Alessandra Levanesi"PIOMBO FUSO" SUI PADRI E I FIGLI DI GAZA



Gaza: quante volte l’abbiamo vista nelle inquadrature pressoché standard dei tg, un profilo di case stagliate contro un orizzonte annerito qua e là dal fumo delle esplosioni? Però mai l’abbiamo vissuta dal di dentro come in Piombo fuso, documentario del regista palermitano Stefano Savona, che è riuscito a penetrare nella Striscia dal confine egiziano proprio negli ultimi giorni dell’offensiva israeliana (27 dicembre 2008-18 gennaio 2009), chiamata in codice appunto «Cast Lead». Organizzate in capitoli che indicano date e luoghi, le immagini del film, presentato al festival di Locarno, smentiscono purtroppo le dichiarazioni ufficiali di un attacco mirato solo su obiettivi militari. Edifici distrutti, gente accampata per le strade o in rifugi improvvisati, famiglie che hanno lasciato l’abitazione un attimo prima di perdere tutto. Il dolore per i morti rimasti sotto le macerie, ovunque sguardi vulnerati di adulti e ragazzi, vecchi e bambini; e una rabbia che sale e si traduce immancabilmente nel ritornello: «Sia benedetta Hamas».Con grandi bui Savona, testimone invisibile e muto, racconta le lunghe notti intorno ai falò, mentre nell’oscurità echeggiano parole di guerra: «Sono 23 giorni che viviamo nell’inferno, ma resistiamo. Siamo un popolo di eroi». In una luce limpida e nitida fotografa giornate di caos, ammorbate dalla paura, dalla disperazione, dal rombo minaccioso degli aerei. Dice un uomo: «Per cambiare questa situazione sono disposto a sacrificare i miei figli»; un altro: «Non ce ne andremo mai di qui»; una vecchia: «I nostri occhi non hanno più lacrime. La nostra casa è distrutta e i nostri sentimenti sono sepolti sotto le rovine». Per gli integralisti è facile alimentare l’odio, sono pronti a fomentare la folla, martellano i loro messaggi guerrafondai, inneggiano alla jihad. Invocano da Dio la pazienza, ma anche la vendetta.

(...) [A] fronte di quanto mostra
Piombo fuso, l’appello televisivo del primo ministro Olmert ai palestinesi - «Israele non è il tuo nemico, è Hamas il nemico... siamo dispiaciuti se abbiamo creato problemi ai civili» - suona amaramente ironico. (...)

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