La rinascita della comunità ebraica bulgara
Quarant’anni. Tanto è durato il “letargo forzato” della Comunità ebraica in Bulgaria. Dalla fine della Seconda guerra mondiale alla caduta del muro, il regime comunista sostenne con forza l’ateismo di stato. Così nella generazione del tempo l’identità ebraica, il legame con la religione e le tradizioni cominciarono ad affievolirsi. Senza contare che, dopo la nascita d’Israele, in un paio d’anni la Comunità bulgara si svuotò quasi completamente: circa il novanta per cento degli ebrei fece l’aliyah.Finito l’incubo del regime, gli ultimi vent’anni hanno visto un graduale ritorno alle radici ebraiche, soprattutto da parte degli anziani e delle nuove generazioni. Un vero e proprio risveglio. Di questo trend positivo e di altre questioni che legano gli ebrei alla Bulgaria abbiamo parlato con Alek Oscar, giovane presidente della Comunità di Sofia e vicepresidente dell’organizzazione ebraica bulgara Shalom, oltre che medico di professione.Dottor Oscar, nonostante la sua giovane età, lei ha una lunga esperienza istituzionale all’interno della Comunità ebraica bulgara e conosce a fondo questa realtàIn effetti già nel 2003, all’età di soli ventiquattro anni, sono stato eletto vicepresidente dell’organizzazione nazionale Shalom. Questo ente, come tutte le comunità ebraiche in Bulgaria, è laico e, ad esempio, possono farne parte anche tutti coloro che hanno i nonni ebrei. La nostra organizzazione conta fra i cinquemila e i seimila membri effettivi e duemila potenziali. Sofia raccoglie l’ottanta per cento degli ebrei bulgari, poi, con i suoi circa ottocento membri, c’è Plovdiv. Le altre quattordici comunità sono numericamente piccole, alcune formate da solo due famiglie.A livello organizzativo abbiamo un’assemblea nazionale con centoquattro delegati, eletti dalle comunità d’appartenenza. Questa assemblea nomina a sua volta il concistoro, formato da trentatré membri provenienti da tutto il paese. Per questo motivo, non potendosi riunire regolarmente il concistoro, è stato creato un consiglio esecutivo (undici membri) che si incontra almeno una volta al mese. Sostanzialmente il consiglio propone e il concistoro deve decidere se approvare. C’è poi un consiglio spirituale formato da undici persone fra cui Rav Bechor Kachlon e rav De Wolf, entrambi ortodossi ma vorremmo avere rappresentate tutte le diverse sfaccettature dell’ebraismo.Continua qui
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