Richard SilversteinL’Uomo può proporre e Dio dispone, ma in Israele l’IDF propone E dispone.


C’è il detto secondo cui l’Uomo propone e Dio dispone (nella politica statunitense è “Il Presidente che propone e il Congresso che dispone”). Ma in Israele è l’IDF che propone E dispone. Questo è un modo di procedere del quale sono stato per lungo tempo particolarmente critico. Nella maggioranza delle democrazie l’apparato militare risponde all’apparato politico e l’ultimo può esercitare un qualche controllo sul primo. In Israele non è così. In quel paese, l’IDF è diventato un’istituzione talmente sacrosanta da essere quella che comanda sia nei termini dello sviluppo che in quelli della realizzazione della politica militari. Esso controlla in un certo qual modo pure le diramazioni di tale politica.
L’effetto è quello di trasformare l’esercito in un’entità che non deve rendere conto a nessuno. Che viceversa compie dei giganteschi errori e prende decisioni strategiche autoillusorie, com’è successo negli anni recenti con le guerre del Libano e di Gaza e con il fiasco della Mavi Marmara.
Reuven Pedatzur, uno degli accademici di punta esperti nella politica della strategia militare, ha scritto su Ha’aretz un forte resoconto di questo problema. Esso costituisce la base per lo studio dell’arrogante orgoglio dell’IDF e la disponibilità da parte della classe dirigente politica di rimettersi all’esercito. In particolar modo rileva come entrambi, sia Bibi Netanyahu che Ehud Barack, non solo non hanno dato la colpa all’IDF per il fallimento dell’operazione Gaza Flotilla, ma hanno pure confermato che in quanto dirigenti politici essi hanno fatto affidamento sulle analisi o sui giudizi dell’IDF piuttosto che sui propri, quando si fosse trattato di valutare se un’operazione potrebbe andare in porto e dovrebbe essere portata avanti.
Qualcuno è capace di pensare ad un sistema peggiore di questo per dirigere un paese che si ritiene democratico?Il capo dello stato maggiore dell’esercito, durante la sua testimonianza alla Commissione Tirkel ha dichiarato al mondo che , in futuro l’IDF, quando tenterà di fermare imbarcazioni che cercano di forzare il blocco di Gaza, collocherà dei cecchini con il compito di uccidere i passeggeri che trasgrediscono. Questa è una formula con la quale giustificare massacri ben più mortali di quelli dell’ultima volta. Naturalmente, nessun dirigente politico metterà in discussione una decisione di tal sorta. Sarà accolta come lo sono quasi tutte le valutazioni dell’IDF.
(tradotto da mariano mingarelli)

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