Israele dovrebbe accogliere gli attivisti "Benvenuti in Palestina" con fiori di benvenuto

1  C'è qualcosa di simbolico nel fatto  due eventi stanno accadendo nello stesso tempo:  colloqui con L'Iran e   deportazione degli attivisti della pace  all'aeroporto Ben-Gurion . L'Iran ha impedito all' Agenzia internazionale per  l'energia atomica l'ingresso ai  suoi impianti nucleari e Israele sta impedendo agli attivisti  di entrare nei territori occupati per  verificare il rispetto  dei diritti umani.  Israele sta prendendo misure  estremamente isteriche  per fermarli arrivando   a minacciare le compagnie aeree.Le forze di sicurezza si stanno preparando a deportarli  .Il ministro della Pubblica sicurezza Yitzhak Aharonovitch  afferma che ogni paese ha il diritto di impedire l'entrata di  elementi ostili ,ma i cittadini europei  della flytilla dichiarano di non voler  fermarsi  in Israele   e, proprio per rassicurare  le autorità, hanno proposto alla  polizia israeliana  di  scortare  i loro  autobus fino a  Betlemme.  Liste nere di attivisti dei diritti umani ai quali  viene negato l'ingresso nei territori evidenziano l'assedio che il regime di occupazione impone  a milioni di palestinesi che vivono in Cisgiordania.Come sappiamo, nessuno entra o esce dalla Cisgiordania - sia per via aerea , sia per via terra  - senza il permesso di Israele e senza passare attraverso Israele.   In una lettera aperta i manifestanti dichiarano  di  portare    un messaggio di pace,   di voler sostenere i diritti dei palestinesi nei territori occupati , di   promuovere un appello per la  fine all'occupazione.   I  portavoce del governo israeliano,invece,  puntano a  dimostrare che la loro campagna a favore   della Palestina in realtà sottintende la "delegittimazione di Israele":  peccato che non capiscono che il loro rifiuto di permettere agli attivisti dei diritti umani di recarsi in  Cisgiordania evidenzia la mancanza  di legittimità  dell'occupazione stessa.  Un paese che rispetta i diritti umani nei territori sotto il suo controllo, compreso il diritto di protesta non violenta contro l'occupazione straniera, deve  non solo invitare  gli  attivisti per la pace a visitare   i Territori,ma dare loro il benvenuto con fiori.

