sabato 11 giugno 2016

Efraim Halevy critica il militarismo di Netanyahu ,l'uso politico della Shoah e invita a colloqui con Hamas




 Sintesi personale

Dopo l’attacco mortale a Tel Aviv la scorsa notte, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha convocato  una riunione di governo di emergenza per oggi, ma cosa dirà? Sicuramente che tutti i palestinesi  devono essere maggiormente puniti :  maggiori restrizioni sui movimenti dei palestinesi della Cisgiordania, più demolizioni  delle case delle  famiglie legate agli   assalitori, più denunce alla  leadership palestinese.
 Israele è nel bel mezzo di una crisi politica,  con un leader militare della  sicurezza che afferma che  il governo di Netanyahu  incita alla violenza e che senza un cammino verso la libertà, i palestinesi resisteranno ancora di più  all'occupante.  Efraim Halevy  ha dichiarato  la settimana scorsa che l'ondata di attacchi con il  coltello  dei palestinesi era inevitabile a causa dell'occupazione,  che Israele dovrebbe smettere di demonizzare Hamas perché i leader militari vogliono lavorare con Hamas. Esattamente il contrario di ciò che Netanyahu ha sempre detto .
Halevy è stato intervistato alla televisione araba  Al Jazeera da Mehdi Hasan [parte 1], e h attaccato l'approccio di Netanyahu  al  presunto terrorismo,   specificando  che ci sono "diversi tipi di terrorismo"  :
“Io non condivido  come Netanyahu descrive il terrorismo. Credo che ci siano vari tipi di terrorismo. Ci sono alcuni gruppi nel mondo terrorista con i quali  dobbiamo avere un dialogo ... “
Ha criticato Netanyahu per la sua sfuriata con il segretario generale   per aver detto che l'occupazione ha prodotto resistenza violenta. Alla domanda se esiste una relazione tra occupazione militare israeliana e la violenza di alcuni palestinesi, Halevy ha risposto affermativamente :
“Sfortunatamente sì. Bisogna ammettere che da quando abbiamo il controllo della Cisgiordania   non vi  è alcun orizzonte politico per modificare la situazione verso uno Stato, comunque lo si voglia chiamare. Così ci saranno persone che ritengono  di dover lottare contro questo status quo"
Questo è proprio quello che il tenente Generale Yair Golan ha detto nel  giorno dell'Olocausto -  I palestinesi sono persone normali che stanno  resistendo all'occupazione, mentre Israele sta esibendo i tratti della Germania nazista. "Non c'è niente di più facile che odiare l'alieno. Nulla è più facile e più semplice  che  provocare ansia e orrore. Nulla è più facile e più semplice dell’  abbrutimento, dell’  auto-giustizia ". A sua volta Moshe Ya'alon ha avvertito del rischio di  fascismo nella società israeliana. Secondo lui il governo  di Netanyahu  è alla fine  Ha aggiunto  che respinge di   Netanyahu  lo  sciovinismo militante e che  Hamas deve essere trattato come forza politica   e tutti i vertici militari israeliani lo sanno. "Bisogna avere un orizzonte politico e non solo una politica militare"  riferendosi a  Gaza:
“ Se si va ora in Israele e parlare con i comandanti sul campo della IDF ... Ogni comandante di brigata  ritiene che la situazione migliore per Israele in questo momento  sia  che Hamas vi resti   e non sia  sostituito da  altri  . La politica militare non basta se non vi è una linea politica “.
Halevy ha sottolineato  che Israele invade Gaza evidenziando  disprezzo per le vittime civili   e ha approvato che  ex funzionari americani parlino  con Hamas.. Ha  espresso preoccupazione in quanto il  "terrorismo ebraico" è in aumento ed è sostenuto dall’opinione pubblica e  da  ministri e politici israeliani.
E intanto  Netanyahu sta abusando  dell' Olocausto per giustificare le sue politiche di paura, infatti  Halevy ha specificato che la sicurezza di Israele è garantita "per 1000 anni" e l'Iran non è mai stata una minaccia esistenziale:
" Credo che non vi sia alcuna minaccia all'esistenza di Israele ,  le nostre capacità   sia difensive  che offensive  sono tali che possiamo essere sicuri e certi   che l'esistenza di Israele è assicurato per i prossimi  1000 anni ....So che molte autrevoli  persone condividono questa  tesi  ,ma  la paura può essere utilizzata come strumento per assicurare il supporto a Israele Coloro che citano la minaccia esistenziale  evocano,infatti,  la  Shoah. Credo che non ci sia paragone tra l'Olocausto e ciò che sta accadendo ora. Durante l'Olocausto eravamo indifesi,  oggi siamo la più forte potenza militare in Medio Oriente.
Quindi le spacconate  feroci di Netanyahu  che paralizzano il mondo intero quando si è cercato di puntare a una svolta diplomatica, sono dirette all'opinione pubblica interna". Halevy ha descritto Netanyahu come un cinico completo:
"Guardate come  è silenziosa la maggior parte dei leader israeliani sull'Iran. Improvvisamente  c'è  quasi un silenzio assordante. Mentre prima  che l'accordo  fosse firmato, quasi ogni giorno la gente protestava  e così via, improvvisamente il tono è cambiato . Così il primo  ministro israeliano  va  a Mosca,  parla con il presidente russo,mentre gli iraniani sono probabilmente uno dei più grandi alleati dei russi in Medio Oriente."
Nessuna di queste analisi sono riportate  nella  stampa americana dove  Netanyahu è ancora trattato come una figura sacra , anche dopo che ha insultato il nostro presidente. Egli non viene mai messo in discussione come  solitamente si fa con un  politico normale, mentre tutti nella leadership israeliana lo conoscono come il politico più cinico mai incontrato. .
Nessun politico negli Stati Uniti potrebbe far proprie queste  accuse oneste e critiche nei confronti di Netanyahu e sopportare la tempesta di critiche che ne deriverebbero . 
Questa intervista dimostra che il governo israeliano è isolato all'interno  ,  ma blocca la nostra  élite.
Guardate cosa è successo a James Fallows un anno fa  quando ha avuto il coraggio di mormorare quanto Halevy e altri leader della sicurezza israeliana hanno detto senza mezzi termini:  Netanyahu sta manipolando l'Olocausto e si oppone  a un accordo che non costituisce alcun rischio per Israele  ed è un bene per il mondo. James Kirchick ha mandato a dire   che Fallows era un antisemita:

