Dario Navarra : questa non è la mia Israele


Io ho contribuito a costruire un Paese e, nonostante non sia fiero di come è oggi, credo non sia una cosa da poco. D’altra parte, qui ho seppellito un figlio, qui ho comprato le tombe, qui ho vissuto per sessant’anni. Ora che si celebra il sessantesimo anniversario, mi piace ricordare le conquiste culturali, civili, sociali e agricole del Paese. Non certo quelle militari. La cartiera che ho diretto lavorava mille tonnellate di carta, ora supera le 150.000. Di questo sono orgoglioso. Lo sono meno, quando vedo in televisione i soldati impegnati in operazioni di polizia, di oppressione o peggio. In questi casi mi prende sconforto e rabbia. Non sono cieco di fronte agli attentati, ma non è per questo che abbiamo bonificato le paludi, piantato aranceti, uliveti e orti meravigliosi. Non abbiamo lavorato per allevare una generazione di coloni fanatici, di politicanti che rifacendosi a Dio vogliono distruggere, cancellare un passato glorioso di illuminismo, di pensiero filosofico, di saggezza profetica, di splendida cultura.Continua  qui
Tag: 1948   brutti ricordi

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