2 BENVENUTI IN PALESTINA: COMPAGNIE AEREE ANNULLANO CENTINAIA DI PRENOTAZIONI

3  Il sabato di passione di un volontario italiano al Ben Gurion
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FLYTILLA: OLTRE 40 ARRESTI A TEL AVIV
Beit Sahour (Cisgiordania), 15 aprile 2012, Nena News – Bilancio provvisorio di 35 internazionali e sei attivisti israeliani arrestati dalle forze di sicurezza dell’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Da questa mattina, lo Stato di Israele sta cercando, con modalità diverse, di impedire l’ingresso dei circa 1500 attivisti internazionali pro-palestinesi della campagna globale “Welcome to Palestine 2012”.
Attivisti bloccati negli aeroporti europei
Tentando di mantenere un basso profilo: la stragrande maggioranza degli internazionali (intenzionati ad entrare in Israele attraverso l’aeroporto Ben Gurion dichiarando apertamente di voler visitare i Territori Occupati Palestinesi) sono stati bloccati nei rispettivi aeroporti di partenza: Roma, Londra, Manchester, Parigi, Istanbul, Bruxelles, Ginevra. Le compagnie aeree europee, da Alitalia a British Airlines e Lufthansa, da EasyJet a AirFrance, hanno impedito a centinaia di internazionali di imbarcarsi nei voli verso Tel Aviv.
A Ginevra, bloccati circa 50 attivisti a cui è stato impedito di sedersi in aereo: alla domanda “Perché ci state impedendo di partire?”, il rappresentante della compagnia aerea EasyJet ha risposto che i loro nomi erano stati segnalati come presenti nella famigerata “lista nera” israeliana. Ad uno di loro è stato confiscato il passaporto. Altri venti sono riusciti a salire, ma sono stati subito fermati a Ben Gurion. A Istanbul, le autorità aeroportuali hanno impedito agli attivisti di imbarcarsi e hanno portato le loro valige fuori dall’aereo.
All’aeroporto Charles De Gaulle, corteo di protesta contro i mancati imbarchi: gli attivisti francesi hanno intonato lo slogan “Oggi il checkpoint è a Parigi”.
Arresti e deportazioni a Tel AvivIntanto, al Ben Gurion, la polizia israeliana ha proceduto a interrogatori, arresti e conseguenti deportazioni. Al momento sarebbero trentacinque gli arrestati, tra cui quindici francesi, un canadese, sei svizzeri e un portoghese. Tra loro, sei francesi subito deportati e il canadese Ted McLaren, delegato del Construction Worker Federation: l’uomo è stato messo immediatamente su un aereo diretto in Canada dopo essersi rifiutato di firmare l’ordine di deportazione.
In giornata si sono susseguite voci che riferiscono che tre attivisti pro-palestinesi sarebbero riusciti ad entrare nel Paese e a superare il Muro di Separazione. In questo momento sarebbero arrivati a Betlemme, ma le fonti non sono state ancora confermate.
Roma: Alitalia applica legge israeliana del 1952A Fiumicino, sette attivisti italiani sono stati bloccati da Alitalia e non sono riusciti ad imbarcarsi per Tel Aviv. I sette hanno chiesto di parlare con il responsabile della sicurezza che si è rifiutato di dare loro le sue generalità. “Marco” si è limitato a consegnare loro “un pezzo di carta prestampata – come spiega Patrizia, una delle attiviste intervistate da Nena News, responsabile dell’associazione umanitaria Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese – che, con riferimento alla legge d’ingresso israeliana del 1952, dichiara che la compagnia Alitalia non si assume alcuna responsabilità per l’applicazione della legge israeliana. Il dirigente della sicurezza ha rifiutato di incontrarci”.
“Più tardi un portavoce di Alitalia – continua Patrizia – l’unico ad essersi presentato con nome e cognome, ci ha girato la ‘proposta’ delle autorità israeliane, una sorta di accordo per poter entrare in Israele: avremmo dovuto fornire allo Stato di Israele nome, cognome, indirizzo e-mail e numero di passaporto e comunicare dove avremmo alloggiato una volta nel Paese”.
“Solo una provocazione, un modo per farci perdere tempo e per lasciarci in attesa – ha spiegato la donna – visto che Israele conosceva già tutte queste informazioni. Abbiamo rifiutato e abbiamo organizzato un corteo di protesta a Fiumicino, prima di lasciare l’aeroporto”.
Per ore è girata la voce che anche il noto vignettista Vauro Senesi fosse stato bloccato a Fiumicino questa mattina. In realtà, interpellato dal sito Globalist, Vauro ha raccontato che ieri, aggirando i controlli a Roma e mescolandosi ad un gruppo di pellegrini, è riuscito ad imbarcarsi e in questo momento sarebbe a Gerusalemme.
Attivisti israeliani arrestati a Ben GurionAgli attivisti internazionali arrestati a Tel Aviv, vanno aggiunti sei attivisti israeliani pro-palestinesi: uno di loro, Yonathan Shapira del movimento Boycott from Within si è presentato all’aeroporto con disegni dei bambini palestinesi di Betlemme. Ma le voci sono discordanti: secondo alcuni testimoni, Shapira sarebbe stato arrestato, secondo altri sarebbe stato allontanato perché circondato da fanatici israeliani. Numerosi i membri del National Unit Party israeliano e rappresentanti dei coloni di Hebron presenti in aeroporto, che stanno cantando e ballando indisturbati nelle sale di Ben Gurion.
Lettera di Israele ai “cari attivisti”: andate in SiriaLe autorità israeliane hanno preparato una “lettera di benvenuto” per gli attivisti pro-palestinesi in arrivo oggi all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Nella lettera al “caro attivista”, Israele chiede agli internazionali intenzionati ad entrare in Palestina di convogliare le loro battaglie per i diritti umani non verso “l’unica democrazia del Medio Oriente”, dove si rispetta la libertà di espressione, ma verso altri target: il regime siriano, quello iraniano e quello di Hamas a Gaza.
“Apprezziamo la vostra scelta di fare di Israele l’oggetto delle vostre preoccupazioni umanitarie – si legge nella lettera di Israele – Sappiamo che ci sono altre scelte migliori. Avreste potuto scegliere di protestare contro le violenze quotidiane del regime siriano contro il suo stesso popolo. O di protestare contro la brutale repressione del regime iraniano verso i dissidenti. Avreste potuto protestare contro il regime di Hamas a Gaza, dove le organizzazioni terroristiche commettono un doppio crimine di guerra, lanciando razzi contro i civili e usando civili come scudi umani”.
Dimenticando che un Paese che pretende di chiamarsi “democrazia” rispetta e non mette sotto silenzio le voci di protesta. Non deporta cittadini europei, non li arresta e non usa il suo potere per obbligare compagnie aeree straniere a impedire la libertà di movimento. Un potere che gli deriva unilateralmente dall’occupazione illegale e in violazione del diritto internazionale della Cisgiordania e di Gaza, dove i veri crimini di guerra sono compiuti dall’esercito, dalla marina e dell’aviazione israeliani. Nena News


Nena news sta seguendo in diretta l'evento "Welcome to Palestine". Bilancio provvisorio di 35 internazionali e sei israeliani arrestati a Ben Gurion. Centinaia gli attivisti pro-palestinesi bloccati in Europa dalle compagnie aeree.

http://nena-news.globalist.it/?p=18637



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