La Commissione europea vuole aprire il proprio mercato ai prodotti palestinesi

l contributo di 500 milioni di euro ogni anno – dal 2007 – non basta più. Perché per risollevare l’economia palestinese bisogna far altro. Questo è quello che pensa l’Unione europea. Che, dopo aver dato più 1,5 miliardi all’Autorità nazionale palestinese, sta pensando a un passo economico importante: aprire il mercato europeo ai prodotti palestinesi.La Commissione europea ha già un accordo con l’Anp. Da un lato parte dei prodotti palestinesi entra nell’Eurozona senza tassa d’importazione. Dall’altro, i prodotti europei entrano in Cisgiordania con una tassazione che dovrà essere eliminata nei prossimi cinque anni.Ma la bozza europea ora è qualcosa di più. E la decisione di accelerare gli scambi bilaterali è stata presa dopo l’incontro tra il commissario Ue al commercio, Karel De Gucht e il ministro palestinese dell’Economia, Hassan Abu-Libdeh. I numeri. Nel 2008, il commercio palestinese ha importato in Europa qualcosa come 71 milioni di dollari di beni. Cifre importanti per un non-Stato. Ma è comunque meno di un quinto di quanto l’Ue destina sotto forma di aiuti alla Palestina.
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