Drastico calo nella concessione di autorizzazioni edilizie a Gerusalemme Est.

Alcuni funzionari, in particolar modo il Ministro degli Esteri Avigdor Lieberman, sostengono che la flessione nelle autorizzazioni sta a indicare che, di fatto, a Gerusalemme Est c’è un congelamento attribuibile alle pressioni internazionali. Mercoledì, Lieberman ha affermato che, il 26 settembre, subito dopo la fine della moratoria di 10 mesi nello sviluppo delle colonie, ci si dovrebbe nuovamente impegnare riguardo ai piani di sviluppo di 1.600 unità abitative da realizzare nei diversi quartieri di Gerusalemme Est. Ma un portavoce del Ministero degli Interni ha dichiarato che la flessione potrebbe essere attribuita a “un incremento dei meccanismi”, deciso dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu, per la sorveglianza dei comitati per l’approvazione del Ministero degli Interni a seguito dell’affare Ramat Shlomo, o semplicemente al trantran della burocrazia o ad altre normali fluttuazioni. “Dopo che Clinton e Biden avevano approvato qualsiasi costruzione fatta a Gerusalemme Est,” ha dichiarato Meir Margalit (Meretz), membro del Consiglio municipale, in riferimento alle scottanti critiche del Segretario di Stato degli Stati Uniti nei confronti delle politiche abitative israeliane al di là della “Linea Verde” all’altezza di Ramat Shlomo, diverbio di cinque meGli americani non ci hanno chiesto di smettere di costruire, ci hanno chiesto di interrompere l’approvazione di progetti edilizi.” “Ciò che riguarda il congelamento in Samaria e in Giudea, anche se io non concordo, è una decisione del Consiglio dei ministri,” ha dichiarato il Ministro degli Affari della Diaspora e della Diplomazia pubblica, Yuli Edelstein (Likud), che fa parte di un comitato del Ministero degli Interni che si occupa di ciò che riguarda l’approvazione delle costruzioni. “Con Gerusalemme è tutto fatto, e questo è il motivo per cui è anche difficile opporvisi.” Questa settimana, nei contatti con il The Post, la municipalità, il Ministero degli Interni e l’ufficio del Primo Ministro, hanno negato tutti che a Gerusalemme Est ci sia un qualche tipo di congelamento, sia per ciò che riguarda il processo di approvazione che per quello specifico di costruzione. “Ogni chiacchiera riguardante il congelamento delle costruzioni è priva di senso,” ha detto Stephan Miller, un portavoce del sindaco Nir Barkat. “E’ solo una coincidenza,” ha sostenuto il portavoce del Ministero degli Interni Efrat Orbach, alla domanda riguardante il rallentamento del tasso di approvazione. “ Talvolta esso procede molto veloce e talvolta no… Non c’è alcuna connessione con nulla.” Tra gennaio e marzo di quest’anno, 3.171 unità abitative hanno superato le varie fasi dell’approvazione, secondo i dati raccolti da Ir Amim, un’associazione non-lucrativa sostenitrice di una soluzione a due-stati, e dal gruppo di attivisti di Peace Now. La cifra 3.171 è comprensiva di 549 unità nel quartiere di Givat Hamatos, di 320 a Ramot, di 600 a Psgat Ze’ev, di 120 a Gilo e di 1.600 unità a Ramat Shlomo. “Dalla visita di Biden a marzo, ha detto il gruppo, solo 433 unità avevano superato i vari ostacoli. Per lo più si trattava di progetti più piccoli presentati da società private, e due sono nel “Bacino Sacro” , una zona di 6 chilometri quadrati e est della Città Vecchia. Essa comprende 20 unità a Sheikh Jarrah allo Shepherd Hotel, 24 unità al Beit Orot Yeshiva di A-Tur, due progetti a Pisgat Ze’ev per 48 e 32 unità, rispettivamente, (parte delle 600 unità del blocco approvato in precedenza), e il più ampio, di 309 unità a Neve Ya’akov. Queste valutazioni non comprendono il piano Gan Hamelech di Barkat a Silwan, perché in quel piano c’è la richiesta di un parco piuttosto che di unità abitative.Le organizzazioni di sinistra interessate a questi tipi di dati si danno da fare per tenerli d’occhio contando su un gigantesco e dettagliato foglio elettronico che essi compilano con le informazioni derivate dalla scoperta delle