Maria Morigi: Paranoia o schizofrenia? La Francia, il velo e l'ipocrisia

Siccome ho urtato la sensibilità di qualcuno che ha letto la mia nota precedente, vorrei sgombrare il campo da incomprensioni: sono convinta che il velo integrale è un modo, uno dei tanti, per oscurare la dignità della donna. Ma devo prendera atto che esso appartiene, come altre coperture parziali, a tradizioni radicate e spesso condivise dalle donne stesse. So che vi sono pratiche ben più gravi e devastanti di sottomissione della donna e di violenza sul corpo della bambina, pratiche giustificate quasi sempre dalla religione. So che esiste un mercato della pedofilia e della prostituzione e anche un mercato di organi ed esseri umani. Ammiro il lavoro e la dedizione di chi si batte contro queste forme di abominio e cerca di far acquisire alle vittime dignità e consapevolezza.
Detto questo, mi viene uno strano prurito quando sento dire che il divieto del velo integrale in Francia costituisce una tappa epocale... una battaglia vinta contro l'oscurantismo. Affermare una cosa simile, mi chiedo se appartenga alla paranoia (= costruire castelli in aria) o alla schizofrenia (= abitare i medesimi castelli in aria). Infatti si tratta solo di un DIVIETO, di una norma in funzione abrogativa (non viene detto come le poverette potranno girare per la strada, forse in negligé, per non offendere il pubblico pudore?). Ma forse bastava dire che è vietato girare mascherati o col casco integrale, per la dovuta riconoscibilità...perchè questo è il principio che conta. Sarebbe molto più importante ribadire il divieto di apologia di religione (qualsiasi religione) che in Francia peraltro già esiste. Invece si preferisce andare per le spiccie, specificare, indicare il simbolo del velo...il che equivale a discriminare l'ISLAM. Che battaglia di civiltà è quella che indica un oggetto particolare e gli attribuisce poteri evocativi e conturbanti così forti? Così funziona nel diritto consuetudinario, nei decreti Talebani (che vietano la musica e il canto ad esempio) o in Iran e altri stati etici cammuffati con la democrazia importata.nche l'apologia del Fascismo sarebbe vietata...sappiamo con che riscontri!
La Francia è patria di diritti, la sua rivoluzione borghese con le varie Costituzioni ha ispirato gli USA; in Francia (lo so per esperienza) c'è una militante e appassionata forza di protesta...però purtroppo mi pare che tale appassionata forza di protesta, oggi si sia fatta fregare dal populismo, quello che porta voti e consensi. La strada è lunga: il decreto non risolve i problemi delle donne (di quelle povere e soggiogate, mentre le signore se la cavano sempre), perchè le povere donne vengono lasciate sole, non per la strada o in autobus o a scuola, ma all'interno delle loro case dove sono costrette a convivere con le regole della tradizione e con i loro guardiani e padroni. La strada è lunga...e ringraziatemi che vi ho risparmiato il codice di Hammurabi e il Corpus Iuris Civilis.
P.S.Roma, 23 giu. (Apcom) - "L'Assemblea del Consiglio d'Europa ha approvato oggi quasi all'unanimità una risoluzione sull'islam e l'islamofobia, che tra le altre cose sconsiglia la proibizione totale del velo integrale (il burqa e il niqab), salvo che per motivi di sicurezza. Lo riporta il sito web del quotidiano spagnolo El Pais. Il rappresentante olandese del gruppo popolare, Pieter Omtzigt, aveva presentato un emendamento perché il divieto fosse totale, ma la maggioranza dell'Assemblea lo ha respinto con 81 voti contro 24. Gli astenuti sono stati otto". Questa notizia d'agenzia fa capire con chiarezza la posizione della Francia nei confronti delle direttive europee: si legifera pur di mettersi contro corrente, proprio su cose di principio, usandole come opportunità...leghismo docet.Tratto da FB
Detto questo, mi viene uno strano prurito quando sento dire che il divieto del velo integrale in Francia costituisce una tappa epocale... una battaglia vinta contro l'oscurantismo. Affermare una cosa simile, mi chiedo se appartenga alla paranoia (= costruire castelli in aria) o alla schizofrenia (= abitare i medesimi castelli in aria). Infatti si tratta solo di un DIVIETO, di una norma in funzione abrogativa (non viene detto come le poverette potranno girare per la strada, forse in negligé, per non offendere il pubblico pudore?). Ma forse bastava dire che è vietato girare mascherati o col casco integrale, per la dovuta riconoscibilità...perchè questo è il principio che conta. Sarebbe molto più importante ribadire il divieto di apologia di religione (qualsiasi religione) che in Francia peraltro già esiste. Invece si preferisce andare per le spiccie, specificare, indicare il simbolo del velo...il che equivale a discriminare l'ISLAM. Che battaglia di civiltà è quella che indica un oggetto particolare e gli attribuisce poteri evocativi e conturbanti così forti? Così funziona nel diritto consuetudinario, nei decreti Talebani (che vietano la musica e il canto ad esempio) o in Iran e altri stati etici cammuffati con la democrazia importata.nche l'apologia del Fascismo sarebbe vietata...sappiamo con che riscontri!
La Francia è patria di diritti, la sua rivoluzione borghese con le varie Costituzioni ha ispirato gli USA; in Francia (lo so per esperienza) c'è una militante e appassionata forza di protesta...però purtroppo mi pare che tale appassionata forza di protesta, oggi si sia fatta fregare dal populismo, quello che porta voti e consensi. La strada è lunga: il decreto non risolve i problemi delle donne (di quelle povere e soggiogate, mentre le signore se la cavano sempre), perchè le povere donne vengono lasciate sole, non per la strada o in autobus o a scuola, ma all'interno delle loro case dove sono costrette a convivere con le regole della tradizione e con i loro guardiani e padroni. La strada è lunga...e ringraziatemi che vi ho risparmiato il codice di Hammurabi e il Corpus Iuris Civilis.
P.S.Roma, 23 giu. (Apcom) - "L'Assemblea del Consiglio d'Europa ha approvato oggi quasi all'unanimità una risoluzione sull'islam e l'islamofobia, che tra le altre cose sconsiglia la proibizione totale del velo integrale (il burqa e il niqab), salvo che per motivi di sicurezza. Lo riporta il sito web del quotidiano spagnolo El Pais. Il rappresentante olandese del gruppo popolare, Pieter Omtzigt, aveva presentato un emendamento perché il divieto fosse totale, ma la maggioranza dell'Assemblea lo ha respinto con 81 voti contro 24. Gli astenuti sono stati otto". Questa notizia d'agenzia fa capire con chiarezza la posizione della Francia nei confronti delle direttive europee: si legifera pur di mettersi contro corrente, proprio su cose di principio, usandole come opportunità...leghismo docet.Tratto da FB
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