Israele ammette che solo lo 0,7% delle terre di stato della West Bank è stato assegnato ai palestinesi


 Negli ultimi 33 anni, l’amministrazione Civile ha assegnato meno dell’1% della terra di stato nella West Bank ai palestinesi, rispetto al 38 % dei coloni, secondo i documenti dell’agenzia consegnati alla Corte Suprema di Giustizia. 
di Chaim Levinson
Nella West Bank ci sono 1,3 milioni di dunam (approssimativamente 325.000 acri) di "terreni di stato", la maggior parte dei quali è stata messa a disposizione delle colonie ebraiche.
                 

La politica manifesta del precedente governo Netanyahu è stata quella di togliere le costruzioni ebraiche dai terreni privati palestinesi della West Bank e approvare tutti gli edifici costruiti sui terreni di stato.
Secondo la classificazione dell’Amministrazione Civile, fino al 1967 i terreni registrati con le autorità giordane come "terra di stato" erano di piccola entità. La maggior parte delle "terre di stato" furono però dichiarate come tali dopo il 1979.
La necessità di un tale attestato si presentò nell’ottobre del 1979 quando la Corte Suprema annullò come anticostituzionale la pratica dello stato di impadronirsi dei terreni palestinesi, apparentemente per "esigenze militari", ma in pratica per istituire delle colonie ebraiche.
Fu dopo il 1979 che ebbe inizio su larga scala il processo di dichiarazione della terra quale terra di stato. Secondo la legge, nella West Bank qualsiasi terreno soggetto a un uso agricolo ininterrotto per almeno dieci anni diviene proprietà dell’agricoltore; lo stato non può appropriarsi di terreni soggetti a coltura.
Anche se il team dell’Amministrazione Civile incaricato di determinare quali terre sono coltivate si suppone basi le proprie conclusioni su testimonianze e su foto aeree, un funzionario dell’Amministrazione Civile ad alto livello ha recentemente ammesso al tribunale militare di Ofer che le decisioni sono di tipo politico.
L’udienza alla quale il funzionario era intervenuto riguardava terre dichiarate di stato concernenti l’avamposto di Hayovel . Quest’ultimo è stato al centro di un caso della Corte Suprema per oltre sette anni. Lo stato aveva deciso di autorizzare retroattivamente Hayovel, ma le foto aeree mostrano con chiarezza un certo numero di case e un terreno coltivato, e la strada che conduce a Hayovel passa attraverso terreni privati palestinesi. Lo stato ha perciò escogitato un metodo per dichiarare come "incolta" l’area posta tra appezzamenti coltivati, per esempio, tra alberi, e l’ha così potuta qualificare come terra di stato. I palestinesi che rivendicavano la proprietà sulla terra hanno fatto ricorso contro la decisione tramite l’organizzazione Yesh Din e l’avvocato Michael Sfard.
A gennaio, in un’udienza del tribunale un funzionario dell’unità di controllo dell’Amministrazione Civile, Gilad Palmon, ha dichiarato alla corte: "Il funzionario che decide sulla dichiarazione [di terra di stato] è a livello politico, il ministro della difesa". Un altro funzionario dell’Amministrazione Civile, Yossi Segal, ha affermato: "E’ il livello politico a decidere sulle dimensioni dell’area".
Tre anni fa, l’Associazione per i Diritti Civili in Israele e Bimkom, Progettisti per i Diritti di Pianificazione, hanno chiesto all’Amministrazione Civile, in base alla Legge sulla Libertà di Informazione, la cifra dell’estensione della terra di stato nella West Bank. L’Amministrazione Civile si è rifiutata di fornire le informazioni e le organizzazioni hanno chiesto l’intervento del tribunale.
I rappresentanti dell’Amministrazione Civile hanno riferito alla corte che nella West Bank c’era 1,3 milione di dunam di terre di stato e che non potevano fornire ulteriori dati. Il giudice della Corte distrettuale di Gerusalemme, Yoram Noam, non ha accettato la risposta e ha dato ordine ai rappresentanti dell’agenzia di fornire maggiori informazioni.
Successivamente, l’Amministrazione Civile ha procurato alla corte i seguenti particolari : 671.000 dunam di terra di stato sono ancora in possesso dello stato. Altri 400.000 dunam sono stati assegnati all’Organizzazione Sionista Mondiale. La maggior parte delle colonie ebraiche, sia abitazioni residenziali che terreni agricoli, si trova su tale terra.