autorizzazioni accordate. La vertenza Biden – Ramat Shlomo è esplosa il 9 di marzo, allorché la Commissione per la Pianificazione e l’Edilizia del Distretto di Gerusalemme ha accordato il permesso che venisse sottoposto a revisione un progetto di 1.600 unità abitative per il quartiere di Ramat Shlomo, fornendo il primo dei tre timbri di approvazione che sono necessari per passare allo stadio successivo. Un comunicato di tale impatto del Ministero degli interni ha colto di sorpresa Netanyahu, ed è stato ampiamente condannato in tutto il mondo. Dopo il comunicato, il Presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas si è ritirato dai colloqui a “contatti” indiretti con Israele, per i quali aveva dato il suo consenso giusto alcuni giorni prima. “Nessuno aveva fatto storie [negli anni precedenti]….Il trambusto [di marzo] è derivato dal fatto che alcune persone per questo sono state colte dal panico, con mio dispiacere,” ha riferito al The Post il Ministro degli interni Eli Yishai (Shas) in una recente intervista. “Perfino gli americani capiscono che si trattava di una decisione di routine. Ciò che è successo è stata una disgrazia.” Yishai ha descritto in modo dettagliato ciò che è stato fatto per evitare il ripetersi dell’incidente. E ha dichiarato: “Netanyahu si è impegnato a che nulla venga fatto in futuro tanto da creare un’inutile tensione quando in visita ci sono delle personalità statunitensi molto importanti.” “Ramat Shlomo ci ha colto di sorpresa, così il primo ministro ha chiesto alla Segreteria del Consiglio dei ministri di creare dei meccanismi che assicurino che nessuno possa essere colto di sorpresa da decisioni prese da organismi a livello inferiore e da decisioni che abbiano implicazioni sulla sicurezza nazionale,” ha chiarito un funzionario dell’Ufficio del Primo Ministro, che ha chiesto di non essere citato. Il funzionario non sarebbe entrato nei particolari sui meccanismi messi in campo, sebbene Orbach abbia dichiarato che ora l’ordine del giorno di qualsiasi riunione di pianificazione deve essere trasmesso a una nuova commissione e ai ministri competenti prima di ogni incontro. “Dal punto di vista legale,” ha aggiunto il funzionario. “La pianificazione e la delimitazione delle zone di Gerusalemme sono le stesse di Raman Gan o di Hadera. Il governo centrale non ha nulla a che fare con tutto ciò. Ma poiché Gerusalemme è, agli occhi della comunità internazionale, un caso speciale, abbiamo voluto intervenire tanto da non restar sorpresi nel modo in cuilo siamo stati pubblicamente a seguito del caso Biden.” Il progetto Ramat Shlomo, come molti altri progetti di grandi costruzioni al di là della Linea Verde, ora sta languendo a causa della burocrazia. Dopo aver ricevuto la prima approvazione dalla Commissione per la Pianificazione Distrettuale il 9 marzo, gli imprenditori hanno ora l’obbligo di pubblicare i loro progetti su tre quotidiani locali e di avviare un periodo di 60 giorni per le osservazioni del pubblico prima di poter passare allo stadio successivo per l’autorizzazione. Ma, dato che una dichiarazione di tal genere non è stata pubblicata, sta a significare che le costruzioni non procedono. Pinhas Shnur, capo della commissione per le infrastrutture di Ramat Shlomo, ha affermato: “E’ in corso. Qualsiasi progetto sia a Tel Aviv che qui richiede degli anni.” Tuttavia, ha aggiunto che è stato positivo trovarsi al centro di uno scandalo mondiale. “E’ stata una grande pubblicità,” ha dichiarato Shnur. La causa principale del rallentamento dell’approvazione è data dalla Commissione per la Pianificazione e l’Edilizia del Distretto di Gerusalemme, una delle sei commissioni distrettuali alle dipendenze del Ministero degli Interni. Dopo la crisi di marzo, la commissione non si è riunita per due mesi, ufficialmente per fornire all’Ufficio del primo Ministro il tempo per passare al setaccio i prossimi ordini del giorno, onde evitare sorprese sullo stile del caso di Ramat Shlomo. Il portavoce del Ministero degli Interni