnei Shomron, Nofim e Yakir – che circondano Deir Istia da ogni lato, divorandogli ettaro dopo ettaro la sua terra ricca di alberi d’olivo e di frutti vari ma anche di ortaggi e dove gli animali pascolano tranquilli.Il sindaco di Deir Istia, Nazmi Salman,ci vuole mostrare come il villaggio sia ormai stretto in una morsa dagli insediamenti colonici israeliani. Ci porta sul terrazzo dell’ufficio comunale che è l’edificio più alto del villaggio, dopo il minareto. Da qui si possono «ammirare» non troppo in lontananza le alte torri delle gru che, terminata la moratoria sulle nuove costruzioni osservata, almeno a parole, dal governo israeliano, girano in continuazione spostando e caricando i materiali necessari per edificare nuove case per coloni.Si vede chiaramente come gli insediamenti siano delimitati dai nastri asfaltati delle strade che li collegano tra di loro e che vengono percorse quasi sempre solo dai coloni. Strade che spezzettano il territorio dei villaggi palestinesi e rendono i movimenti della popolazione, specie di quella Deir Istia, molto faticosi, spiega Rezeq Abu Nasser, un coltivatore della zona. Il contadino per recarsi nei campi di sua proprietà, almeno quelli non ancora confiscati dall’esercito israelano, ora impiega quasi un’ora a dorso di asino. Non sempre riesce a trovare un passaggio in auto.«I miei figli non vogliono più venire a lavorare in campagna perché hanno paura dei coloni e delle loro armi – racconta Abu Nasser – e di raccogliere le olive neanche se ne parla, gli uliveti sono a ridosso dei container dei coloni e sarebbe troppo pericoloso avvicinarsi». Aggiunge che liquami scendono dagli insediamenti, che si trovano quasi sempre in posizione dominante, in cima alle colline, inquinando i terreni sottostanti.E’ un villaggio bello ma povero Deir Istia, come tanti altri piccoli centri abitati della Cisgiordania. L’ economia si basa sulla produzione di olio e sui prodotti dell’agricoltura che si riescono a vendere ai mercati generali. Gli insediamenti colonici, agli occhi di un ingenuo, potrebbero offrire un occasione di reciproco scambio, anche di conoscenze, ma l’occupazione fatta di reticolati, sgomberi e confische compiute in punta di mitra non lascia alcun dubbio sulle sue finalità. Nena NewsDEIR ISTIA, STRETTO NELLA MORSA DELLE COLONIE

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