lunedì 23 maggio 2016

Stefano Jesurum Piccole storie che fanno la Storia.Cristiani, ebrei e musulmani tra scritture, oggetti e narrazioni




Cristiani, ebrei e musulmani tra scritture, oggetti e narrazioni .Oper lo meno con la Storia ci spingono a confrontarci. Non era mai successo che un museo ebraico (nella fattispecie quello di Roma) divenisse luogo di incontro tra cristianesimo, ebraismo e islam. È invece accaduto recentemente per la presentazione di Storie intrecciate. Cristiani, ebrei e musulmani tra scritture, oggetti e narrazioni (Edizioni di Storia e Letteratura), una raccolta di saggi curata da Serena Di Nepi che ci parla delle minoranze ebraiche e islamiche a Roma e nello Stato della Chiesa dal XVI al XIX secolo. In altre parole ci narra come la società cristiana di allora percepisse l’alterità religiosa e con questa in qualche modo dialogasse.
«Nonostante gli appelli alla guerra santa», scrive Di Nepi nell’introduzione, «nel corso dell’età moderna le vie della comunicazione passarono attraverso innumerevoli canali, che proprio l’alternanza di fasi di scontro ad alta e bassa intensità contribuì a tenere in vita». Una lezione del passato che ci interroga su come la convivenza sia possibile e possa costituire un antidoto al fanatismo. Se le frontiere anche culturali del Mediterraneo e dell’Europa moderna non erano poi così rigide, qualche riflessione sull’attualità sarebbe d’obbligo. Non è il caso di riprendere in mano ad esempio il dossier sulle nostre radici comuni e ragionare secondo verità storiche e non secondo “convenienze” politiche contingenti?
Ricorderete infatti che, qualche anno fa, tra risse e sciocchezze pronunciate da autorevoli maître à penser, si arrivò a “concedere” che la matrice culturale europea non fosse solamente cristiana bensì giudaico-cristiana, chiedendo cioè di riconoscere il contributo e il peso nel “pensiero occidentale” di quel Centro Europa simboleggiato dai Kafka, dai Freud, dai Marx e da tutti gli altri. Ma le correnti di studio più attuali (un esempio per tutti, Esther Benbassa e Jean-Christophe Attias dell’École pratique des hautes études di Parigi) mettono al centro dell’identità culturale dell’Europa cristiana l’ebraismo sefardita: il fulcro del nostro viaggio si sposta così al Medio Evo, il baricentro si sposta dalla Mitteleuropa alla Spagna, alla Provenza, all’Italia, a Bisanzio, all’Impero ottomano. Sefaràd (Spagna in ebraico) incarna il legame tra Occidente, Islam e Oriente, restituendo a questi ultimi il giusto ruolo nella dimensione costitutiva dell’identità del nostro continente. La storia è fatta di intrecci, e ancora una volta il Mediterraneo, «oltre le crociate» di ieri e di oggi, mostra la porosità delle frontiere e dei confini, materiali o mentali che siano.



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Storie intrecciate. Cristiani, ebrei e musulmani tra scritture, oggetti e narrazioni (Mediterraneo, secc. XVI-XIX) , un ebook di pubblicato da Edizioni di Storia e Letteratura: ebook è immediatamente disponibile per l'acquisto.
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