Con tali sbavature la discussione americana  va nella   direzione pro-Israele.,ma la critia a Netanyahu da parte dei leader israeliani   determina l'inizio del  conto alla rovescia





In an Al Jazeera interview, former Mossad chief Efraim Halevy trashes PM Netanyahu for misusing the…
mondoweiss.net
 
After the killings in a Tel Aviv market last night, Prime Minister Benjamin Netanyahu called an emergency cabinet meeting for today, but what will he say? Surely that Palestinians as a whole have to be punished even more for acts of violence a few undertake. Look for more restrictions on the movements of West Bank Palestinians, more house demolitions of families related to assailants, more denunciations of Palestinian leadership.
But Israel is in the midst of a political crisis, with one military/security leader after another saying that Netanyahu’s government is inciting violence; and that without a path to freedom, Palestinians are bound to resist the occupier.
The latest is the former head of the Israeli intelligence service, Efraim Halevy, who said last week that the wave of Palestinian knife attacks was inevitable because of the occupation, and that Israel should stop demonizing Hamas because military leaders want to work with Hamas. Exactly the opposite of what Netanyahu has said.
Halevy was interviewed on Al Jazeera by Mehdi Hasan [part 1], and began by criticizing Netanyahu’s approach to alleged terrorism. Halevy said there are “various types of terrorism”– and some terrorists need to be bargained with!
I do not subscribe to the way that Netanyahu describes terrorism. I believe that there are various types of terrorism. There are certain groups in the terrorist world with which we should have a dialogue…
He criticized Netanyahu for getting angry at UN Secretary General Ban Ki-moon for saying that the occupation produced violent resistance.
I think it was a kneejerk reaction to a statement of the secretary general. I believe it was probably politically motivated. I personally would have avoided such a statement.
Asked if there is a relationship between Israel’s military occupation and the violence of some Palestinians, Halevy said Yes.
Unfortunately, yes. I think one has to admit that since we are in control of the West Bank and since there is no political movement to move the situation in the West Bank to somewhere else and to give it a different either status or whatever you like to call it, I think one should expect unfortunately that there will be people who think that they have to rise up and who have to fight against it. That’s why I believe that we always have to offer our enemies alternatives to violence and I think we have not been all that good in doing so.
This is just what Lt. General Yair Golan said in his Holocaust remembrance day speech that so angered the prime minister. Palestinians are normal people who are going to resist occupation, while Israel is exhibiting traits of Nazi Germany. “There is nothing easier than hating the alien. Nothing is easier and more simple than provoking anxiety and horror. Nothing is easier and simpler than brutalization, jadedness and self-righteousness,” Golan said, then a week later Moshe Ya’alon resigned as defense minister, warning about fascism in Israeli society, and Netanyahu appointed the rightwinger Avigdor Lieberman to replace Ya’alon.
Halevy said that Netanyahu’s days are numbered. These recent events
herald the beginning of the countdown to the end of the administration of Mr. Netanyahu. This is going to be the first shot in a series of events which I believe might come about in the next year or two which will bring the transition from the Netanyahu era to a different era.
The 82-year-old former spook further defied Netanyahu by dismissing the premier’s spirit of militant chauvinism. He said Hamas must be treated as a normal political force– and all the Israeli military brass know it. “You have to have a political policy and not just a military policy,” he said, a direct slap at Netanyahu’s policy of repressing Gaza.
Let me let you into a secret, OK? If you go now to Israel and speak to the commanders in the field of the IDF… Every brigade commander who has been commanding a unit opposite the Gaza strip believes that the best situation for Israel at this point in time is that the Hamas should be there rather than anybody else. They are there to stay for a long period of time… You have to have a political policy and not just a military policy.

