giovedì 6 luglio 2017

Ebrei contro l'occupazione: commento sul Rapporto sull'antisemitismo in Italia


 
 
 
Ebre Contro l'Occupazione
rete-eco.it
Rete ECO: commento sul Rapporto sull'antisemitismo in Italia

Il "Rapporto sull’antisemitismo in Italia nel 2016", pubblicato
dall'Osservatorio antisemitismo del CDEC, è una lettura non facile che fa
riflettere. Ciò non solo per la descrizione di episodi antiebraici che purtroppo
persistono in Italia, ma anche per i pregiudizi e le generalizzazioni che il testo
stesso esprime nei confronti di chi critica lo Stato di Israele e l'ideologia
politica del sionismo, e soprattutto nei confronti di chi sostiene la strategia
politica del boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS).
Due pratiche che il CDEC e l'Osservatorio antisemitismo dovrebbero combattere, piuttosto che
tollerare e promuovere, sono l'addossamento di colpe per associazione (ovvero, il caratterizzare
negativamente un intero gruppo in base alle idee o azioni di alcuni individui), e la negazione o la
minimizzazione di discriminazioni e persecuzioni. Purtroppo, il rapporto commette entrambe queste
ingiustizie.
L'antisemitismo esiste, ed è effettivamente espresso a volte nel liguaggio dell'antisionismo (proprio
come è talvolta espresso invece in termini di appoggio allo Stato di Israele*). Ma c'è una grande
differenza tra pregiudizi e accuse infondate rivolte a una minoranza, e legittime critiche per le
effettive azioni e politiche di uno Stato (che peraltro oggi è una potenza regionale), e confondere
antisemitismo e antisionismo è pericoloso per due motivi:
1. l'allarme per l'antisemitismo reale perde credibilità.
2. confondendo i due termini si negano o banalizzano le devastanti conseguenze del sionismo per i
palestinesi, nel presente come nel passato, insinuando che non ci sarebbe nessun motivo di opporsi
al sionismo se non per mero odio verso gli ebrei.
BDS non è altro che una forma di protesta non-violenta contro l'ingiustizia e la violazione di diritti
umani perpetrati dallo Stato d'Israele nei confronti dei palestinesi. Negare a priori la legittimità di
questa forma di protesta significa negare l'esistenza o la gravità di tali violazioni (ben documentate
da organizzazioni quali B'tselem e Human Rights Watch), e/o negare il diritto dei palestinesi e di
altri di opporsi ad esse.
Quando le critiche mosse allo Stato d'Israele vengono automaticamente definite "antisemitismo",
questo conferisce attendibilità a chi identifica Israele con l'ebraismo tutto, e all'opinione - sì
antisemita - che gli aspetti negativi del sionismo e dello Stato d'Israele in qualche modo rispecchino
inerenti (e inevitabilmente stereotipate) caratteristiche o insegnamenti dell'ebraismo. È alquanto
preoccupante quando il razzismo riceve una tale spinta proprio da coloro che si dovrebbero dedicare
a combatterlo.
Nell'interesse di una lotta efficace contro tutte le forme di razzismo, antisemitismo compreso, e al
fine di ottenere giustizia ed eguaglianza in Israele/Palestina, ci auguriamo che il CDEC e
l'Osservatorio antisemitismo prendano atto di queste considerazioni in futuro.
Rete ECO - Ebrei Contro l'Occupazione
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* C'è chi sostiene Israele per difendersi da accuse di razzismo o fascismo, per esempio, o chi appoggia il sionismo
perché utile a sbarazzare i paesi "bianchi e cristiani" dalle loro minoranze ebraiche, o ancora, ci sono antisemiti
islamofobi che però sostengono Israele in quanto "nemico dei musulmani".

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