sabato 13 febbraio 2016

Hebron : Campagna Internazionale 2016 per la riapertura di Shuhada Street



 
 
 
 
 
 
Open Shuhada St. Announcing 7th Annual Open Shuhada St Campaign (February 19-28, 2016) We are very excited to announce the upcoming 7th Annual Open Shuhada St. Campaign from 19-28 February 2016. Open Shuhada Street…
hyas.ps





Campagna Internazionale 2016 per la riapertura di Shuhada Street

Arriva alla VII edizione la campagna nonviolenta internazionale Open Shuhada Street, lanciata per protestare contro le misure di chiusura e separazione messe in atto dal governo israeliano nella città di Hebron in Cisgiordania e, in generale, per chiedere uguaglianza, rispetto dei diritti umani e la fine della occupazione militare israeliana. Dal 2010 ogni anno, in occasione del 25 febbraio, giorno in cui si commemora il ‘massacro della Moschea’, attivisti e organizzazioni in tutto il mondo mettono in atto azioni nonviolente e organizzano incontri per chiedere la riapertura di Shuhada Street, la via principale di Hebron preclusa ai palestinesi e diventata simbolo di apartheid. Quest’anno, dal 19 al 28 febbraio invitiamo tutti anche a partecipare a una campagna twitter all’insegna dell’hashtag ‪#‎Hebron‬ ‪#‎Palestine‬ ‪#‎OpenShuhadaSt‬.
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Hebron è tra le quattro città sante sia dell’ebraismo e dell’Islam. Come il resto della Cisgiordania, è sotto occupazione militare israeliana dal 1967. Insediamenti di coloni iniziarono a diffondersi allora e continuano ancora oggi ad espandersi, pur se ritenuti illegali secondo il diritto internazionale. Oltre ai grandi insediamenti di Kiryat Arba e Givat Ha’avot costruiti su terra palestinese, nelle immediate vicinanze della città di Hebron, ci sono circa 600 coloni israeliani che vivono nel cuore della vecchia città palestinese ‘difesi’ da più di 1500 soldati. Tensioni e aggressioni sono culminate il 25 febbraio 1994 quando il colono israeliano Baruch Goldstein uccise 29 palestinesi mentre pregavano in moschea durante il Ramadan. In risposta a questo evento, l’esercito israeliano ha introdotto una politica di separazione, che ha visto la chiusura di Shuhada Street ai palestinesi, così come la chiusura di tutti i loro esercizi commerciali che vi si trovavano. Simbolo di una più ampia politica di apartheid condotta da Israele nei territori palestinesi occupati, la chiusura di Shuhada Street limita la libertà di movimento per i palestinesi e massacra l’economia di Hebron, una volta fiorente snodo commerciale e ora quasi diventata una città fantasma.
OPEN Shuhada Street-Logo
Non mancano tentativi di opporsi a questo stato di cose attraverso la disobbedienza civile. Come quella portata avanti da Youth Against Settlements, gruppo di attivisti palestinese che conduce quotidiana attività di diffusione delle informazioni di quanto accade ad Hebron. Vittima di minacce e rappresaglia da parte dell’esercito israeliano, l’associazione ha avuto di recente la sede devastata e saccheggiata di telecamere e macchine fotografiche che servono per raccogliere e mostrare al mondo testimonianze di quanto accade.
Materiale campagna Open Shuhada Street
Video di 16 minuti su Hebron
Altro materiale stampa e aggiornamenti li trovate qui:http://hyas.ps/activities/open-shuhada-st/
Domande frequenti sulla campagna Open Shuhada Street
Che cosa è Shuhada Street: è la via principale di Hebron, città dove vivono 170.000 palestinesi e 500 coloni israeliani e unica località, in tutta la West Bank, oltre a Gerusalemme Est, dove gli insediamenti, o “settlements”, sono proprio all’interno del centro storico. Una volta sede principale dei commerci cittadini, Shuhada Street oggi è completamente inaccessibile: negozi e botteghe sono stati sigillati, persino le porte di accesso alle abitazioni sono state murate dall’esercito israeliano. Riaprirla è un primo passo verso la libertà e la giustizia per il popolo palestinese!
Come si è arrivati a questo punto: nel 1967, dopo la Guerra dei Sei giorni, che ha visto l’esercito israeliano occupare i territori della Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme, un gruppo di ebrei guidati dal rabbino Moshe Levinger, occupò un hotel a Hebron, rifiutando di lasciarlo. Il processo di espansione della presenza ebraica in quella da loro definita la “città dei patriarchi” è proseguito in modo esponenziale, sia nell’interno della città che all’esterno dove è situata la colonia di Kyriat Arba. Da qui il 25 febbraio 1994, Baruch Goldstein, partì per fare irruzione nella moschea di Abramo e aprire il fuoco sui musulmani in preghiera: 29 le vittime Dopo questo episodio, per la “sicurezza” dei coloni, Shuhada Street, dove si sono insediati i coloni, è stata chiusa ad auto e pedoni palestinesi e la città divisa in due parti: H1, sotto il controllo palestinese, e H2, il centro storico con i principali edifici religiosi, sotto il controllo israeliano.
Quale la situazione oggi: check point e telecamere sono ovunque in quella che è ormai diventata una vera e propria ‘città fantasma’. ‘Morte agli arabi’, sono scritte che si vedono di frequente sui muri, le finestre delle abitazioni palestinesi e persino ciò che resta del mercato, sono difese da reti metalliche per evitare il lancio di sassi e di oggetti da parte dei coloni. I palestinesi sottoposti a continui controlli, le attività commerciali ridotte al minimo. Le provocazioni dei coloni, con la protezione dell’ esercito israeliano, e il loro tentativo di occupare altre case palestinesi sono continue. I ‘Giovani contro gli insediamenti’ (Youth Against Settlements), lo sperimentano ogni giorno, sopratutto nella zona di Tal al Rumeida dove coloni fanatici si sono insediati in case palestinesi cacciando i proprietari.
Cosa possiamo fare: il 25 Febbraio 2016 ricorre l’anniversario del massacro di palestinesi in preghiera e, anche quest’anno, contemporaneamente alle manifestazioni che si tengono in Palestina, i ‘Giovani contro gli insediamenti’ e molte altre associazioni palestinesi hanno lanciato un appello affinché si manifesti a livello internazionale per la riapertura ai palestinesi la strada centrale della città. AssoPace Palestina ha raccolto l’appello e invita a manifestare, partecipare agli incontri, diffondere informazione per contribuire a porre fine ad una occupazione militare da parte di Israele che lede i diritti umani e viola ogni legalità internazionale.
Evento su pagina facebook Yas:https://www.facebook.com/events/1121160041228848/
La situazione a Hebron è sempre più tesa, nei mesi recenti l’esercito ha sequestrato macchine fotografiche e telecamere nella sede di Youth against settlements. Qui la pagina per la raccolta fondi:
https://www.giveforward.com/fundraiser/ncsb…




