2 7 gennaio, giornata della Memoria. Una Memoria con la M maiuscola, condivisa e spesso istituzionalizzata, una Memoria che finisce puntualmente sui corsivi dei giornali tanto quanto nelle trasmissioni televisive del mattino. “Ricordare per non dimenticare”, questo lo slogan più diffuso in questa data. Eppure c’è chi non si accontenta, c’è persino chi protesta contro una Memoria data per scontata, che rischia di offuscare il diritto individuale alla singole memorie. Una Memoria sbandierata per ripulire le coscienze collettive e che, in alcuni casi, ha persino prodotto una classe (per favore, non parliamo di castismo) di “professionisti della Memoria.”Tra i ribelli della Memoria, spiccano i nomi di due personaggi diversissimi tra loro, ma uniti dal rifiuto della museificazione della Shoah, e della dolorosa esperienza ebraica più in generale: sono la storica francese Annette Wieviorka (nella foto), classe 1948, docente del Centre National de la Recherche Scient...
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