Alex Kane :Il discorso di Avigdor Lieberman alle Nazioni Unite mostra il vero volto di Israele
Ma, forse, si dovrebbe rivolgere di nuovo uno sguardo a Lieberman alla luce del suo tanto vituperato discorso tenuto ieri all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e sentirsi invece felici in quanto la vera faccia di Israele sta risplendendo nel mondo a causa della sua posizione di potere. Alle Nazioni Unite, Lieberman ha chiesto “un accordo intermedio a lungo termine” invece di una soluzione che affronti lo status finale di tutte le questioni, ha respinto l’idea che l’occupazione e la colonizzazione della Palestina sia il nucleo del conflitto e ha proposto un accordo con i palestinesi che consisterebbe nello “spostare i confini per meglio riflettere le realtà demografiche.” Sebbene Lieberman abbia sostenuto di non stare parlando di “spostamento di popolazioni” è evidente che il piano di Lieberman avrebbe comportato l’espulsione dei cittadini palestinesi da Israele entro uno stato palestinese, tutto al fine di rendere Israele uno stato ebraico “etnicamente puro”. Le reazioni del Primo Ministro Benjamin Netanyahu e dei leader ebraici degli stati Uniti sono state immediate, e il racconto dei media hanno messo in risalto il fatto che il discorso di Lieberman mostra delle “differenze” all’interno della politica israeliana per ciò che riguarda il “processo di pace.” Oggi il The New York Times riferisce che “martedì le forti divergenze all’interno del governo israeliano sui negoziati di pace hanno occupato la scena nell’insolita cornice dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.” L’ufficio di Netanyahu ha espresso la dissociazione del primo ministro dal discorso ed ha affermato che l’intervento di Lieberman non era stato “coordinato” con Netanyahu e che Netanyahu vuole che il “dialogo diretto” con le autorità palestinesi prosegua. La reazione di Netanyahu era quella di promuovere l’immagine di un Israele che è disposto a sedersi con i palestinesi e a negoziare per la pace, immagine che è stata danneggiata dal discorso di Lieberman. Ma questo è tutto ciò che c’è stato al riguardo – Netanyahu e le politiche dello stato di Israele sono completamente in linea con il piano di Lieberman relativo alla pulizia etnica dei cittadini di Israele non-ebrei e alla continuazione della colonizzazione della West Bank. Sotto Netanyahu, il villaggio beduino di Al Araqib è stato distrutto più volte per far posto alla “Foresta degli Ambasciatori” del Fondo Nazionale Ebraico. Netanyahu ha presieduto la colonizzazione continua della West Bank, nonostante i discorsi di uncongelamento delle colonie”, e che è destinata ad aumentare di velocità nelle prossime settimane. Una recente sentenza della Corte suprema Israeliana ha ingenerato nei palestinesi di Sheikh Jarrah la paura di subire ulteriori espropri per mano di coloni ebrei, e a Gerusalemme Est Silwan è ancora sotto la minaccia della demolizione di case per far posto a colonie israeliane e a un parco tematico. L’elenco può continuare a lungo. Le azioni parlano con voce più alta delle parole, lo stato di Israele sotto Netanyahu ha proseguito nella routine delle politiche israeliane del furto dei terreni, della colonizzazione e di una lenta pulizia etnica. Tutto ciò non è molto diverso dall’Israele che ,ieri, a parole, Lieberman ha rivelato alle Nazioni Unite. Forse è una buona cosa; la vera faccia sgradevole della politica israeliana, che i palestinesi conoscono fin troppo bene, è stata rivelata al mondo intero, a ulteriore conferma che i “colloqui di pace” sono inutili e che Netanyahu sta giocando un gioco di relazioni pubbliche finalizzato alla comunità internazionale, mentre lo status quo viene rafforzato. Lieberman rivela la vera faccia di Israele(tradotto da mariano mingarelli)
2Israele: Nessuno stato palestinese entro i prossimi due anni Il ministro degli Esteri e Vice PrimoMinistro di Israele,Avidor Lieberman, leader del partito di destra Yisrael Beiteinu, ieri ha detto chiaro e tondo al suo omologo russoSergei Lavrov in visita a Gerusalemme: “Non c’è nessuna possibilità di uno stato palestinese entro il 2012″, ed ha aggiunto: “si può sognare e immaginare, ma siamo lontani dal raggiungere un accordo”.La risposta che ha gelato il ministro degli Esteri russo è arrivata dopo la richiesta di Mosca di un maggiore impegno per includere nelle trattative Hamas. Naturalmente Lieberman aveva preparato nell’ultimo mese l’incontro paragonando Hamas ai terroristi ceceni, e Khaled Meshal al leader ceceno Shamil Basayev. “Non si può dividere i terroristi in buoni o cattivi in base alla loro posizione geografica” aveva sentenziato.Non c’è stato verso. Lavrov non è riuscito a convincerlo che è impossibile ignorare la popolarità dell’organizzazione islamista fra i palestinesi ed escluderla dai negoziati, favorendone così l’inclusione in un percorso politico.Per finire, Lieberman ha dichiarato che Israele non ha alcuna intenzione di continuare il blocco della costruzione degli insediamenti dopo la scadenza di 10 mesi a settembre ed ha sottolineato che ” Israele ha compiuto innumerevoli aperture ai palestinesi e che è arrivato il loro turno di ricambiare”.(da Haarentz del 29 giugno 2009) continua quiFonte guerre contro
3 Gadi Baltiansky : la vittoria di Lieberman
4 Yoel Marcuse e Aluf Benn : se Netanyahu vuole la pace, deve perdere Lieberman
2Israele: Nessuno stato palestinese entro i prossimi due anni Il ministro degli Esteri e Vice PrimoMinistro di Israele,Avidor Lieberman, leader del partito di destra Yisrael Beiteinu, ieri ha detto chiaro e tondo al suo omologo russoSergei Lavrov in visita a Gerusalemme: “Non c’è nessuna possibilità di uno stato palestinese entro il 2012″, ed ha aggiunto: “si può sognare e immaginare, ma siamo lontani dal raggiungere un accordo”.La risposta che ha gelato il ministro degli Esteri russo è arrivata dopo la richiesta di Mosca di un maggiore impegno per includere nelle trattative Hamas. Naturalmente Lieberman aveva preparato nell’ultimo mese l’incontro paragonando Hamas ai terroristi ceceni, e Khaled Meshal al leader ceceno Shamil Basayev. “Non si può dividere i terroristi in buoni o cattivi in base alla loro posizione geografica” aveva sentenziato.Non c’è stato verso. Lavrov non è riuscito a convincerlo che è impossibile ignorare la popolarità dell’organizzazione islamista fra i palestinesi ed escluderla dai negoziati, favorendone così l’inclusione in un percorso politico.Per finire, Lieberman ha dichiarato che Israele non ha alcuna intenzione di continuare il blocco della costruzione degli insediamenti dopo la scadenza di 10 mesi a settembre ed ha sottolineato che ” Israele ha compiuto innumerevoli aperture ai palestinesi e che è arrivato il loro turno di ricambiare”.(da Haarentz del 29 giugno 2009) continua quiFonte guerre contro
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