Announcing 7th Annual Open Shuhada St Campaign (February 19-28, 2016)


YAS B&W

We are very excited to announce the upcoming

7th Annual Open Shuhada St. Campaign from 19-28 February 2016.

Open Shuhada Street Campaign is a Palestinian-led local and international nonviolent campaign to protest against the measures of closure and separation in Hebron, started in 2010 by Youth Against Settlements (YAS). Activists and organizations in Palestine and from around the world join together around February 25 in solidarity with the Palestinian residents of Hebron, demanding:
  • The re-opening Shuhada Street to all people
  • The implementation of international law and human rights in Hebron
  • An end to the separation regime in Hebron
  • In end of the Israeli military occupation of Palestinian land
To this end, in combination with legal action to re-open Shuhada Street, Open Shuhada Street Campaign mobilizes locally and internationally for nonviolent direct actions.

Organize an Open Shuhada Street action for your campus or town

  • Set up a mock Israeli checkpoint to simulate the discrimination and abuse Palestinians in endure under the apartheid system in Hebron (see see mock checkpoint materials below)
  • Collect signatures to give to your representative, asking them to demand the reopening of Shuhada Street to all people (see petition below in materials)

Materials for your action:

Open Shuhada Street 24 x 18 inch signs and 30 x 20 inch images of Shuhada Street and Checkpoint (for larger images for more high quality printing, contact us at media.yas@gmail.com and we will email them to you) . To print, open, save (upper right corner), and then send to a print shop. You can have the 24 x 18 inch signs printed directly onto foam poster board or onto paper which that you then attach to poster board or cardboard. Have the 30 x 20 inch images printed at print shop and attach them to foamboard or posterboard.
Open Shuhada Street 24 x 18 inch signs
Shuhada Street image
Checkpoint image
Shuhada Street closures

