Appello di J street per un' Israele democratica e in appoggio a Obama



1On Monday, J Street leadership delivered over 18,000 signatures to White House officials demonstrating that large numbers of pro-Israel, pro-peace Americans agree with the Vice President when he says "sometimes only a friend can deliver the hardest truth," and urging the Administration to turn this crisis into an opportunity for progress on two states.And now we're continuing to show Congress the deep support in our community for the Administration's leadership, sending over 25,000 messages to the Hill in the campaign's first few days.Click here to contact your representatives to voice your support for the Administration's strong stand and urge them to turn this crisis into an opportunity.40,000 Actions in Support of the Obama Administration
2 L’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) ha fatto una cosa molto poco saggia: ha emesso una dichiarazione in cui critica l’amministrazione Obama, piuttosto che Israele, per la sua reazione al recente annuncio del governo Netanyahu di ulteriori blocchi di insediamenti illegali a Gerusalemme Est – un annuncio che è stato fatto durante la visita del vicepresidente Joe Biden la scorsa settimana, un atto di estrema scortesia oltre che di indiscussa illegalità.Ciò è davvero degno di nota. Potrei sbagliarmi – e i commentatori sono i benvenuti se vorranno correggermi –ma non riesco a ricordare un altro gruppo di pressione, etnico o religioso, schierarsi pubblicamente con un paese straniero contro il presidente degli Stati Uniti … soprattutto quando il paese in questione sta adottando un comportamento che la comunità internazionale ritiene illegaleOgni volta, ciascun presidente degli Stati Uniti, dai tempi di Richard Nixon, ha chiesto il congelamento degli insediamenti costruiti nei territori palestinesi, compresa Gerusalemme Est, occupata da Israele nel 1967. L’AIPAC si schiera, assieme ad Israele, contro ciascuno di quei presidenti.Certamente spero che l’AIPAC ritorni in sé al più presto. Ma ho il sospetto che essa voglia una prova di forza con l’amministrazione del presidente Obama, il quale, a differenza del suo predecessore Bush, si è schierato con il resto del mondo nel chiedere che Israele aderisca alla Road Map prevista dal cosiddetto Quartetto (Stati Uniti, UE, ONU e Russia), un piano che i palestinesi della West Bank sembrano prendere sul serio. Questo è un tentativo dell’AIPAC di mostrare i muscoli e obbligare l’amministrazione Obama a fare marcia indietro: Israele gode di un sostegno enorme negli Stati Uniti, in particolare tra gli evangelici (che credono che la creazione di un Grande Israele – cioè, l’annessione dei territori palestinesi – farebbe da preambolo alla venuta di Cristo ed al rapimento in cielo di tutti i credenti).Come ebreo americano, trovo tutto questo estremamente imbarazzante e increscioso. Le cose potrebbero mettersi molto male.Israele viene prima degli Stati Uniti? Allegato :street-sinistra ebraica e israeliana

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