Altri 103.000 dunam di terra di stato sono stati attribuiti a compagnie di telefonia mobile e ad amministrazioni locali, principalmente per la costruzione di edifici pubblici.
Aziende quali la compagnia dell’acqua Mekorot, la compagnia di comunicazioni Bezek e la Israel Electric Corporation hanno ricevuto 160.000 dunam, il 12% del totale della terra di stato nella West Bank.
I palestinesi hanno ottenuto 8.600 dunam (2.150 acri) , o lo 0,7% della terra di stato della West Bank.
L’Amministrazione Civile ha detto alla corte che di questi, 6.910 dunam erano nel distretto di Jenin, attribuzioni di terra fatte molto tempo fa e che ora sono nelle Aree A e B (rispettivamente sotto totale controllo palestinese, o sotto controllo civile palestinese e militare israeliano). Un dunam è stato assegnato per una cava di pietra nel distretto di Hebron; 630 dunam sono stati destinati ai beduini del distretto di Betlemme; 1.000 dunam sono stati dati nel distretto di Jericho e 10 dunam nel distretto di Tulkarm.
Nir Shalev, un ricercatore di Bimkom, ha detto: "Per anni Israele ha sostenuto che le colonie erano costruite solo su terra di stato, un’affermazione che il più delle volte ha dimostrato di essere errata. I dati sulle assegnazioni ai palestinesi che l’Amministrazione Civile è stata costretta a rivelare, mostrano l’altra faccia della moneta: la politica israeliana stabilisce che le terre di stato nella West Bank sono per uso esclusivo degli israeliani – in particolar modo coloni."
Dato che la terra di stato è essenziale per l’espansione delle colonie, viene esercitata una forte pressione per influenzare la decisione su dove vengono dichiarate tali terre. Haaretz ha controllato e scoperto che anche quando lo stato afferma che determinate terre sono terre di stato, il processo di determinare in anticipo l’utilizzo è negligente e i terreni dichiarati come terra di stato comprendono anche terreni privati palestinesi e terreni coltivati. Un esempio di tale approssimazione riguarda l’ampia colonia di Givat Ze’ev a nord-ovest di Gerusalemme. Vicino alla colonia c’è una casa che appartiene a un palestinese, Saad Sabri, che ha pure coltivato un appezzamento di terreno nelle vicinanze.
Nel 2006, quando è cominciata la costruzione della barriera di separazione i bulldozer hanno distrutto i suoi campi. Sebbene le foto aeree mostrassero con chiarezza che la terra era coltivata, nel 2010 lo stato ha dichiarato essere tali terreni terra di stato e ha unito l’appezzamento di Sabri a Givat Ze’ev. Sabri ha fatto ricorso alla Corte Suprema contro il provvedimento.
Il ricercatore Dror Etkes ha scoperto che terreni importanti per l’espansione delle colonie venivano dichiarati terra di stato, questi comprendono i territori vicini a Susya, Tekoa, Ma’ale Adumim, Kyriat Arba e altre comunità ebraiche.
Nel centro di Ma’ale Adumim, per esempio, c’è un terreno che foto aeree degli anni ’70 mostrano come in parte coltivato. Già nel 2005, l’intera area è stata dichiarata terra di stato e su di essa ora ci sono costruzioni.
"I risultati, che sono un campione, confermano l’affermazione che i proprietari di terre palestinesi hanno fatto costantemente presente negli ultimi decenni: Sotto l’egida di una generalizzata dichiarazione di terre come terre di stato, riferentesi a quasi un milione di dunam, Israele si è impossessato di estese aree coltivate, che sono state rubate ai loro proprietari grazie a decisioni amministrative sulle quali il controllo pubblico e giuridico è minimo, perché si presumeva non fossero coltivate."
Il direttore di Yesh Din, Haim Erlich, ha dichiarato: "Yossi Segal che è responsabile delle proprietà abbandonate nella West Bank, rivela il fatto doloroso e preoccupante del quale eravamo consapevoli da tempo: che il rilevamento che si suppone debba essere professionale è diventato uno strumento politico."
L’Amministrazione Civile non ha risposto alle numerose richieste di commento.
(tradotto da mariano mingarelli)

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