Akiva Eldar:il vittimismo ebraico causa il prolungarsi del conflitto?


sintesi personale
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[sintesi personale

Un nuovo studio dimostra che la maggior parte degli israeliani accetta la 'versione ufficiale' della storia del conflitto con i palestinesi. C'è forse da meravigliarsi, quindi, se lo stesso pubblico accetta la motivazione ufficiale della guerra di Gaza? Daniel Bar-Tal, psicologo di fama mondiale , e Rafi Net-Zehngut, uno studente di dottorato espongono nella loro recente ricerca la seguente tesi: la coscienza degli ebrei-israeliani è caratterizzata dal vittimismo, dalla mentalità dell'assedio,dal cieco patriottismo, dalla belligeranza, dal senso di autogiustizia ,dalla disumanizzazione dei palestinesi e dalla insensibilità per la loro sofferenza "
 "La maggior parte della nazione conserva una semplicistica memoria collettiva del conflitto che ritrae noi in una luce molto positiva e gli arabi in modo molto negativo", afferma il professore dell'Università di Tel Aviv . Questa memoria, insieme all'etica del conflitto collettivo e alle emozioni (paura, odio, rabbia,) dà luogo alla cultura del conflitto,nella quale anche i palestinesi sono immersi, ostacolando ogni progresso verso la pace. Bar-Tal, sostiene che in una tale situazione, è difficile anche immaginare la possibilità che i due Paesi siano in grado di superare gli ostacoli psicologici senza aiuto esterno. " Nazioni che rispondono i con facilità alla guerra ed esitano dinanzi alla pace non lasciano spazio alla costruzione di un futuro migliore"Sicuramente tale identità è stata forgiata non solo dalla violenza dei palestinesi contro i cittadini israeliani, ma soprattutto dal prolungato indottrinamento basato sull'ignoranza Eccetto una piccola minoranza che è in grado di analizzare il passato con una mentalità aperta, l'opinione pubblica non è interessata a conoscere ciò che realmente Israele ha fatto a Gaza in questi anni, come è stato effettuato il disimpegno perchè hamas è al potere grazie a democratiche elezioni, perchè tante persone sono state uccise"
Anche se è possibile accedere a fonti che chiariscono queste domande ,il pubblico si auto-censura e accetta la versione ufficiale ,
 Siamo una nazione che vive nel passato, soffusa di ansia e sofferenza cronica , chiusa mentalmente Così nel 2000 la maggior parte degli Israeliani accettò la versione semplicistica di BARAK riguardo al fallimento del Vertice di Camp David e allo scoppio della seconda intifada acquisendo l'ovvia conclusione che non vi era alcun partner con il quale negoziare Dopo l'amara esperienza della Seconda guerra libanese,i leader del Paese hanno cercato di potenziare la consapevolezza ebraica onde sminuire la sensibilizzazione verso i palestinesi in tal senso è stata operata una pesante censura e un forte controllo sull'informazione durante la guerra di Gaza Quasi tutti i media si sono concentrati sulla situazione del Sud di Israele, dando ampio spazio alle operazioni militari e ignorando completamente la situazione dei residenti di Gaza : le vicende umane di Sderot e la disumanizzazione di hamas sono state le premesse necessarie per colpire con forza evidenziando che"L'ethos del conflitto è profondamente radicata nella società ebraica e giustifica gli obiettivi degli ebrei, la loro versione, presentando gli israeliani in modo positivo e respingendo la legittimità degli arabi e dei palestinesi in particolare

 Esiste una netta connessione tra la memoria collettiva e la memoria delle passate persecuzioni , questo facilita la tendenza ad adottare la versione sionista del conflitto ( "il mondo intero è contro di noi") : i giovani, il pubblico laico e di sinistra tendono ad essere più critici della destra e dei religiosi Ad esempio, ALLA DOMANDA "Quali sono state le ragioni del fallimento dei negoziati tra [Ehud] Barak e [Yasser] Arafat nell' estate del 2000?"il 55,6 per cento degli intervistati ha scelto la seguente risposta: "Barak ha offerto un generoso accordo di pace, ma Arafat non ha accettato perché non voleva la pace". Un altro 25,4 per cento ritiene che entrambe le parti siano responsabili e circa il 3 per cento ha risposto che Arafat non voleva la pace, ma Barak non era abbastanza motivato
 Oltre il 45 per cento degli israeliani è convinto che la seconda intifada sia scoppiata solo, o principalmente, perché Arafat l' aveva prevista in anticipo. Solo il 15 condivide la tesi dei servizi di sicurezza: l'intifada è stata soprattutto l'esplosione di una protesta popolare. Oltre la metà degli intervistati ritiene che i palestinesi siano responsabili del fallimento del processo di Oslo, il 6 per cento considera Israele responsabile, il 28,4 per cento giudica entrambi responsabili 
Tra gli stessi ebrei, il 40 per cento non è a conoscenza che, alla fine del 19 ° secolo, gli arabi costituivano la maggioranza assoluta della Palestina .
 Oltre la metà degli intervistati ha risposto che, nel piano di partizione delle Nazioni Unite, respinto dagli arabi, gli arabi avevano ottenuto la metà, se non di più, del territorio,;il 26,6 per cento non sa che a 1,3 milioni di arabi era stato offerto il 44 per cento del territorio e ai 600.000 ebrei il 55 per cento Bar-Tal, sostiene che questa distorsione della memoria non è una coincidenza.: i dettagli del piano non compaiono in molti libri di testo e questa è una deliberata omissione. "Tale conoscenza potrebbe suscitare domande sul motivo reale per cui gli arabi hanno respinto il piano e porre in dubbio la versione semplicistica 
 Una grande percentuale della popolazione ebraica ritiene che nel 1948, i rifugiati siano stati espulsi (47,2 per cento degli intervistati), mentre il 40,8 invece è convinto, secondo la vecchia versione sionista, che i palestinesi se ne siano andati volontariamente . Su questo punto, non solo quasi tutti i libri di storia forniscono informazioni aggiornate, ma anche alcuni libri scolastici locali e non.
 Il programma televisivo "Tekuma" (una serie di documentari sui primi 50 anni di israele),menziona l'espulsione degli arabi Net-Zehngut trova un certo grado di auto-critica nelle risposte relative alla questione della responsabilità globale per il conflitto : il 46 per cento pensa che la responsabilità sia più o meno equamente divisa tra ebrei e arabi,il 4,3 considera gli ebrei la causa principale della non soluzione, e il 43 per cento attribuisce agli arabi e ai palestinesi la continuazione del conflitto.

Ciò dimostra che è possibile modificare una memoria collettiva se i media e il comparto dell'istruzione si muovono in questa direzione Bar-Tal è consapevole che anche la memoria collettiva palestinese soffre di simili mali e necessità di un profondo cambiamento - Un cambiamento reciproco potrebbe aiutare le generazioni future a considerarsi in modo più equilibrato e umano Questo processo ha richiesto molti decenni per i francesi e i tedeschi, per i protestanti e i cattolici nell' Irlanda del Nord. Quando inizierà finalmente anche da noi ?

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