If Omar Shakir deserves to be deported, then so do I and others like me. Shakir is being expelled for his views. But his views are my views exactly, even though we’ve never met. If they are forbidden and dangerous, then everyone who advocates them must be deported.
Therefore, it is obligatory to deport everyone who holds those positions that were prohibited Tuesday by the Supreme Court, sitting as the State of Israel’s Court of Thought Control.
But let’s not get carried away: That was the intention of those who legislated the BDS law, the propagandists of the Strategic Affairs Ministry and right-wing NGOs, with the support of the High Court of Justice, which gave the law its imprimatur.
Today it’s foreigners, tomorrow it will be Israelis. Because what’s the difference? If an opinion is dangerous, it should be forbidden to all. We’ll start with foreigners, go on to deporting Arab citizens who support a boycott, and we’ll finish off with the leftists. We’ll start with those who support sanctions against Israel, continue with those who oppose the occupation and finish with those who dare to criticize Israel.
The court gave a clear green light to this inevitable slippery slope. What else will enlightened Justices Neal Hendel, Noam Sohlberg and Yael Willner, who approved Shakir’s deportation without finding any fault with him, say about deporting an Israeli Arab who calls for a boycott, after a relevant amendment is made to the law?
There will already be a precedent for deporting a person because of his views, approved by the Supreme Court. which paved the way for continuing this destructiveness and silencing, until there will be no one left to stop this Erdanism.We’ll have to remember this about the court down the road. Continue to be impressed by it, to fight for its independence and existence, so you, its devotees, can feel enlightened in your own eyes.
Appena quattro anni fa il ministero della difesa israeliano ha deciso di fare una cosa apparentemente elementare: creare un database completo degli insediamenti nei Territori occupati. Il progetto è stato affidato a Baruch Spiegel, generale di brigata della riserva e aiutante di campo dell’allora ministro della difesa Shaul Mofaz. Per più di due anni Spiegel e i suoi collaboratori (che hanno sottoscritto un impegno alla riservatezza) hanno raccolto dati in modo sistematico, soprattutto dall’Amministrazione civile, l’autorità israeliana che gestisce i permessi di costruzione in Cisgiordania. continua qui Colonie fuorilegge, di Uri Blau [24 - 06 - 2009] Allegati : Reazioni Internazionali NUOVI INSEDIAMENTI ISRAELIANI: PER L'ONU “CONTRARI AL DIRITTO INTERNAZIONALE” COMMISSIONE EUROPEA, ECONOMIA “STRANGOLATA” DA INSEDIAMENTI Zvi Schuldiner QUEL SILENZIO PIOMBATO SULLE COLONIE Il CMC a Israele: stop colonie George Friedman Gli Insediamenti in Cisgiordania e il futuro delle relazioni ...
Opinion //The Sioux-Palestine pipeline - Opinion Just as the Sioux nation has arisen in rebellion, so are the people in Sussia, Jisr al-Zarqa, Isawiyah and elsewhere fighting for their heritage, their roots, their present, their future and their children – as communities and as a nation. haaretz.com Sintesi personale "Dakota", nella lingua delle nazioni dei nativi americani , significa alleati o amici , un'apertura adatta per un testo scritto alla data delle elezioni presidenziali degli Stati Uniti. "Pregate con una preghiera laica per noi", un'amica di New York ha scritto, in risposta ad una domanda su come lei e il suo partner vivessero queste elezioni . Durante le primarie avevano votato per Bernie Sanders, o forse avevano diviso i loro voti tra lui e Hillary Clinton. La tendenza di "Facebookly corretta", nel dire che non vi è alcuna differenza tra Donald Trump e Cl...
http://comune-info.net/…/la-taverna-delle-erbe-e-una-stori…/ Patrizia Cecconi Una gran bella partenza. È un brindisi prezioso e avvincente quello che saluta il 2016 offrendo alla nostra campagna una taverna delle erbe più libere, quelle selvatiche. Patrizia, che con eleganza e passione racconta abitualmente su queste pagine storie molto laiche di Palestina e di erbacce, ci farà presto conoscere la data. Per questa volta, intanto, scrive di una storia islamica che svela uno dei mondi diversi tanto cari a Comune . Una storia piccola piccola, capace di sorprendere e far sorridere, nella sua delicatezza, della stoltezza e della meschinità di una fobia e di un pregiudizio che perfino nella notte di fine anno hanno dilagato nelle città di mezza Europa Martín regala un disegno alla nostra campagna di Patrizia Cecconi Eccomi qui, di nuovo a fare “Comune insieme” dopo un po’ di assenza forzata. Torno, ma in realtà non mi sono mai allontanata davvero, e ...
Lungo il confine di Gaza, sparano (anche) ai medici, o no? 28 maggio 2018, Haaretz Un’ambulanza al minuto, 1.300 persone colpite in un giorno: l’ospedale Shifa di Gaza affronta un’emergenza che travolgerebbe i migliori ospedali del mondo. Dati clinici internazionali dicono che qualunque sistema sanitario occidentale collasserebbe se dovesse curare tante ferite da arma da fuoco ogni giorno quante ve ne sono state nella Striscia di Gaza il 14 maggio. Eppure il sistema sanitario di Gaza, che per anni è stato sull’orlo del collasso in seguito all’assedio israeliano ed alle lotte intestine palestinesi, ha sorprendentemente dimostrato di essere all’altezza della sfida. In Israele gli avvenimenti del 14 maggio sono già storia. Nella Striscia, le loro sanguinose conseguenze segneranno la vita di migliaia di famiglie negli anni a venire. La cosa più scioccante, più dell’alto numero dei morti, è il numero delle persone ferite da armi da fuoco: circa metà del...
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