Aluf Benn : confini e normalizzazione dello Status internazionale per Israele

1 Sintesi personale I colloqui diretti avviati a Washington dovrebbero avere uno scopo : fissare il confine tra Israele e lo Stato palestinese. Israele ha bisogno di una frontiera che delinei i suoi confini, normalizzi il proprio status internazionale, ponga fine al dissenso sugli insediamenti e consolidi il consenso nazionale. È questa la missione del primo ministro Benjamin Netanyahu . Se ci riesce, avrà giustificato il suo ritorno al potere e passerà alla storia come un leader positivo.Netanyahu è ora concentrato sui palestinesi . Più di un anno fa, ha dedicato gran parte del suo incontro con Barack Obama alla minaccia iraniana. I palestinesi sono stati citati solo di sfuggita. Nella loro due più recenti riunioni, l'ordine del giorno è stata capovolto, secondo fonti americane: la maggior parte del tempo è stata dedicata al processo diplomatico con i palestinesi.Porre fine al conflitto è un obiettivo nobile, ma Netanyahu e Abu Mazen non sono in grado di realizzarlo, non per cattiva volontà ,ma perchè la sua conclusione non dipende da loro. Nessuna firma può porre termine alla narrazione contrastante dei due popoli: ognuno si ritiene vittima dell'altro e vive l'altro come un invasore, non vi è ,attualmente, alcuna possibilità di formulare una narrazione congiunta. Se i negoziati si concentrano su chi ha ragione o torto possiamo considerarli falliti fin d'ora. Lasciamo questo problema agli storici e agli intellettuali. Gli statisti devono concentrarsi sui confini, sulla sicurezza . Israele ha riconosciuto due tipi di frontiera - i confini di pace con Egitto e Giordania, e le frontiere di deterenza con la Siria, il Libano e la Striscia di Gaza. Non vi è alcun confine chiaro nella West Bank e a Gerusalemme Est, soltanto muri e recinzioni, posti di blocco e strade separate . Qualsiasi accordo che non ponga ermetiche delimitazioni porterà ad altri scontri . Questo è ciò che è accaduto con le zone smilitarizzata nel nord prima della Guerra dei sei giorni, ed è ciò che sta accadendo oggi in Cisgiordania e a Gerusalemme est. Netanyahu dovrà raggiungere il miglior accordo possibile. Sarà doloroso, ma salverà le nostre vite.Peace talks must have one aim: Drawing borders
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