"Agli albori di Israele – una riflessione sul sionismo" di Hans Kohn


[...] Negli ultimi tempi mi sono reso conto sempre più che la politica ufficiale dell'organizzazione sionista e gli in tenti della stragrande maggioranza dei sionisti non possono essere assolutamente conciliati con le mie convinzioni e che di conseguenza non posso più ricoprire un incarico direttivo all'interno dell'organizzazione. Il sionismo che io ho soste nuto a partire dal 1909 non è mai stato un sionismo politico. Io e un gruppo di amici vedemmo nel sionismo un movi mento etico-spirituale nel cui ambito possiamo realizzare le nostre convinzioni umane, il nostro pacifismo, liberalismo e umanismo. Ci è stato spesso obiettato che entro i popoli europei non possiamo farci assoluti sostenitori del pacifismo o di una politica etica perché saremmo visti come un popolo estraneo, come traditori. Sion doveva essere il luogo di rea lizzazione delle nostre aspirazioni umane.Da tutto ciò la realtà del movimento sionista e dell'inse diamento ebraico in Palestina è molto lontana. Lei sa che da anni all'interno del movimento sionista ho combattuto a fa vore di quelle idee che erano per me fin dall'inizio sinonimi del sionismo. Esse mi si cristallizzarono più tardi in ciò che si designa come “problema arabo”. Qui risiedeva per me il banco di prova del sionismo. Non a partire da una qualche simpatia per gli arabi o da una qualche valutazione positi va delle loro qualità. Si trattava e si tratta per me non degli arabi, ma degli ebrei, del loro ebraismo e della loro confer ma umana. Qui l'organizzazione sionista, come mi diventò sempre più evidente, ha fallito completamente. L'esperienza decisiva fu l'insurrezione nazionale araba dell'agosto 1929.continua qui

"Agli albori di Israele – una riflessione sul sionismo" di Hans Kohn

1948:brutti ricordi

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