MO: TWAL, NESSUN POPOLO ACCETTEREBBERO OCCUPAZIONE ISRAELE

''L'occupazione militare dei territori palestinesi e' dura, arrogante, ha paura degli altri e di se stessa, priva della liberta' e dei diritti. Alimenta la violenza e persegue l'umiliazione. Nessun popolo potrebbe accettare un'occupazione simile''. Lo denuncia in una intervista al settimanale Vita il patriarca latino di Gerusalemme mons. Fouad Twal a proposito del conflitto israelo-palestinese. Secondo Twal inoltre i governanti attuali di Israele e Palestina ''stanno solo gestendo il conflitto''. ''Sono moderati - spiega -, ma fino alla debolezza. Questa guerra e' figlia di un'occupazione militare, solo che nessuno ha il coraggio di dire di chi''. ''Bisogna lavorare per la pace e la sicurezza per tutti - prosegue il presule -. In Terrasanta o c'e' pace per tutti o nessuno godra' della pace da solo''. Gli ostacoli maggiori per Twal sono nei fondamentalismi: ''Da una parte - spiega - c'e' Hamas, dall'altra c'e' Shas (il partito ultraortodosso di Israele). Nessuno dei due aiuta a trovare una soluzione al conflitto. Ma se la politica della moderazione non porta frutti, la gente si rivolge altrove, cerca nuove vie, e sperimenta anche quelle sbagliate. Purtroppo i moderati non hanno creato nulla e la gente si e' schierata per i radicali. Anche - aggiunge - tra i cattolici. Di questo siamo tutti colpevoli''. ''La comunita' internazionale deve intervenire - chiede infine il patriarca di Gerusalemme -, ma soprattutto l'Europa deve fare qualcosa, non solo gli aiuti, deve avere il coraggio di dire la verita'''. (ANSAmed).luoghi - ha aggiunto - esiste ''qualche analogia con Israele, in
modo particolare per Gaza, dove si sta costituendo una specie di
Stato confessionale musulmano anche se nei Territori i cristiani
sembrano essere piu' considerati'''Ai cristiani in Terra Santa, ha
aggiunto, e' chiesto di essere `ponte` tra due religioni, tra
due civilta', due culture e due politiche''. Ricordando il
viaggio che Benedetto XVI ha compiuto in Terra Santa nel maggio
del 2009, mons. Twal, ha poi affermato: ''Il Santo Padre ci ha
invitato, come Chiesa di Gerusalemme, non solo a respirare con
il polmone orientale e con quello occidentale-mondiale, ma anche
con l'arabo e con l'ebraico, per essere vero ponte di pace a
livello interreligioso e interculturale, in vista di un
traguardo che porti a fare della Terra Santa la terra di tutti i
popoli''.''Gerusalemme - ha aggiunto - in quanto patria di ebrei,
cristiani e musulmani, e' città senza frontiere che reclama
un'apertura, una liberta' di accesso a tutti i credenti con
garanzia giuridica internazionale e non può essere monopolio di
un solo popolo a esclusione degli altri perche' e' la citta' di
tutti''. (ANSA).
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