EST - M.O.: Unifil media tra Libano e Israele, il plauso di Le Roy

Roma, 21 mag (Velino) - Intensa attività di mediazione di Unifil tra Libano e Israele nelle ultime ore mentre dal Palazzo di vetro è giunto un plauso all’operato dei caschi blu. Nel giro di una settimana le forze di sicurezza libanesi hanno arresto 18 persone con l’accusa di praticare lo spionaggio a favore di Israele. E tre di queste sarebbero fuggite verso Israele attraversando illegalmente la Linea Blu. Mercoledì notte il ministero degli Esteri di Beirut ha recapitato al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon una protesta formale contro Israele, accusandola di aver creato una rete di spionaggio sul suo territorio. Le autorità del Paese dei cedri hanno anche chiesto ai caschi blu di Unifil di contattare lo Stato ebraico per ottenere l’estradizione dei tre libanesi ricercati per spionaggio. Della loro fuga il Libano ha informato anche Unifil. Da New York, poco dopo la portavoce dell’Onu Marie Okabe affermava che i caschi blu stanno verificando quanto sostenuto da Beirut e ha aggiunto che “ogni attraversamento illegale costituisce una violazione della Linea blu e della risoluzione 1701".Accanto alla questione spie, due altri dossier hanno impegnato i caschi blu: le esercitazioni di Israele e la questione di Ghajar. Pochi giorni addietro le autorità dello Stato ebraico hanno annunciato esercitazioni massicce dei principali corpi delle Forze armate (Idf). La prospettiva ha inquietato il governo di Beirut che, non avendo rapporti diretti con quello di Gerusalemme, ha chiesto più informazioni a Unifil. Il cui comando ha reso noto che le manovre militari che Israele condurrà nei prossimi giorni non hanno obiettivi ostili. È stato lo stesso ufficio del primo ministro di Beirut, Fouad Siniora, a rendere pubblica la comunicazione.Accanto alla questione spie, due altri dossier hanno impegnato i caschi blu: le esercitazioni di Israele e la questione di Ghajar. Pochi giorni addietro le autorità dello Stato ebraico hanno annunciato esercitazioni massicce dei principali corpi delle Forze armate (Idf). La prospettiva ha inquietato il governo di Beirut che, non avendo rapporti diretti con quello di Gerusalemme, ha chiesto più informazioni a Unifil. Il cui comando ha reso noto che le manovre militari che Israele condurrà nei prossimi giorni non hanno obiettivi ostili. È stato lo stesso ufficio del primo ministro di Beirut, Fouad Siniora, a rendere pubblica la comunicazione.

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