Materials and script for mock checkpoint Have 20 x 30 inch mock checkpoint sign printed at print shop and then mount onto 20 x 30 inch foamboard or posterboard.
Mock Checkpoint sign
Mock Checkpoint materials, instructions, and script
Open Shuhada Street Handout and petition to elected officials  These are word documents – click to download and then open. Put your group’s name and contact information at the bottom of the handout’s first page. Put your elected officials names at the top of the petition. The petition is designed for the US. To use in other countries, adapt it accordingly.
Open Shuhada Street handout
Open Shuhada Street petition
Readings for your actions (open and print from upper right corner)
Open Shuhada Street readings – personal stories of Salaymeh, Sharabati, and Abu Eisheh families

Use the hashtags #OpenShuhadaSt and #Hebron

Images of mock checkpoint actions that have taken place on campuses in past years
mock checkpoint 22Mock checkpoint 3
Mock checkpoint 4





Background – From Thriving Palestinian City to Occupied Ghost Town
Hebron is one of the four holiest cities in both Judaism and Islam. It is the second largest city in the West Bank after East Jerusalem and used to be the commercial center for the southern West Bank. Since shortly after the Israeli military occupation of the West Bank in 1967, Hebron has seen the building of Israeli settlements. Settlement building in Hebron, and throughout the West Bank continues to expand today, despite being recognized as illegal under international law. In addition to the Hebron adjacent large settlements of Kiryat Arba and Givat Ha’avot, there are about 600 Israeli settlers living in the midst of the Hebron’s old city. More than 1500 Israeli combat soldiers are stationed in and around Hebron, alongside the settlers to guard their security. The Israeli soldiers do not protect the Palestinian residents of Hebron, who are regularly attacked by Israeli settlers.
February 25, 2015 marks 21 years since the Baruch Goldstein massacre, when Israeli settler, Baruch Goldstein, murdered 29 Palestinians participating Ramadan Friday prayers in the Ibrahimi Mosque in Hebron. In response to the massacre, the Israeli army introduced an apartheid system of separation in Hebron, including the closure of Shuhada Street to Palestinians, effectively creating a ghost town. Freedom of movement in Hebron’s old city is severely restricted for Palestinians. They are forced undertake long detours, are barricaded inside their homes on Shuhada Street, and can only get in and out of their homes through the backdoors or rooftops.
Shuhada street is vital to Palestinian communal and commercial life. It was the center of the old city’s commercial district before Israeli settlement projects and military rule forced its closure. To this day, the street remain almost entirely closed to Palestinians, while Israeli settlers move freely. The closure of Shuhada Street is a symbol of Israel’s wider apartheid policy of separation.
Youth Against Settlements (YAS) is a Hebron based nonviolent direct action group. Formed in 2008, it maintains a youth education and meeting center located in a building that was initially occupied first by the Israeli military and later by settlers. It was reclaimed for Palestinian use through a nonviolent direct action and legal campaign. The center is used to empower and educate Palestinians, especially youth, to stand firm and use nonviolent action, media, and advocacy work to resist Israel’s system of occupation, restriction, and separation in Hebron. YAS encourages the population of Hebron, especially in old city area, to remain in the area, despite the hardships and violence they face from settlers and military occupation.
YAS leads an annual Open Shuhada Street campaign, which is implemented both in Palestine and internationally. YAS is also engaged in international advocacy through the UN and other international institutions, including the UN Human Rights Council. YAS’s coordinator, Issa Amro, has been recognized by the European Union as a Human Rights Defender.
SpeAction Tours (for European Countries)
In support of international Open Shuhada Street Campaigns, Youth Against Settlements sends activists and volunteers to European countries for SpeAction Tours. The aim of the SpeAction Tours is to mobilize international solidarity for the rights of the Palestinian people and support for the Open Shuhada Street Campaign and its demands.
From 14 to 29 February 2016, YAS will send one of its activists and one resident of Shuhada Street to Germany, Italy, Denmark  to join actions and events in support of Open Shuhada Street Campaign, as well as meetings at political and diplomatic levels.
For help organizing and being part of the OPEN SHUHADA ST CAMPAIGN 2016 in your city or your University campus, please email us at media.yas@gmail.com or “Contact Us” form. Also find us on Facebook and Twitter.

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