Amira Hass : per una visita medica a Khalida Jarrar
Khalida Jarrar, 47 anni, è una vecchia militante del Fronte popolare per la liberazione della Palestina.A metà luglio un medico le ha prescritto degli esami al cervello, ma le attrezzature per farli a Ramallah non ci sono. Il ministero della salute l’ha informata che non avrebbe coperto le sue visite in Israele, ma solo nell’ospedale di Amman, in Giordania. Un avvocato ha presentato a suo nome la richiesta di lasciare Ramallah ai funzionari israeliani.Dopo due settimane le è stato detto che lo shabak (i servizi di intelligence israeliani) le avevano dato l’autorizzazione. Il 30 agosto ha raggiunto il ponte di Allenby, la frontiera con la Giordania, ma un funzionario l’ha rimandata indietro. Un portavoce dello shabak mi ha scritto che: “La sua permanenza all’estero è un rischio per la sicurezza. Le visite mediche dovrebbero essere autorizzate dall’amministrazione civile”.L’amministrazione civile mi ha promesso che la sua nuova richiesta formale sarebbe stata accettata. Ho pubblicato le due risposte (dello shabak e dell’amministrazione civile) a settembre.Pensavo che dopo una settimana Jarrar avrebbe potuto viaggiare. In passato, forse fino a otto anni fa, un articolo su un permesso di viaggio negato a una persona malata spingeva subito le autorità a rilasciare un’autorizzazione eccezionale. Allora sentivo che il mio lavoro aveva un certo potere, almeno quando c’era di mezzo la vita di una persona. Ora la situazione è peggiorata: è passato un mese e Jarrar è ancora a Ramallah.Per una visita medica
Israel is now punishing Palestinians shamelessly
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