mercoledì 6 luglio 2016

Zvi Bar'el: Facebook non incita i palestinesi, la realtà lo fa e si chiama occupazione







Sintesi personale

Mark Zuckerberg ha il  sangue sulle sue mani . Il test del DNA eseguito da ministro della Pubblica sicurezza Gilad Erdan ha dimostrato che è il sangue degli ebrei assassinati dai giovani    dipende anche  da Facebook. . Queste ha detto in un'intervista a Canale 2 di "Meet the Press".
Erdan non ha inventato le accuse contro l'incitamento. L'incitamento è conosciuta in tutto il mondo come un fattore che può incoraggiare il terrorismo  e in qualche modo legittimarlo La domanda alla quale  Erdan non risponde è questa: se l'effetto di Facebook e  dei social media è così travolgente da stimolare  la  giovane generazione di palestinesi ad adottare il terrore come mezzo di azione,  perchè  una protesta di maggiori  dimensioni  non è iniziata ,  come ci si aspetterebbe, da  una popolazione dove la maggior parte dei giovani utilizza  i social media? 
Una delle risposte è che i social media  non sono realmente in grado di innescare un'azione di massa. I social media non sono quelli  che hanno  generato la primavera araba, la rivolta in Iran nel 2009   Coloro che vogliono attribuire ai social media il potere di spingere gli altri ad agire devono spiegare come mai  la prima e la seconda intifada siano scoppiati  e come  mai gli attacchi terroristici degli anni 1970 e del 1980 hanno avuto legittimità tra i palestinesi.
.La verità è che la risposta a questa domanda si trova in quello che potrebbe essere definita come " è la realtà che incita" : Una  realtà condivisa da popoli sotto occupazione, popolazioni che vivono in condizioni di terribile angoscia e ,quindi, non vi è alcuna necessità di  incoraggiamento all'azione. .In tali condizioni si crea una "comunità di angoscia" i cui membri sono legati da un denominatore comune :  l'aspirazione a sbarazzarsi della causa della loro angoscia. Nel caso dei palestinesi dall' 'occupazione.
Queste comunità non hanno bisogno di internet per conoscere il disagio che soffrono , ma  attraverso i social media scoprono i partner . Quando è la realtà stessa che incita , la maggior parte dei membri di tale comunità non agisce direttamente, ma cerca  di trasmettere informazioni,di  sfogarsi e  di cercare di sopravvivere. Coloro che svolgono attacchi o sono uccisi nelle manifestazioni, coloro che sono disposti a rischiare la vita per una tale comunità, ricevono  non  necessariamente il supporto per l'attacco, ma piuttosto per quello che tale azione  rappresenta.
Allo stesso modo si potrebbe accusare di 'incitamento  in Israele :    le varie versioni del "Il Re della  Torah", le canzoni del rapper di destra "The Shadow", gli slogan di Beitar Jerusalem hooligan , ma queste non portano masse di ebrei nella strade per attaccare gli arabi e  non spingono  più persone a unirsi ai cosiddetti "tag  price ",  attacchi dei coloni. La risposta è simile. Il razzismo è percepito come legittimo perché gli ebrei sentono che sono una comunità in difficoltà,
  Erdan si scaglia contro Facebook  in quanto permette ai palestinesi di rafforzare il loro comune denominatore ,  ossia di essere una comunità occupata  . In questo si unisce  a un venerabile gruppo di leader : Hosni Mubarak che ha oscurato Internet,  il  presidente tunisino deposto Zine al-Abidine Ben Al, l' iraniano Ali Khamenei che vieta l'uso di Facebook,   Recip Tayyip Erdogan.Questi leader  credono che chiunque spenga  Facebook, distrugga la comunità nata dall' angoscia e  garantisca l'ordine  da loro determinato 

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