Guido Fubini Contro lo stravolgimento dello Stato


Per l’Assemblea del Movimento d’Azione Giustizia e Libertà, di cui era il Presidente, Guido Fubini aveva preparato la relazione introduttiva. Guido è scomparso prima di quella riunione, in apertura della quale - il 20 marzo 2010 - il suo intervento è stato letto dal Consigliere Antonio Caputo. Pubblichiamo questo suo significativo scritto, quasi un testamento spirituale del suo impegno civile.
Nella mia qualità di Presidente del Movimento d’Azione Giustizia e Libertà assumo la presidenza di questa assemblea nella quale dobbiamo fare un bilancio dell’attività svolta e un programma dell’attività futura. Dovremo nel contempo provvedere al rinnovo delle cariche eleggendo a scrutinio segreto i componenti del direttivo previa conferma o modifica del loro numero e nominando il comitato dei garanti ed i revisori dei conti. Quando parliamo di programma dobbiamo avere costantemente in mente la nostra funzione di aiutare la formazione degli anticorpi (rubo questa espressione a Paolo Sylos Labini) volti a difendere questa società da chi vorrebbe:

sopprimere lo Stato di diritto sostituendolo con l’arbitrio,
– sopprimere la separazione dei poteri e l’indipendenza della Magistratura,
– sopprimere l’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge sostituendola col privilegio,
– sopprimere la libertà di manifestazione del pensiero ed il pluralismo dell' informazione,
Diciamo di più: stravolgere in ogni campo la Costituzione della Repubblica.
Queste parole introduttive delineano un programma che già venne da noi proposto in occasione della conferenza stampa dell'11 febbraio 1995, che segnò l’inizio della nostra attività in Piemonte e la cui persistente attualità non può sfuggire e che venne richiamato anche in occasione della precedente assemblea del 20 maggio 2006. La riaffermazione delle ragioni dello Stato di diritto potrebbe sembrare una banalità in un Paese retto da una Costituzione democratica che ha fatto proprie le istanze di tutte le forze antifasciste: è un discorso che abbiamo già fatto in altre occasioni, anche in precedenti assemblee del nostro movimento: così il 15 maggio 2004 e il 20 maggio 2006, ma ora non basta più. Si parla di riforme: ma da certe riforme mi guardi Iddio.