ha detto che, di norma, la commissione si riunisce una o due volte al mese, e che l’interruzione è dovuta alla festività di Pessah piuttosto che a pressioni politiche. “C’è indubbiamente qualcosa da fare, dato che non stiamo vedendo costruire a sufficienza,” ha dichiarato David Hershkovitz (Israel Beiteinu), membro del consiglio municipale, che ha prestato servizio per due anni a Gerusalemme nella Commissione per la Pianificazione e l’Edilizia Locale. “Non abbiamo bisogno di alzarci e gridare, ‘Stiamo costruendo qui!’ per usare ogni edificio come una protesta. Ma abbiamo bisogno di costruire, naturalmente,” ha detto. La maggior parte del putiferio su specifici progetti edili è una provocazione deliberata, ha detto il Vice Sindaco Kobi Kahlon, capo della Commissione per la Pianificazione e l’Edilizia Locale. “Alcune persone dicono, facciamo una grossa operazione commerciale qui per salvare qualcos’altro, facciamo confusione qui per fare qualcos’altro, “ ha affermato. Anche Kahlon ha negato che ci fosse un congelamento nelle concessioni edilizie a Gerusalemme Est, insistendo nel dire che la commissione di pianificazione della municipalità è separata dal Ministero degli Interni e non è influenzata da pressioni del governo.L’edilizia di Gerusalemme Est tende a far notizia quasi ogni settimana, nonostante il congelamento di fatto o una significativa flessione, in quanto i mezzi di informazione riportano ogni approvazione di ciascun passo del lungo processo. Ma il processo di approvazione è talmente lungo e contorto da richiedere dozzine di timbri di convalida, per un periodo di anni che talvolta si estende per più di un decennio tra il momento in cui il progetto viene presentato per la prima volta e quando ha inizio la costruzione. La frenesia dei mezzi di informazione, acuitasi dopo la visita di Biden, diviene fonte di confusione per coloro che cercano di individuare quanto i vari progetti sono prossimi allo scavo di una fondamenta. Per far domanda per una concessione edilizia ad una municipalità, il proprietario deve presentare l’attestato di proprietà alla Amministrazione delle Terre di Israele, a meno che la terra non sia di già di proprietà dello stato, come nel caso riguardante la maggior parte dei grandi progetti. Poi i contraenti presentano il piano alla Commissione per la Pianificazione e l’Edilizia Locale di Gerusalemme, l’organismo municipale, e, se il piano viene approvato, esso passa alla Commissione per la Pianificazione e l’Edilizia del Distretto di Gerusalemme, che fa parte del Ministero degli Interni. La commissione distrettuale si riunisce almeno tre volte per ciascun progetto – per concordare sul fatto che ciascun progetto possa essere soggetto a revisione, per ascoltare le obiezioni della gente, e per approvare il progetto. Il progetto di Ramat Shlomo ha fatto le intestazioni a marzo dopo la prima riunione della Commissione distrettuale, quando è stato deciso per il deposito cauzionale o per la pubblica revisione. Nel caso in cui sia approvato dopo tre riunioni, i contraenti devono rendere nuovamente disponibile il progetto per le pubbliche valutazioni, e, se non sono state sollevate delle obiezioni, il progetto ritorna alla municipalità per la concessione del permesso di costruzione. Se ci sono delle obiezioni, decide al proposito la Commissione distrettuale. La municipalità controlla le infrastrutture e le opere di ingegneria, la qual cosa comporta un gran andare avanti e indietro per la contrattazione. Se la città decide che sono stati eseguiti troppi cambiamenti rispetto al progetto originale, i contraenti potrebbero dover ripercorrere tutto da capo il processo con la commissione distrettuale. Prima che il lavoro possa iniziare, l’intero progetto viene controllato un’ultima volta da una sottocommissione della commissione per la pianificazione e l’edilizia locale della municipalità. Calo delle costruzioni a Gerusalemme Est(tradotto da mariano mingarelli)

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