I palestinesi cannibali? la propaganda della destra senza decenza







 

Ignobile questa informazione tratta, in maggior parte, da uno dei siti più violenti della destra ed estrema destra  ,per me, che conosco: traduzioni e materiale video contrabbandati come verità ufficiale, circolano tranquillamente spargendo veleno e cecità. ..e poi si fanno le pulci agli "altri " invocando una democratica censura ..ma non hanno il senso della misura questi?Dall'ignobile linciaggio di Ramallah( ripreso non a caso in questi giorni) ,da condannare senza se e senza ma, alle accuse di cannibalismo ce ne corre e lo sanno.. .. visto che la notizia non è stata mai ripresa da nessun serio quotidiano israeliano,ma che importa? lo scopo è la demonizzazione dei palestinesi pur di difendere i settler ,in questo"i soliti" sono sempre più simili alla bieca proganda antiebraica dei fondamentalisti islamici. Giusta questa osservazione
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Ho cercato di impedire quel linciaggio»IL COMMISSARIO PALESTINESE «Ho cercato di impedire quel linciaggio» DAL NOSTRO INVIATO RAMALLAH - Gli agenti, in borghese e con il mitra a tracolla, sono nervosi. Ti scrutano come se fossi una spia. Altri sorvegliano dalle vie laterali il commissariato palestinese dove è avvenuto il linciaggio dei soldati israeliani. La sede, anche se parzialmente distrutta, continua a funzionare. Il comandante degli agenti, il colonnello Kamel Al Sheikh fa del suo meglio e cerca di ricostruire la sua verità su quel maledetto giorno. «Quando la folla è entrata nella stanza mi sono sdraiato sul soldato israeliano cercando di proteggerlo con il mio corpo - ha raccontato ai giornalisti -. Ma i dimostranti mi hanno spinto in un angolo. E non c' è stato nulla da fare». Al Sheikh divide equamente le responsabilità. «Quello che è accaduto è un' umiliazione per me e per la polizia di Ramallah». Ma gli israeliani, ha aggiunto, dovevano evitare che i due militari finissero nel cuore della città palestinese. «Escludo che qualcuno dei miei agenti possa aver partecipato al linciaggio e se ci fosse stato l' avrei fatto arrestare». Al momento dell' assalto nel commissariato c' erano appena 21 agenti, compresi impiegati e cuochi. Quando i due soldati arrivano al commissariato sono in stato di choc e feriti. Uno sanguina da una guancia, l' altro è in canottiera. I dimostranti li hanno percossi. «Con l' aiuto di un altro ufficiale ho cercato di farli uscire da una porta posteriore - ha raccontato il comandante -. Ma la folla aveva bloccato l' uscita. Allora li ho portati nella stanza più protetta al primo piano». Ma i dimostranti sono riusciti a entrare. Al Sheikh sostiene che il suo vice riesce a fermare gli esagitati gridando: «Arrivano gli aerei israeliani». Uno degli soldati è ancora in vita, anche se le sue condizioni sono gravi. Lo caricano su un' auto della polizia e lo trasferiscono al comando israeliano. Al Sheikh assicura che l' inchiesta sugli assassini è già a buon punto. Il comandante deve sbrigarsi se non vuole essere battuto sul tempo. I servizi segreti israeliani sono sulle tracce dei criminali: conoscono i loro volti, forse anche l' identità. Da giorni si nascondono in casa o si sono dati alla clandestinità. Sentono di essere braccati e sanno che Israele non dimentica: «Hanno paura di essere uccisi», hanno confermato fonti della sicurezza. Due ministri israeliani lo hanno promesso: «Li prenderemo uno ad uno, quando meno se lo aspettano. Non sono essere umani ma dei predatori». G. O.


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