Aziza Nofal Le famiglie di agricoltori in Cisgiordania si ritirano nelle caverne mentre i coloni circondano la terra


Tag   Palestina :area C annessione strisciante - occupazione militare

 

Sintesi Traduzione


4 aprile 2021

RAMALLAH, West Bank - “Tutta questa terra è mia. L'ho ereditato da mio nonno e mio padre, ed è registrato dai tempi ottomani come provano i documenti ", ha detto Issa Abu Kebash, indicando la terra che si estende sulla cima della montagna Khirbet al-Radhim. Abu Kebash, 74 anni, ha dichiarato che la sua terra è a rischio di confisca da parte delle autorità israeliane perché si trova vicino alla linea verde, il confine di separazione tra i territori palestinesi occupati nel 1967 e quelli occupati nel 1948.
La terra di Abu Kebash, a sud della città di Samou nel sud della Cisgiordania, si trova all'interno dell'Area C , sotto il controllo amministrativo e di sicurezza israeliano. È circondato da insediamenti su tre lati e il quarto è il muro di separazione. Ha aggiunto che è diventata una prigione per la sua famiglia e per altre sei famiglie che ancora vivono lì. La sua famiglia vive in una grotta conosciuta localmente come Tur. Anche una delle altre famiglie ha la sua grotta.
L'area una volta era piena di abitanti che coltivavano la terra su cui vivevano. Quando Israele prese il controllo dell'area nel 1967, la maggior parte dei residenti partì per la vicina
città.
Mohammad Nidal, un ingegnere civile che lavora per il comune di Samou, ha aiutato Al-Monitor a raggiungere il sito. Ha sottolineato che la terra,
considerata parte del comune di Samou, è una delle otto khirbets (piccole comunità) minacciate dagli insediamenti e dall' annessione intorno a Samou. La sua posizione nell'Area C rende difficile per il comune fornire servizi, come l'estensione delle linee elettriche o la costruzione di strade, poiché necessita dell'approvazione delle autorità israeliane.
Prima del 1948 Khirbet al-Radhim era abitata da agricoltori. ma dopo il 1948, le vessazioni israeliane portarono la maggior parte degli abitanti ad abbandonare l'area per Samou e solo una dozzina di famiglie vi rimasero .
Con l'inizio dell'insediamento israeliano nell'area nel 1984 e la costruzione del muro di separazione, più famiglie sono fuggite dagli attacchi dei coloni e dell'esercito israeliano, ha detto Nidal. Non ci sono dati disponibili su quante famiglie una volta vivevano lì, ma ora ne rimangono solo sette.
Secondo Nidal, la presenza di queste famiglie è l'unica difesa dell'area poiché i coloni costruiscono avamposti che si espandono e vengono poi legalizzati, come nell'insediamento di Asael a ovest di Khirbet al-Radhim.
Un gruppo di avvocati ha recentemente costituito il Comitato di supporto legale per l'Area C e fornisce assistenza legale ai residenti nei tribunali israeliani.
Una giornata a Khirbet al-Radhim con la famiglia di Issa Abu Kebash mette a nudo la dura vita di queste famiglie palestinesi : “La nostra vita è molto difficile, ma la nostra presenza su questa terra è l'unica cosa che la protegge. Gli insediamenti divoreranno la terra abbandonata dalla sua gente ".
La terra di Abu Kebash si estende per oltre 150 dunum ,lui coltiva grano, ortaggi e uva e alleva api, polli e altro bestiame. Il burro, il miele e il burro chiarificato che produce sono la sua unica fonte di sostentamento in questa zona isolata.
Il padre ha cercato di espandere la sua casa-grotta costruendo una struttura in mattoni e cemento e un tetto di lamiera, ma la demolizione è una minaccia costante . "Hanno demolito cinque delle mie case e hanno cercato di demolire la grotta, ma non sono stati in grado di farlo", ha detto.
Abu Kebash ha chiesto tre volte all'amministrazione civile israeliana un permesso di costruzione per edificare una struttura per la la sua famiglia, ma ogni richiesta è stata respinta per motivi di sicurezza.
All'interno della grotta, le pareti di roccia sono annerite dal riscaldamento e dal fuoco per cucinare e ci sono pile di materassi, coperte e utensili da cucina. Rania, la figlia maggiore, ha dipinto murales colorati sui muri.
C'è una sola lampadina che trae elettricità dalle celle solari, che la famiglia ha ottenuto con l'aiuto della Danimarca.
Durante l'inverno, le pozzanghere di acqua piovana ai piedi della montagna bloccano completamente la strada. Le famiglie sono intrappolate nelle loro caverne finché l'acqua non si ritira.
Abu Kebash deve anche fornire acqua potabile e acqua per l'irrigazione in un'area che in estate diventa arida e arida. Deve acquistare acqua a prezzi esorbitanti per soddisfare le esigenze della sua casa e della sua terra.
Abu Kebash ha otto figlie di età compresa tra 2 e 20 anni. La loro madre è nei campi la maggior parte del giorno, quindi Rania si assume la piena responsabilità della casa, mungendo le mucche, preparando burro e burro chiarificato, cuocendo il pane e prendendosi cura degli animali.
Rania è riuscita a completare gli studi liceali, ma le asperità della strada e la lontananza della famiglia dal centro del paese le hanno impedito gli studi universitari. Ha detto ad Al-Monitor che lei e le sue sorelle lasciano la casa solo per andare al campo solo e aiutare i loro genitori. Suo padre guida il trattore, il loro unico mezzo di trasporto, in città ogni 10 giorni circa. Vende ciò che la terra e il bestiame producono e compra ciò che può con le entrate.
Rania ricorda le difficoltà di andare a scuola così lontano da casa : un viaggio che tra andata e ritorno dura tutto il giorno. Suo padre la portava con il trattore fino alla strada principale, dove poi prendeva la scuolabus. Sua sorella minore ora deve affrontare le stesse sfide.
Due anni fa la vita è diventata più difficile per Rania e le sue sorelle quando un colono si è impadronito di un appezzamento di terra e ha iniziato a bloccarli, inseguendole quando andavano nei campi e liberando i cani per attaccarle
Oggi Rania dice che tutto ciò che vuole è poter andare in città a studiare arte, che considera il suo unico sbocco.