Halevy said that Israel invades Gaza with a disregard for civilian casualties, and he approved of former American officials talking to Hamas.
Echoing Golan, he expressed the concern that “Jewish terror” is on the rise and has gained support from the Israeli public and ministers and politicians.
And meantime, Netanyahu is misusing the Holocaust to justify fearful policies, Halevy said. Because Israel’s security is assured “for 1000 years,” and Iran was never an existential threat.
I believe there is no existential threat to Israel from anybody in the world including the Iranians…  The total of all our capabilities, both defensive and offensive, are such that we can be sure and assured, that the existence of Israel is assured for the next 1000 years….
I know many people in the establishment who believe what I’m saying, that we have sufficient capability to assure our existence. Why is fear being used as a tool to assure Israel’s support of one side or another? This unfortunately goes back to our recent history of the last 100 years. Because those who quote the existential threat also go back to the Holocaust. I believe there is no comparison between the Holocaust and what is happening now. Because in the Holocaust we were defenseless; and today we are the strongest military power in the middle east.
So all of Netanyahu’s ferocious bluster against the deal– paralyzing the entire world as it tried to achieve a breakthrough in diplomacy, by marshaling the U.S. Jewish community and Israel lobby behind him — was for domestic political consumption. Halevy described Netanyahu as a complete cynic:
Because.. look how silent most of the Israeli leaders are on Iran. Suddenly, it’s almost a deafening silence. Whereas before the deal was signed, almost every day people were railing against it and so forth, suddenly the tone has changed and suddenly it’s possible for the Israeli prime minister to go to Moscow, and to talk to the Russian president at the same time that the Iranians are coming to Moscow too, and they are now probably one of the biggest allies of the Russians in the Middle East.
The bottom line on this interview is that Halevy is trashing Netanyahu right and left on Al Jazeera and none of this is in the American press. Netanyahu is still treated as a sacred figure in our MSM, even after he insulted our president; and the head of a Democratic thinktank fawns over him like Ghandi or Mandela and Hillary Clinton says he’ll be coming to the White House if she’s elected in the first month. He is never questioned like a normal politician, while everyone in Israeli leadership knows him as the most cynical politician they have ever met. What contempt Netanyahu has for American politics.
Of course Bernie Sanders sought to end that bar in April when he said, “There comes a time when if we pursue justice and peace we are going to have to say that Netanyahu is not right all of the time.”
But no politician in the U.S. could make this series of honest accusations and criticisms against Netanyahu and withstand the storm of criticism that would follow. Clinton has yet to utter a word against him; and Donald Trump will be visiting Israel soon to get his photo-op with the leader called a fascist by the men who know him best.
This interview shows that the Israeli government has lost everyone at this point but the right wing and the American power structure: it’s lost Europe, it’s lost the American left, it’s lost young American Jews, it’s lost its own security establishment. And still it hangs on to our elites.
Look what happened to James Fallows a year ago when he dared to murmur what Halevy and other Israeli security leaders have said baldly, that Netanyahu is manipulating the Holocaust to oppose a deal that poses no risk to Israel and is good for the world. Tablet magazine’s James Kirchick jumped in to say that Fallows was an anti-Semite:
To be a warmonger out of unreasonable and misplaced fears that impel you to manipulate the entire world into wars is one thing; to do so out of sheer lust for power is straight out of Christopher Marlowe, or Henry Ford.
By such smears, the American discourse is twisted in the pro-Israel direction. But the propagandists cannot keep Israel’s political crisis from coming here. And its own leaders’ criticisms of Netanyahu begin the countdown to the end of an orthodoxy.





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