Lo stravolgimento del sistema penale ha visto già nel 2001 la limitazione dell’utilizzabilità delle prove acquisite attraverso le rogatorie internazionali; la depenalizzazione del falso in bilancio; l’introduzione della ricusazione del giudice e del trasferimento del processo per legittimo sospetto sull’imparzialità del giudice; nel 2003 il cosiddetto lodo Schifani che introduce il divieto della sottoposizione a processo delle cinque più alte cariche dello Stato (poi dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionale nel 2004) ; ancora nel 2004 l’estensione del condono edilizio nelle aree protette; nel 2005 la legge Cirielli che introduce la riduzione dei termini di prescrizione con conseguente estinzione per prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio; nel 2006 la legge Pecorella che introduce l’inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sentenze di proscioglimento; nel 2008 il cosiddetto Lodo Alfano che ripropone i contenuti del lodo Schifani (poi dichiarato incostituzionale dalla Corte costituzionale nel 2009); e da ultimo il cosiddetto “processo breve” attualmente in discussione davanti al Parlamento.
Lo stravolgimento del sistema fiscale è iniziato a mio avviso con la cosiddetta legge Tremonti bis, del 2001, che ha abolito l’imposta sulle successioni e donazioni per parte dei patrimoni. La norma soppressa era volta a colpire i capitali anziché i redditi, la sua soppressione esprime una certa filosofia dell’on. Berlusconi che si enuncia così: “Non vogliamo mettere le mani nelle tasche degli italiani”. È una filosofia che non impedisce di mettere le mani nei fondi della Previdenza sociale quando le entrate dello Stato appaiono insufficienti. È la stessa filosofia che tende a valersi delle imposte indirette, che colpiscono i consumi (uguali per ricchi e poveri), invece delle imposte dirette, che colpiscono i redditi (più forti per i ricchi che per i poveri).Il bilancio e le spese dello Stato vengono così determinati di regola dalle entrate ordinarie, che condizionano le uscite. Se le spese previste sono insufficienti a coprire le esigenze dei servizi pubblici, sono questi che vengono sacrificati. È una filosofia che va rovesciata: un corretto funzionamento dello Stato democratico deve mettere fra le priorità i servizi pubblici e questi vanno coperti con le entrate ordinarie dello Stato, alle quali si deve far fronte sulla base dei criteri posti dall’art. 53 della Costituzione:
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.” Se le entrate ordinarie non bastano, si aumentano le aliquote delle imposte dirette. L’abolizione delle imposte di successione appare in contrasto con l’art. 42 della Costituzione il cui ultimo comma dice:La legge stabilisce le norme e i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità”. Va ricordato che l’Assemblea Costituente, nella seduta del 13 maggio 1947, respinse la proposta di soppressione della frase “e i diritti dello Stato sulle eredità” accogliendo il principio posto dall’on.Taviani nella sua dichiarazione di voto che “la parte che lo Stato preleva sotto forma di imposta di successione ha uno scopo sociale oltre che fiscale”. Per chi si impegna in difesa della Costituzione è pertanto imprescindibile l’esigenza di una riesumazione delle imposte sui capitali, che consenta di rilanciare il corretto funzionamento dei servizi pubblici e di conseguire quegli scopi fiscali e sociali che non sembrano graditi all’attuale governo.
Lo stravolgimento del sistema scolastico è dato dal sostanziale abbandono delle norme poste all’epoca del centro-sinistra dai decreti delegati sulla democrazia nella scuola e da ultimo dalla possibilità della sostituzione dell’ultimo anno di scuola obbligatoria con un anno di avviamento al lavoro, che sembra voglia mettere una sordina all’art. 34 della Costituzione, ai sensi del quale “i capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.Lo stravolgimento del diritto amministrativo è dato dall’invenzione della Protezione Civile S.p.A., che, anche se abbandonata, anticipa la creazione di analoghe figure di Amministrazione fuori da ogni controllo del Presidente della Repubblica, del Consiglio di Stato e della giustizia amministrativa: un procedimento eguale e contrario a quello che è avvenuto in Francia, ove tutto ciò che si traduce in servizio pubblico è assoggettato automaticamente alla giustizia amministrativa a tutela degli interessi legittimi e del denaro pubblico. Il controllo di legittimità non sembra stia granché a cuore al governo in carica.
Lo stravolgimento della laicità dello Stato: lo si è visto in occasione della polemica che ha fatto seguito alla sentenza della Corte europea di Strasburgo sull’esposizione del crocifisso nelle scuole ed è andato insieme con la violazione degli impegni internazionali assunti dall’Italia.L’on, Berlusconi, che sembra ignorare la nozione di laicità, lamenta che “sia stato fatto un ulteriore passo verso la negazione delle radici cristiane dell’Europa” (non gli bastava il rifiuto precedente?) e soggiunge: “Questo non è accettabile da noi italiani, paese nel quale tutti non possiamo non dirci cristiani” (ma chi l’ha autorizzato a parlare di “tutti” ?) .La difesa del Governo davanti alla Corte, e una parte notevole così del mondo cattolico come del mondo laico, ignorano il significato di intolleranza omicida che il crocifisso ha spesso assunto per i non cattolici. Si pensi solo alla condanna di Giordano Bruno al rogo nel 1600.Va soggiunto che, soprattutto col rifiuto di applicare la sentenza di Strasburgo, un ulteriore passo è stato fatto nel senso dello stravolgimento della Costituzione della Repubblica.
L’art. 11 della Costituzione dice:”L’Italia (.....) consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”.Queste limitazioni di sovranità accettate dall’Italia comportano la soggezione alle decisioni degli organi europei ed in particolare della Corte di Strasburgo.

La constatazione di questi stravolgimenti della Costituzione della Repubblica confermano la validità del nostro impegno quotidiano, individuale e collettivo, in difesa della Costituzione.
allegati:

Commenti

Post popolari in questo blog

Hilo Glazer : Nelle Prealpi italiane, gli israeliani stanno creando una comunità di espatriati. Iniziative simili non sono così rare

The New York Times i volti, i nomi, i sogni dei 69 bambini uccisi nel conflitto tra Israele e Hamas

Limes :I CONFINI D’ISRAELE SECONDO LA BIBBIA (cartina)

Amira Hass : The fate of a Palestinian investor who called for Abbas' resignation