Anna Momigliano : antisemita di sinistra io...?

Tutte queste polemiche sugli «ebrei antisemiti» hanno dato i loro frutti. Dopo lo studio pubblicato dall'American Jewish Committee, che puntava il dito contro gli ebrei liberal, e le aspre polemiche nate dal «documento dei 130», firmato da esponenti illustri della comunità ebraica britannica che, come Hobsbawm e Pinter, non si riconoscono nella politica di Gerusalemme, il dubbio si è fatto strada nella coscienza degli ebrei di sinistra nella diaspora («Ho due libri di Noam Chomsky, sarà grave?») e persino degli israeliani («Alle ultime elezioni ho votato Yossi Sarid, sono antisemita anch'io?»)
A dissipare dubbi e sensi di colpa ha provveduto però il Washington Post che, nel mezzo della polemica, ha pensato bene di inserire sul proprio sito internet un comodo quiz (a premi) per fare luce sulla questione: «Sei un antisemita di sinistra? Dieci semplici domande per capire se sei un progressista dabbene». Le domande sono tutte sullo stesso tono: «Di chi è la colpa della guerra in Iraq? a) Bush, Cheney e Rumsfeld; b) Paul Wolfowitz, Richard Pearle e Bill Kristol; c) colpa? Quale colpa?». Poi: «Come si può definire il dibattito sul Medio Oriente in America? a) Aperto e vibrante; b) inesistente, visto che criticare Israele è un tabù; c) sbilanciato a sinistra, perché i proprietari del New York Times hanno paura di sembrare “troppo ebrei”». E ancora: «Il termine neocon indica: a) una corrente di ex gauchisti che si è stufata dello stato sociale; b) un gruppo di intellettuali filoisraeliani che ha sequestrato la nostra politica estera; c) nome in codice per “ebrei” usato dalle persone che hanno risposto b)». Infine: «Cos'è l'Olocausto? a) Il più grande orrore della storia recente; b) una tragedia che, guarda caso, riceve più attenzione del genocidio degli armeni; c) roba da bambini, rispetto a quello che Ahmadinejad ha in mente». Dal quiz escono tre profili di liberal, ognuno dei quali riceve un premio in base alla legge del contrappasso. Prima opzione, sostenitore incondizionato di qualsiasi politica israeliana: «Non sei un antisemita, ma non sei neppure di sinistra. Hai vinto un'abbonamento annuale al bollettino dell'associazione per i diritti civili». Seconda opzione, liberal dabbene, tollerante ed equilibrato, «quasi da dare fastidio, per punizione devi leggere tutti i libri di Barack Obama». Dulcis in fundo, c'è il cripto-giudeofobico travestito da progressista: «Complimenti! Hai vinto un tour guidato nelle sinagoghe di Roma, Buenos Aires, e delle isole turche, colpite da militanti che in realtà ce l'avevano con gli israeliani, non con gli ebrei. In omaggio, il cofanetto deluxe con tutti film di Mel Gibson». L'autore si firma «Joe Lanzmann, pseudonimo di un ebreo liberale che teme ripercussioni». Di cosa Lanzmann abbia paura non è chiaro: forse, teme che anche il suo yiddish humour sia considerato «antisemita»

Il RiformistaData: 07 febbraio 2007








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