BULLDOZER... (2): ANCHE A HEBRON DIRITTI VIOLATI


La libertà di movimento dei palestinesi è di continuo violata dai coloni israeliani che vivono negli insediamenti illegali costruiti in Cisgiordania dopo l’occupazione del 1967: lo sottolineano gli attivisti di “Operazione Colomba”, denunciando nuovi abusi a sud della città di Hebron. In una nota dell’organismo, nato dall’Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, si ricostruisce l’aggressione subita ieri da una famiglia di palestinesi che stavano rientrando nel villaggio di Tuba dalla vicina città di Yatta. Nei pressi di al-Tuwani, un piccolo centro a metà del percorso, i palestinesi sono stati circondati e insultati da un gruppo di coloni giunti dal vicino insedimento di Havat Ma’on. Due attivisti per i diritti umani dei “Christian Peacemaker Teams” hanno provato a interporsi ma sono stati buttati a terra, presi a calci e derubati. L’episodio si inserisce nel contesto di intimidazioni e violenze divenute frequenti dopo la nascita tra gli anni ’80 e il 2001 degli avamposti illegali di Ma’on e Havat Ma’on. Nel timore di essere aggrediti, sottolinea “Operazione Colomba”, molti palestinesi scelgono sentieri alternativi che li costringono a camminare circa due ore per coprire la breve distanza tra Yatta e Tuba. La libertà di movimento è un diritto sancito dall’articolo 12 della Convenzione dell’Onu sui diritti civili e politici, ratificata anche da Israele. Le colonie in Cisgiordania sono state definite “illegali” da sentenze della Corte internazionale di giustizia e da risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’Onu. Secondo un sondaggio pubblicato in questi giorni sui giornali di Tel Aviv, però, gli isrealiani restano divisi: il 47% di loro sarebbe favorevole a sospendere o bloccare l’espansione degli avamposti, una delle condizioni poste dall’Autorità nazionale palestinese (Anp) per la ripresa dei negoziati di pace, mentre il 50% non sarebbe disposto a fare “concessioni”. [VG]
Misna
http://www.misna.org/news.asp?a=1&IDLingua=2&id=260405

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