Farming families in West Bank retreat to caves as settlers encircle land


RAMALLAH, West Bank — “All this land is mine. I inherited it from my grandfather and father, and it is registered from the Ottoman days with document proof,” said Issa Abu Kebash, pointing to land extending over the Khirbet al-Radhim mountaintop. Abu Kebash, 74, said his land is at risk of confiscation by the Israeli authorities because it is located near the Green Line, the separating border between the occupied Palestinian territories in 1967 and those occupied in 1948.

Abu Kebash’s land, south of the town of Samou in the southern West Bank, is within Area C, which is under Israeli security and administrative control. It is surrounded by settlements on three sides, and the fourth is the separation wall. He said it's become a prison for his family and six other families still living there. His family lives in a cave known locally as Tur. One of the other families has its own cave as well.

Abu Kebash told Al-Monitor that the areathe area was once full of inhabitants who farmed the land they lived on. When Israel took control of the area in 1967, most of the residents left for the nearby town.

Mohammad Nidal, a civil engineer working for the Samou municipality, helped Al-Monitor reach the site. He said that the land, which is considered part of the Samou municipality, is one of eight khirbets (small communities) threatened with settlement and annexation around Samou. Its location in Area C makes it difficult for the municipality to provide services, like extending electricity lines or building roads, as it needs the approval of the Israeli authorities.

Nidal said that before 1948, Khirbet al-Radhim was inhabited by farmers. But after 1948, Israeli harassment led to most inhabitants abandoning the area for Samou and only a dozen families stood their ground. 

With the beginning of Israeli settlement in the area in 1984 and the construction of the separation wall, more families fled attacks by the settlers and the Israeli army, Nidal said. There is no data available on how many families once lived there but now only seven remain: Abu Kebash, Zaareer, Al-Mahariq and four Awada family groups.

According to Nidal, these families' presence is the area's only defense as the settlers build outposts that expand and are then legalized, like in the Asael settlement west of Khirbet al-Radhim.

A group of lawyers recently formed the Legal Support Committee for Area C and provides legal assistance to residents in Israeli courts.

A day in Khirbet al-Radhim with Issa Abu Kebash’s family exposes the harsh life of these Palestinian families. Abu Kebash told Al-Monitor, “Our life is very difficult, but our presence on this land is the only thing that protects it. Settlements will devour the land abandoned by its people."

Abu Kebash’s land extends over 150 dunums where he grows wheat, vegetables and grapes and raises bees, chickens and other livestock. The butter, honey and ghee he produces are his only source of livelihood in this isolated area.

The father has tried to expand his cave home by building a brick and cement structure and a tin roof, but demolition is a constant threat. “They demolished five of my houses and they tried to demolish the cave, but they were not able to,” he said.

Abu Kebash applied three times to the Israeli Civil Administration for a construction permit to build a structure for his family to live in, but each request was rejected on security grounds.

Inside the cave, the rock walls are blackened from the family's heating and cooking fire and there are stacks of mattresses, blankets and kitchen utensils. Rania, the eldest daughter, has painted colorful murals onto the walls.

There is a single light bulb that draws electricity from solar cells, which the family obtained with help from Denmark.

During the winter, rainwater puddles at the foot of the mountain, completely blocking the road. Families are trapped in their caves until the water recedes.

Abu Kebash must also provide drinking and irrigation water in an area that turns dry and barren in the summer. He has to buy water at exorbitant prices to meet the needs of his house and land.

Abu Kebash has eight daughters aged 2-20. Their mother is in the field most of the daytime so Rania takes full responsibility for the house, milking the cows, preparing butter and ghee, baking bread and taking care of the animals.

Rania was able to complete her high school education, but the roughness of the road and the family's distance from the town center have kept her from university studies. She told Al-Monitor that she and her sisters only leave the house for the field to help their parents. Her father drives his tractor, their only means of transportation, to town every 10 days or so. He sells what the land and livestock produce and buys what he can with the revenue.

Rania recalls the hardships of going to school so far from home. She said that the back-and-forth trip took all day. Her father would drive her on the tractor to the main street, where she would catch the school bus. Her younger sister now faces the same challenges.

Two years ago, life became more difficult for Rania and her sisters when a settler seized a nearbby plot of land, and began blocking their way, chasing them when they went to the fields and releasing dogs to attack them.

Today, Rania says all she wants is to be able to go into town to study art, which she considers her only outlet.

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