Una “flotilla” ebraica per rompere l'embargo di Gaza


Dapprima fu la Mavi Marmara battente bandiera turca. Poi arrivarono i libici capeggiati dal figlio del leader libico Gheddafi. Infine le donne libanesi partite dal paese dei cedri, ma fermate ancor prima di aver iniziato il viaggio. Adesso l'organizzazione ebraica Gush Shalom (Blocco per la pace) lancia la sua idea: una flotilla ebraica per rompere l'embargo della Striscia di Gaza. L’idea è stata divulgata pochi giorni fa da Adam Keller, portavoce del movimento attivo da molti anni in Israele, ma sopratutto all'interno dei territori palestinesi dove ha promosso diverse campagne contro la costruzione del Muro, contro le violenze delle forze di sicurezza israeliane ed ultimamente si è anche schierata a favorire del boicottaggio dei prodotti provenienti dagli insediamenti. Il copione sembra essere sempre lo stesso: navi cariche di medicinali, cibo e vestiti che tenteranno di forzare il blocco navale imposto dallo stato israeliano. Massima riservatezza sul luogo di partenza per evitare infiltrazioni o possibili divieti ancora prima della partenza. Ciò che certamente colpisce di questa iniziativa è il fatto che per la prima volta esponenti della sinistra ebraica abbiano voluto mettere in atto, o comunque anche solo proporre, un'iniziativa di tale portata. Non bisogna infatti dimenticare che il leader di Gush Shalom risponde al nome di Uri Avnery, tre volte deputato della Knesset ed attivista di fama nazionale in tutto lo stato israeliano.La volontà di rompere il blocco e migliorare le disumane condizioni in cui vive attualmente la popolazione palestinese, scaturisce questa volta non dai retorici proclami di leader arabi (vedi Gheddafi) ma direttamente da una importante componente della società israeliana.In realtà non è la prima volta che organizzazioni dichiaratamente ebraiche, anche se non necessariamente israeliane, si preoccupano della situazione di GazaNel giugno di quest'anno l'organizzazione ebraica berlineseJüdische Stimme für gerechten Frieden in Nahost (“Voce ebraica per una pace giusta in Medio Oriente”), organizzò una spedizione diretta verso la Striscia. La chiamarono laJewish Boat, ma il progetto per la sua realizzazione è rimasto fermo per circa due mesi. Molto probabilmente i loro sforzi andranno a fondersi proprio con quelli di Gush Shalom. Questo anche perché il portavoce Adam Keller ha già affermato che più di dieci associazioni ebraiche, tanto con base in Europa quanto in Israele, saranno coinvolte nellaflotilla. Un segnale certamente forte che se anche non dovesse raggiungere i risultati sperati dimostra come una parte della società israeliana inizi a fare pressioni sul governo affinché elimini l'embargo sulla Striscia. Un'iniziativa che potrebbe mettere in imbarazzo il governo Netanyahu poiché sarebbe estremamente difficile bloccare la Jewish Flotilla come fu fatto con la Mavi Marmara.

ttp://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=9674

Adam Keller : Il nuovo slogan della propaganda governativa Pro Israeliana: Israele è ingiustamente criticata

Commenti

Post popolari in questo blog

Hilo Glazer : Nelle Prealpi italiane, gli israeliani stanno creando una comunità di espatriati. Iniziative simili non sono così rare

The New York Times i volti, i nomi, i sogni dei 69 bambini uccisi nel conflitto tra Israele e Hamas

Limes :I CONFINI D’ISRAELE SECONDO LA BIBBIA (cartina)

Amira Hass : The fate of a Palestinian investor who called for Abbas' resignation