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VIDEO:BILIN, GIORNALISTA PICCHIATO MENTRE FILMA RAID

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Ramallah, 24 novembre 2010, Nena News (foto Haitham al Khatib) – Erano le due e trenta della notte, tra il 23 e il 24 novembre, quando l’esercito israeliano ha di nuovo fatto incursione a Bi’lin, villaggio della Cisgiordania dove il comitato popolare locale da anni protesta contro la costruzione del muro e l’espansione delle colonie. Perquisendo la casa di Adeeb Abu Rahme, figura di spicco del movimento di lotta popolare non violenta, che nonostante la sentenza prevista di 12 mesi di carcere, è ancora in prigione, da 17 mesi, con l’accusa di “incitamento”.Haitham Al Khatib, giornalista e attivista palestinese di Bi’lin, che da anni collabora con l’associazione israeliana B’Tselem, è stato svegliato dalle urla di giovani donne del quartiere. Con un altro giornalista e documentarista, Hamde Abu Rahme, ha tentato di filmare il raid notturno dell’esercito israeliano, venuto ad arrestare Mohammed Abu Rahme, figlio di Adeeb.Mohammed, non ancora sedicenne, è stato picchiato nel corso dell’ar

Referendum in Israele: Kadima contro Netanyahu

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Con 65 voti a favore e 33 contrari, ieri sera la Knesset (il parlamento di Tel Aviv) ha approvato la nuova legge che aggrava la procedura legislativa da seguire per un eventuale ritiro delle truppe israeliane dai territori occupati delle alture del Golan e di Gerusalemme est. Con la nuova normativa in vigore, qualsiasi proposta di ritiro - totale o parziale - dovrà passare attraverso la Knesset e, per essere approvata, ottenere il parere favorevole di due terzi dei suoi membri.   Nel caso di un mancato accordo in parlamento (cosa molto probabile vista la realtà estremamente frammentata della politica israeliana), la decisione verrà rimandata agli elettori, che si esprimeranno attraverso un referendum nazionale. “Si tratta di un disegno di legge estremamente importante per mantenere l'unità del popolo”, ha dichiarato il deputato del Likud e promotore della proposta, Yariv Levin. “Il disegno di legge esprime la necessità di garantire che qualsiasi decisione irreversibile non v

Tobia Zevi :Un referendum ingannevole in Israele

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   Ha fatto discutere in Israele l’approvazione di una legge che impone il referendum per qualunque cessione territoriale futura. In pratica nessun governante israeliano potrà più dare «territori in cambio di pace» senza chiedere il parere dei cittadini. Personalmente ritengo che questa legge, più che un ostacolo alla pace, sia una «truffa» politica: come spesso si afferma, anche in Israele i cittadini sono assai più evoluti della classe politica che hanno eletto. Parlando con la stragrande maggioranza degli israeliani, ci si convince che l’idea di un accordo di pace sia talmente diffusa da non essere più fonte di dibattito. Ci si divide, com’è naturale, su tutto il resto: chi sono gli interlocutori affidabili (se ci sono), cosa non può essere assolutamente reso, quale sia il ruolo degli USA, ecc. Ma sostanzialmente nessuno è contrario a una trattativa per raggiungere lo scopo. In questo contesto i politici sono nell’impasse più assoluta. Netanyahu è ostaggio di una destra oltran

Operazione Colomba:SOLDATI ISRAELIANI DETENGONO BAMBINI PALESTINESI NELLE COLLINE A SUD DI HEBRON

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At-Tuwani – La mattina del 21 novembre, l'esercito israeliano ha detenuto cinque bambini palestinesi con l'accusa di aver lanciato delle pietre. Dall'inizio del 2005, ogni mattina i bambini attendono dal villaggio di Tuba l'arrivo di una pattuglia dell'esercito israeliano incaricata di accompagnarli lungo il percorso più breve che, passando tra l'insediamento israeliano di Ma'on e l'avamposto illegale di Havat Ma'on, porta al villaggio di At-Tuwani, dove si trova la scuola elementare. La scorta ha come obiettivo (quello di) proteggere i bambini dalle violenze dei coloni israeliani dell'avamposto di Havat Ma'on.  [...] La mattina del 21 novembre i bambini stavano aspettando da più di un'ora vicino agli allevamenti di polli situati alla fine dell'insediamento di Ma'on quando, intorno alle ore 8.50, sono arrivati i soldati che avrebbero dovuto scortarli lungo la strada per la scuola. Tuttavia, i soldati, anziché scortare i bambini,

Giorgio Canarutto : quale Israele sosteniamo?

Ha Keillah, ottobre / novembre 2010 Il governo israeliano su richiesta di Liebermann ha recentemente introdotto una norma che richiede ai non ebrei che chiedono di diventare cittadini israeliani di giurare fedeltà allo Stato e di riconoscerne al contempo la natura ebraica e democratica. Noi ebrei sappiamo benissimo che se chiedessero - anche solo agli immigrati che chiedono la cittadinanza - di riconoscere il carattere cattolico dello Stato italiano riconosceremmo subito un carattere autoritario ed antidemocratico nella richiesta e ci sentiremmo considerati cittadini di seconda classe. Questo accade al nostro vicino invece che a noi. Ma la conclusione non cambia. Anche di recente, Netanyahu ha annunciato la ripresa delle costruzioni nelle colonie nei territori occupati. Dichiara al contempo di voler proseguire le trattative di pace con l’Autorità Palestinese. Mi sembra che la prosecuzione di trattative mentre Israele continua ad impossessarsi di terra possa solo significare un

Lamis Andoni : da Balfour a Obama

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From Balfour to Obama - Al Jazeera English  2 novembre 1917, Lord Arthur Balfour, l’allora ministro degli esteri britannico, promise di creare una patria per gli ebrei in Palestina. Il documento, conosciuto come la dichiarazione Balfour, ha gettato le basi per la creazione dello stato di Israele nel 1948. La Palestina era ancora sotto il dominio ottomano quando fu scritto il documento, ma la Gran Bretagna ed i suoi alleati erano molto vicini alla vittoria sul sofferente impero ottomano. Quando, solo un mese dopo, la Gran Bretagna prese il controllo della Palestina, il documento assunse improvvisamente un significato di maggiore portata. La dichiarazione Balfour fu presentata come se fosse equivalente a un atto di proprietà che dava legittimità ai piani del movimento sionista internazionale. Balfour era perfettamente cosciente della presenza di una popolazione indigena araba, ma in un’epoca che era ancora precedente al diritto internazionale, alla Carta delle Nazioni Unite e all